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Benessere

Capire la pelle, per generare salute e bellezza. A tu per tu con la dottoressa Pucci Romano

«Proteggere la cute è un atto d’amore. Attraverso una dieta sana, la detersione corretta e la scelta di prodotti compatibili sia con l’ambiente, sia con la delicata barriera che interagisce con l’esterno». La visione e i consigli della dermatologa, presidente dell’associazione Skineco, nel segno di un nuovo approccio: l’ecodermocompatibilità

Valentina Gentile 18 Marzo 2024

«La pelle è un organo, svolge funzioni importanti ed ha una serie di esigenze. Avere una cosmesi sicura ed efficace per la nostra pelle è fondamentale. Tutto questo significa che il cosmetico ideale deve essere “ecodermocompatibile”». Pucci Romano, dermatologa e presidente di Skineco, Associazione Internazionale di Ecodermatologia, non ha dubbi: la bellezza passa per la salute, i cosmetici che usiamo devono far bene a noi e all’ambiente. È il concetto di ecodermocompatibilità, individuato proprio da Skineco, team di specialisti che studiano e valutano l’impatto ambientale e l’interazione sulla pelle dei prodotti. Detersione, esfoliazione, idratazione, alimentazione, tessuti che indossiamo: che cosa fa bene alla pelle e non danneggia il Pianeta?

E come dobbiamo orientarci per prenderci cura di entrambi questi aspetti? La dottoressa Romano ci ha aiutato a comprenderlo.

Immagine ravvicinata della pelle

Foto: Getty Images

Negli ultimi tempi l’idea che tutto ciò che è naturale faccia bene alla nostra pelle si è molto diffusa. È davvero così?

Partiamo dal presupposto che il naturale è ormai un concetto abusato. Di naturale nella cosmesi non c’è nulla, fortunatamente, nel senso che tutto deve passare per il rigore della chimica. Un cosmetico deve essere ben strutturato, conservato. Il principio attivo deve essere validato. Tutto questo lo fa la chimica. Se ti frulli un cetriolo e lo metti in faccia, quello è un cosmetico “naturale”. Ma lo sconsiglio vivamente, perché va subito incontro a ossidazione.

Quindi come dev’essere un cosmetico? E in che senso deve essere “ecodermocompatibile”?

Deve avere il rispetto per l’ambiente, la parte ecologica, quindi essere biodegradabile, ad esempio non impattare sugli organismi marini. Ma deve essere anche dermocompatibile. Se è l’ecologico migliore del mondo ma non fa bene alla pelle, la sua vocazione è fallita. Io credo che introdurre il concetto di ecodermocompatibilità sia stato rivoluzionario: la dermocompatibilità finora è strutturata intorno al test “dermatologicamente testato”, che significa vedere se un prodotto crea allergia o meno. Ma parliamo di patologia, come la dermatite da contatto, che è, appunto, una patologia e non una condizione fisiologica.

 

Foto: Freepik

Invece dobbiamo pretendere tutta una serie di validazioni che significano efficacia, promessa mantenuta del claim, tossicità zero sulle cellule cutanee.

Che cos’è l’efficacia in cosmesi?

Chi pensa che i cosmetici siano bacchetta magica, un miracolo, rimarrà sempre deluso. Non si può sostituire alla pelle, al tempo che passa, all’inquinamento, ma può aiutare molto la pelle a svolgere le sue funzioni. Questo è il cosmetico onesto, si affianca alla pelle e la rende capace di fare il suo lavoro

Ma per la salute della nostra pelle contano anche altri fattori: inquinamento, abiti, alimentazione, i detersivi usati per la casa e per i bucati…

Tutto impatta sulla pelle. L’ambiente, i tessuti. Compreso il pellame delle scarpe, o i jeans che lasciano il blu sulla gamba. Sono tutte condizioni che hanno un impatto a seconda della qualità. Se compriamo tessuti che vengono da pesi dove le normative sono molto lasse e si possono utilizzare determinate sostanze per tingere da noi vietate, esponiamo la nostra pelle a dei veleni.

 

La mano di un neonato e della sua mamma, proteggere la pelle con Pucci Romano

Foto: DamianPalus / Getty Images

Come possiamo prenderci cura della pelle, proteggendola al meglio?

La detersione rimane il primo atto d’amore. Dobbiamo farla bene, non per aggressione per affinità, ossia usando detergenti che non abbiano tensioattivi aggressivi come la famosa schiuma che porta via il film idrolipidico, altera il PH e danneggia il microbiota. Film idrolipidico, PH e microbiota sono le 3 macro categorie importanti per la salute della barriera cutanea. Tutto ciò che altera la barriera cutanea, espone la pelle a fragilità, e si comincia proprio con la detersione. Se è sbagliata, la pelle dovrà rimettere ordine su quello che si è alterato, mettere a posto il danno fatto con l’aggressione.

In periodi di passaggio, come la primavera, si parla sempre di esfoliazione. È davvero così importante? Come si può fare bene, senza danni?

Prima di tutto evitando gli scrub e i cosmetici che finalmente hanno il divieto di avere le microplastiche. Questo è un esempio di ecodermocompatibilità. Fino a poco tempo fa tutti gli scrub, compresi i dentifrici, avevano dentro, le famose “palline”(microgranuli di polietilene, dannose sia per gli esseri viventi che per l’ambiente, ndr). Poi, una stagione come la primavera sdogana le allergie, la pelle ha la sua fragilità legata al fatto che si passa dal freddo alla giornata stracalda. Cosa ancora più frequente con l’incalzare dei cambiamenti climatici. La pelle deve tenere testa a tutte queste aggressioni.

 

Il volto di tre donne con pelle di colori diversi

Foto: G-stockstudio/Getty Images

L’esfoliazione facilita il ricambio cellulare e permette di mettere in moto cellule nuove. Ma la cosa fondamentale è agire sempre in base al proprio tipo di pelle.

Potrebbe farci qualche esempio?

Con una pelle sensibile o con la couperose, tanto per dirne una, l’esfoliazione va fatta con peeling enzimatico e non granulare. Con pelle seborroica si possono usare esfolianti anche più meccanici, come il famoso pannetto. Quindi anche l’esfoliazione, come tutta la cosmesi, non è uguale per tutti. Dobbiamo sempre capire a quale biotipo apparteniamo e pio favorire la cosmesi dedicata.

Quindi bisogna ricorrere per prima cosa ad uno o ad una specialista per capire che pelle abbiamo e come dobbiamo prendercene cura. Lei sconsiglia il fai da te?

Sconsiglio sempre il fai da te. La cosmesi è scienza. Le tappe di base sono le stesse per tutti: detersione, normalizzazione, ovvero capire se la pelle è secca, grassa, alterata per il ph eccetera, sapere quali sono le criticità e normalizzarle. E poi fotoprotezione quando serve e i trattamenti speciali come peeling, scrub. Ma la differenza sta nei prodotti.

Prodotti cosmetici diversi a seconda della pelle, come spiega Pucci Romano

Foto: PattPaulStudio

Ogni essere è unico e irripetibile, quello che va bene per uno non va bene per qualcun altro.

Per curare la pelle però è importante anche come e cosa mangiamo. Quale ruolo ha l’alimentazione, cosa ci fa bene e cosa dobbiamo evitare?

L’alimentazione ha un ruolo importantissimo, mangiare sano non può che farci bene. Ma il link tra pelle e alimentazione è quello più misterioso. Sappiamo che l’alcol fa male al fegato, abbiamo dati scientifici. Fa male anche alla pelle, ma qual è il dato scientifico rilevato? È molto più complicato capire cosa fa male alla pelle. Ecco perché ci sono tanti falsi miti.

Quali sono questi falsi miti?

Ad esempio il cioccolato, i salumi. È chiaro che di salumi è meglio mangiarne pochi e raramente, perché contengono conservanti francamente cancerogeni. Ma se dovessi dire che il salume fa venire il brufolo: no, questo non è vero. Così come il cioccolato. Che, addirittura, se fondente, almeno al 75%, funziona come anti infiammatorio, perché ricco di polifenoli, che hanno un’importante azione anti infiammatoria e anti ossidante. Chiaramente se ci si mette il latte, le nocciole eccetera il potere anti ossidante si perde.

Ma dire che il cioccolato faccia venire il brufolo è un’eresia.

Gli occhi di una ragazza fra i rami, cosmetica naturale

Foto: Freepik

Ma qual è l’alimentazione migliore per la pelle?

Abbiamo la dieta mediterranea, che dovrebbe essere il faro al quale dirigerci sempre. È una dieta ricca in frutta e verdura, quindi anti ossidante, con l’olio extra vergine d’oliva, il pesce. In Italia abbiamo una condizione geografica che ci consente di avere una varietà e stagionalità di alimenti che nessun paese al mondo possiede e lo stiamo perdendo per scimmiottare la peggiore dieta del mondo, che è quella anglosassone, fatta con i grassi animali, saturi, con un impatto sull’arteriosclerosi più alto, così come sulle patologie cardiache e sulla sindrome metabolica, sulla resistenza insulina…

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Invece non a caso nel Cilento e in Sardegna ci sono ancora i centenari. Se si va ad indagare sono persone che hanno sempre avuto un’alimentazione equilibrata, non hanno mai ecceduto e hanno sempre privilegiato gli anti ossidanti, i principi attivi che contrastano l’infiammazione cronica alla quale siamo esposti.

Se noi davvero osservassimo la dieta mediterranea, patrimonio Unesco dell’umanità, la nostra salute e quella della nostra pelle ne gioverebbe.

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