«Nel futuro, tutti saranno famosi per 15 minuti». Ricordate la celebre profezia pronunciata da Andy Warhol nel 1968? Per decenni abbiamo associato questa frase alla televisione e ai reality che possono trasformare chiunque in un volto noto.
Oggi, però, quella previsione si è compiuta su altri canali. Nell’era dei social media, infatti, ognuno di noi può diventare un influencer. Forse questo impatto non si concretizza su milioni di follower, ma su quella cerchia di quindici, cinquanta o cento persone – amici, parenti e colleghi – che guardano le storie, leggono i post e, più o meno consciamente, si lasciano ispirare dalle nostre scelte.

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Dalla fiducia all’esempio
Del resto, quando un amico di cui ci fidiamo ci consiglia un libro, un ristorante o un luogo da visitare, la sua parola vale spesso più di una pubblicità. È questo il potere che abbiamo tra le mani ogni volta che condividiamo un contenuto. E se quest’estate decidessimo di usarlo per raccontare uno stile di vita più sostenibile? Gli influencer professionisti lo chiamano product placement: inserire un prodotto all’interno di una foto o di un video. Noi possiamo adottare la stessa strategia per uno sponsor molto più importante: il nostro pianeta.
Il potere dei micro-influencer
L’idea è semplice e disarmante: praticare una sorta di “eco-placement”, inserendo cioè alcune abitudini sostenibili nella narrazione visiva delle nostre giornate. L’efficacia sta proprio nella sottigliezza: basta che nella foto del nostro aperitivo con gli amici, al posto di cannucce e bicchieri di plastica usa e getta, ci siano soluzioni riutilizzabili. Oppure che nel selfie scattato durante una gita si veda chiaramente che stiamo riempiendo la nostra borraccia da una fontanella pubblica.
Ecco cinque situazioni che possono aiutarci a trasformare il nostro profilo social in un piccolo manifesto del cambiamento gentile.
1. Scegli il viaggio come racconto
State partendo per le vacanze? Una foto con il biglietto del treno o con le borse caricate sulla bici per un’avventura cicloturistica racconta una storia di mobilità dolce molto più potente di mille parole. State riscoprendo le bellezze vicino a casa? Il turismo di prossimità può essere un’occasione per mostrare angoli nascosti e meravigliosi che altri potrebbero essere invogliati ad esplorare.

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2. Porta la sostenibilità a tavola
La storia del nostro pranzo domenicale può mostrare un tavolo imbandito con verdure fresche comprate al mercato contadino locale, onorando la filiera corta e la stagionalità. Immortalate un piatto di pasta con il pesto fatto con il basilico del vostro balcone. Fate vedere la bellezza di un pic-nic a zero rifiuti, con tovaglioli di stoffa e contenitori riutilizzabili.

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3. Dimostra che gli sprechi si possono evitare
Combattete lo spreco alimentare mostrando come avete trasformato gli avanzi del giorno prima in una nuova e deliziosa ricetta. Anche questi piccoli gesti possono diventare esempi concreti e facilmente imitabili. Una fotografia di frutta troppo matura diventata una confettura fatta in casa o l’immagine di pane raffermo trasformato in un nuovo piatto racconta una creatività che riduce gli sprechi e valorizza le risorse disponibili.

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4. Condividi invece di acquistare
Una foto scattata mentre noleggiate l’attrezzatura vacanziera (o la prendete in prestito in una oggettoteca) invece di acquistarla, racconta un modo diverso di consumare, basato sull’uso anziché sul possesso.
Lo stesso vale per libri, attrezzi, giochi o attrezzature sportive condivise con amici e vicini: piccoli esempi quotidiani che mostrano come collaborare possa essere più conveniente e sostenibile dell’acquisto individuale.

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5. Associa la sostenibilità alla gioia
Una foto scattata durante un’escursione in montagna, un video prodotto mentre partecipate alla pulizia di una spiaggia, un’immagine che vi ritrae in momenti di benessere all’aria aperta: sono tutti modi per rendere le buone pratiche non solo visibili, ma anche desiderabili.
Possiamo mostrare che la vera ricchezza sta nel tempo passato nella natura, nel sapore autentico del cibo locale, nella gioia di un viaggio lento e nella soddisfazione di prendersi cura di ciò che si possiede. Si tratta di spostare l’asticella di ciò che è “aspirazionale” e rendere la sostenibilità bella, cool, moderna e, soprattutto, normale.

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Una scelta non di privazione, ma di maggiore qualità della vita.