Immaginate di ricevere l’intero stipendio annuale il primo gennaio. Se lo spendeste in modo oculato vi basterebbe fino al 31 dicembre. Ma cosa succederebbe se, già a luglio, il vostro conto fosse a zero? Per il resto dell’anno sareste costretti a vivere a credito, indebitandovi.
Ecco, questo è esattamente ciò che facciamo con il nostro Pianeta. La data in cui il nostro “conto corrente” con la natura va in rosso si chiama Earth Overshoot Day e, nonostante i proclami di gran parte degli Stati sul proprio impegno a ridurre l’impronta ambientale, la ricorrenza arriva sempre prima.

Per il 2025, questo giorno su scala globale cade otto giorni prima rispetto allo scorso anno, il 24 luglio.
Biocapacità e impronta ecologica
Da quel momento, l’umanità avrà già consumato tutte le risorse naturali che la Terra è in grado di produrre e rigenerare in un intero anno tra pesci, foreste, acqua pulita, terreni fertili… e come si va avanti? Inizieremo ad erodere il “capitale” che spetterebbe ai nostri figli e accumuleremo rifiuti nonché la CO2 che il Pianeta non riesce più ad assorbire. Non è un astratto allarme ambientalista, ma un dato economico che ci riguarda tutti.

Fonte: Overshoot Day
Equilibrio difficile
Per capire come si arriva a questa data, pensiamo ad un bilancio. Da una parte c’è l’Impronta ecologica ovverosia tutto ciò che chiediamo alla Terra: il cibo che mangiamo, il legno per realizzare i mobili che riempiono le nostre case, lo spazio per le nostre città e, soprattutto, la capacità delle foreste e degli oceani di assorbire le nostre emissioni di anidride carbonica. Dall’altra parte c’è la biocapacità ovverosia l’offerta e quindi tutto ciò che la natura può darci in un anno senza impoverirsi.

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Pianeta usa e getta
La formula è semplice: si divide ciò che la Terra può dare per ciò che le chiediamo. Il risultato indica per quanti giorni basteranno le risorse. Quest’anno consumeremo l’equivalente di 1,8 pianeti Terra, un dato che dimostra chiaramente che il modello basato sul “prendi, produci e getta” ha i giorni contati.

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E l’Italia come sta messa?
Se il dato globale è preoccupante, quello italiano è un vero e proprio campanello d’allarme. Per l’Italia, l’Overshoot Day è arrivato molto prima, lo scorso il 6 maggio. Questo significa una cosa tanto semplice quanto sconvolgente: se tutti nel mondo vivessero come un italiano medio, avremmo bisogno delle risorse di quasi 2,9 pianeti per sopravvivere.
Dal 7 maggio, il nostro paese vive “importando” risorse future o quelle provenienti da altre nazioni, pesando enormemente sulla media globale e dimostrando che i nostri consumi sono del tutto insostenibili. Ignorare questo problema non è solo irresponsabile, ma è anche economicamente pericoloso. La natura non è solo un bel paesaggio: è la base di ogni nostra attività.

Fonte: Overshoot Day
Ma cambiare è possibile
La buona notizia è che il nostro destino non è segnato perchè possiamo invertire la rotta e “spostare la data” dell’Overshoot Day. La campagna globale #MoveTheDate ci mostra che esistono soluzioni concrete. Scegliere energie rinnovabili e la mobilità leggera, optare per beni durevoli e per azioni quali il riuso e la riparazione, ridurre gli sprechi alimentari, preferire prodotti riciclati e riciclabili, rigenerare i sistemi naturali, invece di sfruttarli, ad esempio, piantando alberi e praticando un’agricoltura che arricchisca il suolo.

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CINQUE METAFORE PER CAPIRE L’OVERSHOOT
Dopo queste informazioni l’Earth Overshoot Day vi sembra ancora un concetto astratto? Per renderlo concreto e comprensibile a tutti, abbiamo raccolto altre cinque metafore semplici. Ogni esempio paragona il nostro debito ecologico con il Pianeta ad una situazione di vita quotidiana, dal conto in banca all’eredità di famiglia, mostrando chiaramente cosa significa consumare oggi le risorse di domani.

1. L’esempio del conto in banca
La Terra è un conto che genera interessi (risorse rinnovabili). Fintanto che vivi con gli interessi, il capitale resta intatto. L’Overshoot Day è il giorno nel quale avete finito gli interessi e inizi a prelevare il capitale. Il vostro patrimonio si riduce e l’anno dopo genererà meno interessi.

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2. L’esempio della cisterna d’acqua
Pensate ad una cisterna per sostenere un villaggio che si riempie per un anno con l’acqua piovana. L’Overshoot Day è la data nella quale il villaggio ha terminato di usare tutta l’acqua. Da quel momento, si beve la riserva di emergenza, sperando che la cisterna si riempia l’anno successivo. Tuttavia se ogni anno si anticipa l’Overshoot Day, la riserva si esaurirà e cosa farai quando non ci saranno più scorte di emergenza?

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3. L’esempio del bosco
Un bosco produce una certa quantità di legna ogni anno. L’Overshoot Day è il giorno nel quale hai tagliato non solo la legna cresciuta quest’anno, ma inizi a tagliare anche gli alberi giovani che avrebbero dovuto crescere nel futuro. Poiché non sei riuscito/a ad attuare un uso consapevole delle risorse, non stai utilizzando i frutti della foresta ma la stai distruggendo.

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4. L’esempio della pesca
In un lago puoi pescare solo i pesci adulti, lasciando che i piccoli crescano per l’anno successivo. L’Overshoot Day è la data nella quale hai pescato tutti gli adulti e inizi a pescare anche i pesci piccoli. Presto nel lago non ci saranno più pesci in grado di riprodursi e l’intero ecosistema collasserà. Lago dopo lago, mare dopo mare… dove ti procaccerai il cibo?

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5. L’esempio dell’eredità
Avete ricevuto un’eredità destinata a durare per generazioni. L’Overshoot Day è il giorno dell’anno in cui avete speso non solo i guadagni generati dal patrimonio, ma iniziate a vendere i beni ereditati. State privando i vostro figli e nipoti della loro parte, lasciando loro solo i debiti.

Foto: Jade ThaiCatwalk’s Images
Ora è il momento di trasformare la consapevolezza in azione e contribuire, con i nostri gesti quotidiani, a un cambiamento che ci consenta di costruire un nuovo equilibrio con il Pianeta!