Il Litchi è un frutto simbolo della Cina meridionale, coltivato da oltre duemila anni. La sua storia è legata alla leggenda della concubina imperiale Yang Guifei della dinastia Tang, la quale amava talmente questi frutti che l’imperatore istituì un servizio di corrieri a cavallo per portarglieli freschi dalle lontane province del sud fino alla capitale.
Membro della famiglia delle Sapindaceae, il litchi cresce su alberi longevi e sempreverdi. Il frutto è piccolo, tondo o ovale, ricoperto da una buccia non commestibile, rossa e rugosa, che si stacca facilmente rivelando una polpa bianca e traslucida, succosa e profumata.
È simile nella consistenza all’uva ma con un inconfondibile aroma di rosa e fragola.
Polifenoli per la salute vascolare
Il litchi è noto per il suo alto contenuto di polifenoli, in particolare flavonoidi e procianidine, che contribuiscono alla salute vascolare. Tuttavia, la caratteristica più interessante è la presenza di oligonol, un polifenolo a basso peso molecolare derivato dal frutto che ha mostrato in studi sperimentali capacità di migliorare la circolazione e ridurre il grasso viscerale, come approfondito in uno studio pubblica su “Current Nutrition & Food Science” circa le proprietà bioattive dell’Oligonol.
Mai consumare acerbo
Dal punto di vista vitaminico, è un’ottima fonte di vitamina C e vitamine del gruppo B. È importante notare, come riportato dalla letteratura medica, che il consumo eccessivo di litchi acerbi a digiuno è stato associato a ipoglicemia in soggetti malnutriti a causa della presenza di ipoglicina A (una tossina naturale). Il consumo del frutto maturo all’interno di una dieta equilibrata però è sicuro e salutare, come ha chiarito lo studio clinico fondamentale pubblicato su The Lancet Global Health.
