Il suo nome è C.a.r.e, ovvero: “Comunità agricola residenziale”. E sarà un co-housing per anziani promosso da Agricoltura Nuova, cooperativa sociale integrata attiva a Roma dal 1977. È stato presentato in Campidoglio, lo scorso 16 febbraio, e porta avanti, come leggiamo sui canali social della realtà agricola, la stessa visione che ne permea la storia:
“La dimensione rurale come spazio ideale per ritrovare equilibrio, benessere e senso di comunità”.
Un percorso agrario e umano
Il percorso di Agricoltura Nuova nasce con l’occupazione delle terre, con l’obiettivo di creare lavoro e impedire l’edificazione di un’area di pregio ambientale (che poco dopo venne riconosciuta come riserva naturale di Decima Malafede).
Terre che le furono concesse nel 1996, proprio mentre la cooperativa terminava la conversione al bio, anche per gli allevamenti, e aderiva ad Aiab, associazione italiana per l’Agricoltura Biologica. Tra le tante attività, il caseificio biologico rappresenta un’opportunità di inclusione per persone con disabilità o che vivono situazioni di fragilità.
Silver cohousing
Il nuovo progetto nasce dall’esigenza di offrire agli anziani un’alternativa all’isolamento urbano, così come ai modelli tradizionali di assistenza. Un maneggio all’interno dei terreni sarà recuperato per realizzarvi 20 unità abitative, dotate di camera, bagno, angolo cottura, ognuno a disposizione di una persona o due. Anziani che al momento vivono in affitto. La cucina attrezzata sarà uno spazio comune, così come altre aree destinate alla socializzazione. E, naturalmente, un giardino comune con orto e frutteto.

Terreni della cooperativa Agricoltura Nuova. Foto: agricolturanuova.it
Coltivare legami e futuro
Il contesto agrario diventa un’opportunità per riscoprire motivazione e protagonismo. Partecipare alla quotidianità agricola mette in condizione di condividere relazioni e saperi. Il progetto guarda anche a incontri e interazioni con i più giovani, per una “staffetta intergenerazionale“. I soci di Agricoltura Nuova saranno affiancati da professionisti: educatori sociali, esperti agricoli e coordinatori del co-housing.
Per tutti la sfida è anche rendere il modello co-housing replicabile: un nuovo ecosistema rurale tutto da inventare.