Tessa Gelisio, l’amica dell’ambiente. In tv e non solo
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Tessa Gelisio, l’amica dell’ambiente. In tv e non solo

La nota conduttrice ed eco-blogger, Tessa Gelisio, divulga temi ambientali, promuove comportamenti sostenibili verso il grande pubblico. E supporta progetti “verdi”, dalla produzione vinicola biologica alla tutela di ecosistemi. Una sensibilità per il pianeta che coltiva fin da bambina

Anastasia Verrelli 16 Aprile 2023

Impossibile non aver visto almeno una volta Tessa Gelisio in televisione, ancora di più non seguirla sui social. La simpatica e sorridente conduttrice toscana da anni si batte per le cause dell’ambiente e della sostenibilità. Abbiamo dialogato con lei per scoprire le ragioni e gli obiettivi di questo impegno.

Tessa, per molti anni in televisione lei si è occupata di divulgazione scientifica e di problematiche ambientali con programmi come “Oasi”, “Sereno variabile”, “Pianeta Mare”. Dove è nata questa forte passione per l’ambiente?

Sono cresciuta in una famiglia di ambientalisti e mi hanno sempre parlato di problematiche ambientali. Mi hanno permesso inoltre di viaggiare e sperimentare in prima persona, di capire. E quando una persona capisce le cose come stanno dal punto di vista scientifico-tecnico non può che essere un ambientalista. O non gliene frega nulla di niente o diventa ambientalista.

 

 

La sua associazione “For Planet” nel tempo ha sviluppato con successo diversi progetti concreti per contrastare il continuo deterioramento degli ecosistemi naturali. Ci sono nuove iniziative in corso?

Al momento stiamo portando avanti due progetti: uno in Brasile che seguiamo da tanti anni con Amazzonia Onlus, grazie alla quale è tutelata una riserva che conserva 100.000 ettari di foresta Amazzonica. Un progetto fantastico. Negli anni abbiamo portato avanti molte iniziative per aiutare a conservare questa zona. Ora c’è il problema degli incendi anche a causa dei cambiamenti climatici. Stiamo dando il nostro contributo attraverso una serie di attività di formazione e di educazione alla prevenzione con le popolazioni locali, in modo da intervenire prontamente qualora scoppi un altro incendio. Nel 2020 si sono verificati numerosissimi incendi purtroppo, 11.000 km di foresta sono stati distrutti. Con la World Land Trust invece, nostro partner inglese, stiamo acquistando terreni in Argentina per creare un corridoio biologico tra il parco nazionale e il parco provinciale affinché gli animali possano muoversi più liberamente.

A proposito di progetti concreti e di successo, grazie alla produzione del vino “Tenuta La Sabbiosa” lei è riuscita a valorizzare i vigneti a piede franco cercando allo stesso tempo cerchi di evitarne l’estinzione. Come è nata l’idea? Sta riuscendo nel suo intento?

L’idea è nata quando ho iniziato a frequentare assiduamente l’isola di Sant’Antioco dove ci sono questi vigneti unici al mondo. Unici perché sono vigneti a piede franco e si trovano a fronte mare, su sabbia marina. Una vera e propria rarità, che però viene abbandonata perché i costi di produzione sono altissimi. Le lavorazioni da eseguire sono molte e questi vigneti producono poca uva rispetto ad altri. Per questo, in molti, li stanno abbandonando. Con Tenuta la Sabbiosa, invece, vogliamo valorizzare questa antica tradizione e questi vigneti unici al mondo, e abbiamo creato una comunità a Carignano per unire i piccoli produttori che puntano sul piede franco e sulla qualità. Piano piano stiamo aggregando tante forze positive e tante persone che credono come noi che questi vigneti siano un simbolo di Sant’Antioco, un simbolo da tutelare. C’è ancora tanto da fare ma almeno siamo riusciti a unire persone con lo stesso obiettivo.

Anche con il programma televisivo “Cotto e mangiato” riesce a perseguire i suoi ideali ambientalisti?

Assolutamente, con la messa a terra in cucina. Una delle attività più impattanti sul pianeta è la produzione alimentare che modifica e a volte deturpa anche il territorio. Spesso porta anche alla sterilità dei terreni. Dipende da come si mangia, e infatti con “Cotto e mangiato” promuovo la dieta mediterranea, che è la dieta a minore impatto ambientale, e promuovo inoltre prodotti di stagione, prodotti biologici, km Italia. Insomma, cerco di sostenere un tipo di cucina che parte dagli ingredienti con il minor impatto ambientale ma che comunque soddisfa i palati di tutti.

 

 

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Tessa Gelisio, ambientalista, conduttrice, produttrice vino (@tessagelisio)

Tanti consigli per vivere in modo più sano e green è possibile trovarli anche sul suo blog “Ecocentrica”. Quali pensa che siano i temi più urgenti da trattare?

Paradossalmente quello dell’alimentazione, perché purtroppo ci stiamo allontanando da quella che è la vera dieta mediterranea, pur essendone la patria. Ci stiamo un po’ americanizzando con cibo fast, già pronto, di bassa qualità, con alimenti ipercalorici, ipergrassi, troppo dolci. Quindi bisognerebbe tornare alla sana alimentazione che è anche quella a minor impatto ambientale. È importante considerare anche l’energia in casa, dove è bene utilizzare fonti rinnovabili, per esempio il fotovoltaico. Alla pulizia in casa poi bisogna stare particolarmente attenti perché usiamo prodotti chimici pensando di igienizzare meglio ma in realtà stiamo solo inquinando, non solo la casa ma il mondo intero. Oggi ci sono tantissime alternative e bisogna pulire in modo diverso. Altro fronte importante è quello del fast fashion, una lotta più consapevole per contrastare un modello di consumo deleterio per tutti. Compriamo 20 magliette all’anno che durano una stagione perché sono di bassissima qualità, le paghiamo poco ma secondo me le paghiamo anche troppo rispetto ai danni che procurano all’ambiente, ai lavoratori, alla nostra economia. Basta fast fashion: compriamo meno, compriamo meglio, compriamo made in Italy.

Infatti anche in televisione lei sfoggia dei look incredibili e sappiamo che è un’attenta osservatrice del greenfashion. Ha dei consigli per stare al passo con la moda sostenibile?

Oggi veramente iniziano a spuntare tantissime aziende italiane che fanno prodotti artigianali di qualità. Creati in Italia, costano un po’ di più rispetto a quelli made in China ovviamente ma durano molto di più e hanno una qualità decisamente migliore. Quindi si torna sempre al concetto: compriamo meno, compriamo meglio.

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