Fragola, quel profumo che promette dolcezza Foto: Getty Images
Alimentazione

Fragola, quel profumo che promette dolcezza

Conosciamo da vicino il frutto primaverile per eccellenza, poco calorico e ricco di vitamina C, ma anche fra i più esposti all’uso di pesticidi. Come scegliere la filiera giusta

Francesca Santoro 30 Aprile 2025

Per alcuni il nome fragola deriva dal verbo latino “fragrare” che significa “aver un buon profumo”. E indubbiamente una vaschetta di fragole in cucina (fuori dal frigo!) ci regala un aroma che intriga quasi più del gusto. Alla dolcezza del profumo e del sapore corrisponde, inaspettatamente, un apporto calorico molto ridotto che ci permette di godere senza dubbi di questo frutto primaverile, fatte salve altre precauzioni relative ad allergie e filiere.

Il frutto giusto, insomma, per festeggiare anche su Terranea la “Giornata Nazionale dell’Informazione Costruttiva 2025” che si celebra il 3 maggio.

 

Carta d’identità

La fragola appartiene alla famiglia delle Rosaceae, sottofamiglia Rosoideae, genere, appunto, Fragaria. Cresce in climi temperati, su terreni soffici e umidi. Quello che noi chiamiamo frutto, è in realtà il “ricettacolo fiorale” che presenta sulla superficie i veri frutti, i semini (acheni). La fioritura, ovvero la disponibilità alla raccolta, nel nostro Paese tradizionalmente è da fine aprile a giugno, tanto che nell’immaginario la fragola è il frutto primaverile per eccellenza. In realtà oggi il periodo della raccolta varia a seconda se la coltura è in serra o in campo, della latitudine e della varietà (rifiorente o non). In autunno per le produzioni fuori stagione ottenute con piante frigoconservate, dalla primavera all’autunno con varietà rifiorenti.

fragolina di bosco

La fragola di bosco (Fragaria vesca). Foto: Getty Images

Varietà di ogni continente

Al genere Fragraria appartengono numerose specie presenti in quasi tutti i continenti. La specie spontanea più diffusa originaria dell’Eurasia, la Fragaria vesca o fragolina di bosco, è piccola e dal sapore intenso ed è una sorpresa che ancora si incontra dal piano a 1800 m, in boschi e luoghi erbosi. Le varietà coltivate oggi invece sono ibridi la cui produzione è iniziata alla fine del Settecento, quando un evento di ibridazione spontanea di due specie portate dalle Americhe (Fragaria virginiana e Fragaria chiloensis) diede vita a una nuova specie. Le varietà sono divise in cultivar a frutto piccolo e cultivar a frutto grande. Vaste coltivazioni di fragole si trovano in Liguria, Emilia-Romagna, Campania, Piemonte, sul lago di Nemi presso Roma.

Gustose, leggere, benefiche

Le fragole apportano poche calorie (se consumate senza zucchero e panna!), circa 30 per ogni 100 e offrono un contenuto in vitamina C superiore agli agrumi: 100 grammi (ovvero tre fragole grandi!) coprono il fabbisogno giornaliero di vitamina C. Inoltre sono ricche di fitonutrienti antiossidanti: esistono alcuni studi clinici, sebbene ancora numericamente pochi, dai risultati interessanti riguardo effetti sulla salute cardiovascolare, sul miglioramento del profilo lipidico, sulla riduzione dell’innalzamento della glicemia dopo i pasti e altro ancora.

Fragola, quel profumo che promette dolcezza: fragole tra le mani

Foto: Getty Images Signature

A volte ci trovano ipersensibili

Le fragole sono frutti istamino-liberatori. In alcuni soggetti si possono manifestare orticaria, prurito, o reazioni più importanti. Alcuni pediatri suggeriscono di introdurre nella dieta del bambino le fragole dopo i 12 mesi, e dopo i 24 mesi in presenza di altre allergie o di familiari allergici.

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In modo graduale (come per ogni cibo durante lo svezzamento), cioè in piccole quantità ed evitando di introdurre in contemporanea altri nuovi alimenti. Altri suggeriscono addirittura di aspettare i 3-4 anni.

Il problema dei residui chimici

Non possiamo tralasciare un altro dato critico. Oggi abbiamo fragole a disposizione quasi tutto l’anno, grazie all’uso di nuove varietà, alla coltivazione in serra e, purtroppo, a un uso importante di pesticidi, che conferisce a questo frutto il triste primato della maggiore presenza di residui chimici. Uno studio coreano rileva che i lavaggi casalinghi più accurati, con percentuali di aceto o di sale, riescono a rimuovere meno della metà dei pesticidi dalla frutta.

bambino piccolo che mangia una fragola

Foto: Canva

Quindi, fragole sì. Ma di stagione e da produzione biologica.

 

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