La notizia è stata diffusa poche ore fa da Slow Food suscitando un’immediata ondata di commozione nel mondo dell’agricoltura e della cultura alimentare. Nella tarda serata di ieri, a Bra (Cn), è morto Carlo “Carlin” Petrini: il fondatore di Slow Food e figura centrale del pensiero ecologico contemporaneo. Aveva 76 anni e con la sua visione ha cambiato la maniera di rapportarsi al cibo, all’agricoltura e al rapporto fra esseri umani e natura, trasformando un movimento nato nelle sue Langhe in una rete internazionale presente in oltre 160 Paesi.
La nascita di Slow Food
Nato nel 1949, giornalista e animatore culturale, Petrini fu tra i protagonisti dell’associazionismo piemontese degli anni Settanta prima di dare vita, nel 1986, a Slow Food come risposta all’omologazione alimentare e culturale rappresentata dall’apertura del primo McDonald’s nel cuore di Roma, in piazza di Spagna. Da allora Petrini avrebbe costruito un percorso che connette gastronomia, economia, sostenibilità e giustizia sociale, contribuendo a trasformare il cibo in una questione culturale e politica oltre che alimentare.
La rete mondiale di Terra Madre
Con Terra Madre, la rete mondiale delle comunità del cibo lanciata nel 2004, Carlin ha dato voce a contadini, allevatori, pescatori e produttori di ogni parte del mondo. La sua idea del cibo “buono, pulito e giusto” divenne il manifesto di una visione che riportava al centro qualità, sostenibilità ambientale e dignità del lavoro, nel segno di una visione fortemente connessa con l’agroecologia.
Visione anticipatrice
Una prospettiva che anticipava molti temi oggi centrali nel dibattito internazionale: filiera corta, sovranità alimentare, crisi climatica, consumo di suolo, difesa delle sementi tradizionali e tutela delle comunità rurali. Negli anni Petrini sarebbe divenuto uno dei punti di riferimento sui temi della biodiversità, dei sistemi alimentari sostenibili, pubblicando saggi e libri, dialogando con università, istituzioni e reti contadine di tutto il mondo.
Impegno culturale
Accanto all’impegno associativo, Petrini ha promosso nel 2004 anche la nascita dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, esperienza unica nel panorama internazionale, pensata per formare una nuova generazione di professionisti capaci di leggere il sistema alimentare in chiave culturale, ambientale e scientifica.
Il valore del lavoro agricolo
Ma fra le sue eredità resta anche il “Terra Madre Salone del Gusto” di Torino che riunisce con cadenza biennale (la prossima edizione sarà a settembre) produttori e consumatori nel segno dei valori che Petrini ha perseguito attraverso il suo impegno per il diritto a un’alimentazione sana e per il riconoscimento del valore più autentico che possiede il lavoro agricolo.
Terranea magazine si unisce al cordoglio dell’intera comunità che riconosce in Carlin Petrini una delle figure più capaci di restituire dignità culturale al cibo, alla terra e alle persone che li custodiscono.