«Una malattia ha infettato il nostro paese. Ha portato lo smog a Yosemite, scaricato rifiuti nel fiume Hudson, spruzzato Ddt nel nostro cibo e lasciato in rovina le nostre città. Il vettore della malattia è l’uomo». Così iniziava un annuncio pubblicato negli Stati Uniti, sul New York Times, il 18 gennaio 1970.
«Il 22 aprile inizieremo a recuperare l’ambiente che abbiamo distrutto».
Uno sguardo verso il futuro
«L’Earth Day è un impegno per rendere la vita migliore, non solo più ricca e più veloce» proseguiva l’inserzione. «Per fornire soluzioni reali piuttosto che retoriche, (…) un giorno per guardare più in là di domani. Il 22 aprile cerca un futuro degno di essere vissuto». L’annuncio portò 20 milioni di statunitensi in strada, a dar voce al proprio interesse per l’ambiente, a impegnarsi per tutelarlo. Era mercoledì 22 aprile 1970.

Arvada High School in Colorado, durante il primo Earth Day, 22 aprile 1970. Foto: Dick Davis
Radice e bussola
Quella giornata, nata soprattutto grazie al lavoro dell’attivista John McConnell, del senatore Gaylord Nelson e di Denis Hayes, studente universitario, divenuto un ambientalista e sostenitore dell’energia solare, si celebra anche oggi, nel 2026, in tutto il mondo.
E tre anni fa, il 22 aprile 2023, l’azienda agroalimentare La Cesenate ha scelto questa data per pubblicare Terranea: il magazine per l’agroecologia, gli stili di vita e la cultura della sostenibilità, abbracciando l’eredità di questa celebrazione mondiale ed eleggendola come riferimento.
Promuovere il cambiamento
Questo perché, a fronte di una Giornata della Terra che si celebra una volta l’anno, l’impegno per l’ambiente può, e deve, trovare strade ogni giorno.
A questo contribuisce Terranea, ricercando e raccontando pratiche di sostenibilità, esperienze innovative, iniziative ecologiche esemplari, modi di coltivare, mangiare, vestire, prendersi cura, abitare, viaggiare (e molto altro…) in armonia con l’ambiente. Affinché le buone pratiche diventino visibili, imitabili, condivise.
E allora buon compleanno a Terranea e a tutta la comunità, sempre più ampia, di lettrici e lettori che la sostiene!