Gli eventi meteo estremi in Europa nell’estate 2025 sono costati 43 miliardi Un incendio nell'agosto 2025 a Preveza, in Grecia. Foto: Kathimerini / MAxar
Clima

Gli eventi meteo estremi in Europa nell’estate 2025 sono costati 43 miliardi

Uno studio dell’Università di Mannheim, appena pubblicato su European Economic Review, evidenzia i danni indiretti di caldo estremo, siccità e inondazioni durante i mesi scorso. Cipro, Grecia, Malta e Bulgaria i paesi più colpiti

 

Francesca Santoro 18 Settembre 2025

Caldo, siccità, inondazioni: quanto ci costano ? Uno studio accademico appena pubblicato su European Economic Review, riferito a questa estate, mette in relazione dati meteorologici e dati economici stimando le perdite a breve termine in almeno 43 miliardi di euro. I costi raggiungerebbero i 126 miliardi di euro entro il 2029. Sehrish Usman, economista dell’Università di Mannheim e principale autrice del lavoro, non ancora sottoposto a peer review, intervistata dal Guardian afferma:

Sehrish Usman

Sehrish Usman, professore associato di Finanza e Corporate Governance. Foto: Università di Manheim

«I veri costi degli eventi estremi emergono lentamente perché influenzano vite e mezzi di sussistenza attraverso un’ampia gamma di canali che vanno oltre l’impatto iniziale».

Impatti diretti e indiretti

Tra gli impatti indiretti degli eventi meteo estremi troviamo, ad esempio, le ore limitate di lavoro dei costruttori durante le ondate di calore, le interruzioni delle filiere di approvvigionamento o dei tempi di percorrenza dei trasporti dopo le inondazioni. La maggior parte delle ricerche sull’impatto economico della crisi climatica esamina invece gli impatti diretti, come la distruzione di beni o le perdite assicurate. Secondo Stéphane Hallegatte, capo economista climatico della Banca Mondiale, lo studio non fa che confermare come gli impatti economici più ampi degli eventi meteorologici estremi siano maggiori e più durevoli degli effetti diretti.

Stime “prudenti”

Una sola estate di caldo, siccità e inondazioni causerebbe dunque una perdita pari allo 0,26% della produzione economica europea nel 2024. Cipro, Grecia, Malta e Bulgaria, i paesi più colpiti, affronterebbero perdite a breve termine superiori all’1% del proprio “valore aggiunto lordo” (VAL) del 2024, indicatore simile al PIL. Seguono altri paesi del Mediterraneo, tra cui Spagna, Italia e Portogallo. I numeri non tengono conto degli incendi boschivi che hanno colpito l’Europa meridionale il mese scorso, né del maggiore impatto di eventi estremi che accadono in contemporanea. Per questo motivo, riporta il Guardian, economisti dell’Università di Mannheim e della Banca Centrale Europea definiscono “prudenti” i risultati dello studio.

Il riscaldamento globale aggrava la situazione

Studi suggeriscono, infatti, che la crisi climatica abbia aumentato la probabilità degli incendi di 40 volte in Spagna e Portogallo e di 10 volte in Grecia e Turchia, e che le vittime del caldo estremo di giugno siano triplicate in 12 grandi città a causa dell’inquinamento che riscalda il pianeta.

Per Sehrish Usman, le “stime tempestive” prodotte dal nuovo studio potrebbero, in assenza di dati ufficiali, supportare i decisori politici nell’indirizzare il sostegno economico.

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