Un agricoltore verifica con un dispositivo digitale lo stato di una coltivazione
Digitale

L’agricoltura è sempre più digitale, anche in Italia

Il mercato delle tecnologie 4.0 applicate al settore agroalimentare supera in Italia i 2 miliardi di euro, con una crescita del 31% rispetto a due anni fa. I vantaggi per i consumatori e i margini di valorizzazione delle soluzioni hi-tech per l’efficienza e la sostenibilità

Marco Fratoddi 17 Aprile 2023

Il mercato dell’Agricoltura 4.0 in Italia nel 2022 ha sfondato il muro dei 2 miliardi di euro registrando una crescita notevole, pari al +31%, rispetto all’anno precedente. La superficie coltivata tramite soluzioni digitali passa, parallelmente, dal 6% all’8%. Sono i dati che emergono dall’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia presentato il 16 marzo durante il convegno “Da adozione a valorizzazione: la sfida dello Smart agrifood”.

Obiettivo efficienza

Una vera e propria fase di decollo, dunque, quella che fotografa l’Osservatorio e che riguarda per il 65%macchinari agricoli connessi alla rete, i dispositivi per il controllo di mezzi e attrezzature. In crescita, con un netto +15%, anche i sistemi di monitoraggio da remoto di coltivazioni e infrastrutture. Gli obiettivi, confermano le aziende agricole che hanno sposato questa logica, sono innanzitutto quelli dell’efficienza, vale a dire la riduzione degli input produttivi come acqua, concimi o foraggio, con il conseguente contenimento della spesa energetica. Oltre la metà delle aziende agricole ha utilizzato inoltre più di una soluzione a base digitale, confermando la crescita sistemica della cultura digitale nell’agricoltura italiana, un dato che supera più del doppio quello registrato nel 2021 (21%).

 

Un mezzo agricolo in un campo arato

La superficie coltivata tramite soluzioni digitali in Italia nel 2022 è cresciuta dal 6% all’8% (Foto: Canva)

La sfida della condivisione

Uno scenario nel quale, al di là delle singole applicazioni, peserà molto la capacità d’interoperare e condividere i dati da sistemi interni o esterni, come spiega Chiara Corbo, Direttrice dell’Osservatorio Smart AgriFood: «Aumentano i progetti di collaborazione che vanno in questa direzione. La condivisione dei dati si rivela infatti sempre più importante per garantire visibilità su tutta la filiera, per una crescente tracciabilità e sostenibilità delle produzioni agroalimentari».

Boom anche nella trasformazione

Ma l’investimento nel digitale interessa anche le aziende della trasformazione, basti dire che lo scorso anno l’82% di queste ha utilizzato almeno una soluzione di questo genere e quasi il 50% ne ha implementate quattro o più in contemporanea, il 30% in più rispetto al 2020.  Le aree di maggiore interesse sono quelle relative alla tracciabilità alimentare (88%), anche attraverso la blockchain, particolarmente utili anche ai consumatori sempre più interessati al percorso che compie il cibo prima di arrivare alla tavola.

Tendenza globale

Certo, i margini di miglioramento sono notevoli, visto che la crescita riguarda soprattutto le aziende che già conoscono le applicazioni digitali e che ne incrementano lo sviluppo, come conferma il rapporto fra l’espansione del mercato (+31%) e quella della superficie (+ 2%) coltivata tramite soluzioni hi-tech. Il processo però è avviato, come confermano le tendenze internazionali, dove il mercato dell’agricoltura 4.0 cresce con un tasso superiore al 10% l’anno e punta a un valore di circa 30 miliardi entro il 2027. Una via importante, soprattutto in tempo di crisi ambientale ed economica, come conferma Andrea Bacchetti, Direttore dell’Osservatorio Smart AgriFood:

 

Andrea Bacchetti, Direttore dell’Osservatorio Smart AgriFood

Andrea Bacchetti, Direttore dell’Osservatorio Smart AgriFood (Foto: Agrifood)

«Le tecnologie digitali possono aiutare a gestire la scarsità e il rincaro dei costi degli input produttivi e dell’energia. L’agrifood ha ora di fronte a sé la sfida più grande, quella di passare dall’adozione, in continua crescita sui diversi fronti, alla reale e completa valorizzazione delle soluzioni digitali».

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