Chiudete gli occhi per un istante ed immaginate l’ultimo giorno dell’anno: l’aria frizzante, il profumo delle lenticchie che cuociono piano, la tavola apparecchiata con cura – magari con decorazioni naturali e plastic-free, come piace a noi – e quella sensazione di soglia, di passaggio.

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È un momento magico, sospeso tra ciò che è stato e ciò che speriamo sarà.
Quando il silenzio si spezza
Eppure, ogni anno, allo scoccare della mezzanotte, questa magia viene brutalmente spezzata. Ciò che rompe il silenzio non è un coro di auguri o un tintinnio dei calici, ma quello che sembra, a tutti gli effetti, un rombo di cannone: si tratta dei fuochi d’artificio, i cosiddetti “botti” che esplodono in barba a molte ordinanze comunali che li vietano. Quest’anno, vorremmo lanciarvi una sfida, o meglio, un invito ad una rivoluzione dolce che si riassume in questo motto: “No ai botti, sì ai biscotti!”.
Sembra uno slogan ingenuo? Forse lo è. Tuttavia, se grattiamo la superficie scintillante della polvere da sparo, scopriamo che, dietro quei pochi minuti di luci colorate, si nasconde un conto salatissimo che presentiamo all’ambiente, agli animali e alla nostra stessa salute. Da eco-ottimisti quali siamo, crediamo fermamente che si possano festeggiare meglio. Molto meglio.

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Terrore a quattro zampe (e con le ali)
Partiamo da chi non ha voce per protestare. Chiunque viva con un cane o un gatto, sa bene cosa accade alle 23:59 del 31 dicembre. I nostri amici a quattro zampe, dotati di un udito infinitamente più sensibile del nostro, vivono un vero e proprio incubo: tremori, panico, tentativi di fuga che spesso finiscono in tragedia. Per loro non è festa, è l’apocalisse.

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Fauna selvatica senza difese
Se per Fido e Micio possiamo (e dobbiamo) chiudere le finestre e alzare il volume della tv, per la fauna selvatica non c’è scampo. Ricordate le immagini strazianti degli storni a Roma di qualche anno fa? Uccelli che, spaventati a morte dalle esplosioni, si alzano in volo disorientati al buio, schiantandosi contro vetrate, cavi elettrici o morendo letteralmente di crepacuore.
È davvero questo il modo con cui vogliamo salutare il nuovo anno? Seminando il panico tra le creature con cui condividiamo questo pianeta? La biodiversità è già sotto assedio 365 giorni l’anno, regalarle una notte di tregua ci sembra il minimo gesto di civiltà.
Guarda il video sulla strage di storni a Capodanno
Cocktail tossico
Spostiamo ora lo sguardo dal cuore ai polmoni. Spesso pensiamo ai fuochi d’artificio come a “luce e rumore”. In realtà, c’è tanta chimica… E non è per nulla buona da respirare. Per ottenere quei colori brillanti che ci tengono col naso all’insù, si utilizzano metalli pesanti e sostanze da attenzionare: stronzio per il rosso, bario per il verde, rame per il blu, alluminio e titanio per le scintille argentate.
Polveri sottili e picchi di inquinamento
Quando un fuoco esplode, rilascia nell’atmosfera un potente mix di polveri sottili (Pm10 e Pm2.5). I dati delle agenzie ambientali parlano chiaro: nelle prime ore dell’1 gennaio, i livelli di inquinamento dell’aria nelle nostre città schizzano alle stelle, superando spesso di decine di volte i limiti di sicurezza. È come se, per festeggiare, decidessimo di chiuderci tutti in un garage con il motore dell’auto acceso.

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Residui nei suoli
Queste polveri non scompaiono con l’ultima scintilla. Si depositano al suolo, sulle nostre colture, nei nostri giardini, possono entrare nelle falde acquifere. Respiriamo i residui della nostra festa per giorni, a volte per settimane. Nel secolo in cui la lotta alla decarbonizzazione e la qualità dell’aria dovrebbero essere la priorità assoluta, i botti sono un anacronismo inquinante del quale non abbiamo bisogno.
Tappeto di rifiuti
C’è poi il risveglio. Le strade il primo gennaio sono un tappeto di bossoli, involucri di plastica, residui di cartone bruciato e alluminio. Rifiuti che difficilmente vengono differenziati correttamente e che, se piove, finiscono dritti nei tombini e, da lì, verso il mare nonostante l’impegno solerte di molti comuni di raccogliere il possibile prima dell’alba. Generare tonnellate di rifiuti indifferenziati in pochi minuti va contro ogni logica di economia circolare e rispetto del decoro urbano.

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La rivoluzione dei biscotti: un’alternativa di valore
Ecco perché il motto “No ai botti, sì ai biscotti” non è solo una rima accattivante, ma rappresenta un cambio di paradigma. Sostituiamo l’effimero e il rumoroso con qualcosa che richiede tempo, cura e amore.
Immaginate di investire i soldi che avreste speso in petardi (che, diciamolo, non sono neanche economici) in ingredienti biologici, locali e di alta qualità. Farina di grani antichi, cioccolato del commercio equo, nocciole del contadino vicino casa. Immaginate di passare il pomeriggio del 31 ad impastare con i bambini, o con gli amici e sentire il profumo della cannella e dello zenzero che copre l’odore acre dello zolfo.

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Comunità, lentezza e condivisione
Regalare un biscotto fatto in casa ai vicini, invece di svegliarli con un boato, è un gesto di costruzione di comunità. È “slow food” contro “fast noise”. È un modo per dire «Ti auguro un anno dolce», in modo tangibile, sostenibile e, soprattutto, silenzioso. I biscotti – ovviamente solo se preparati con ingredienti edibili dagli animali – possono essere poi un dono anche per i nostri amici a quattro zampe che vivono con stress la notte di festeggiamenti.
Luce sì, rumore no
Comprendiamo il desiderio di luce, di scacciare le tenebre. È un istinto ancestrale. La tecnologia oggi ci offre alternative meravigliose e green. Molte città nel mondo stanno sostituendo i fuochi tradizionali con spettacoli di droni: coreografie luminose mozzafiato, riutilizzabili, senza fumo e senza rumore oppure il video mapping sugli edifici storici, che valorizza l’architettura senza sporcarla.

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Piccoli gesti, grande atmosfera
Cosa possiamo fare nel nostro piccolo? Possiamo accendere dei lumini a led o riempire la casa di candele in cera di soia o d’api. Creano atmosfera, calore e intimità, tutto ciò che un’esplosione non potrà mai dare.

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E allora, visto che fra poco ci siamo, buon 2026 gentile a tutti!