L’autoproduzione di saponi e detergenti? È una vera e propria strategia per ridurre gli sprechi, proteggere il nostro corpo dall’esposizione a sostanze potenzialmente dannose e risparmiare. È molto lucida la visione di Francesca Rancan, veneta, titolare di Ecodalia, un realtà che da anni propone corsi online e in presenza per imparare a preparare detergenti, detersivi e cosmetici direttamente a casa propria.

«La responsabilità – esordisce l’esperta – riguarda la nostra capacità di trovare un equilibrio tra quello che fa bene al nostro corpo e quello che fa bene al nostro pianeta».
Prodotti confezionati o autoproduzione?
Se l’idea di cimentarvi nella produzione casalinga di saponi e detergenti non vi sembra proprio “nelle vostre corde”, sappiate che il mercato offre comunque diverse opzioni a ridotto impatto ambientale: trovate una descrizione nella scheda che abbiamo preparato per voi sui detersivi green da acquistare già pronti.

Ma se volete approfondire i vantaggi dell’autoproduzione scoprite le virtù di questa pratica e sperimentate le tre ricette di sapone fatto in casa che vi presentiamo in questa pagina!
Scelta leggera
Al pianeta, senza dubbio, fanno bene tutte le iniziative che consentono di ridurre la produzione e la dispersione nell’ambiente di rifiuti da imballaggio. Nel 2022, secondo i dati della Commissione Europea, ogni singolo cittadino Ue ha generato in media 186,5 kg di rifiuti di imballaggio, per il 19% composti da plastica. Riutilizzare flaconi e preparare detergenti in casa, magari in formato solido, riduce il contributo a questi flussi (oltre agli impatti ambientali legati a produzione, trasporto e fine vita).

Foto: Microgen / Getty Images
Fatto in casa sì, ma con criterio
Perché sia davvero sostenibile, però, l’autoproduzione deve basarsi su scelte utili e ben ponderate. «Dobbiamo fare attenzione a non sprecare, ovvero non acquistare mille ingredienti che non conosciamo, che finiscono per scadere e che siamo quindi costretti a buttare – avverte Rancan – Quando si è alle prime armi, consiglio di partire in piccolo, dividendo le ricette in modo da ottenere circa 200 grammi di detersivi e saponi o 20 grammi nel caso di shampoo, creme o altri cosmetici: la quantità ideale per misurare le nostre capacità manuali e per testare l’efficacia del prodotto che stiamo realizzando».
Anche perché, sottolinea l’esperta, sarebbe controproducente acquistare materie prime in grandi formati, per poi rischiare di sprecarne una gran parte perché non si riesce a utilizzarla in tempi ragionevoli. Un errore che renderebbe l’esperienza dell’autoproduzione, oltre che poco ecosostenibile, anche paradossalmente antieconomica.
Chi fa da sé… spende meno
E invece, con un po’ di buon senso, i benefici per il bilancio familiare sono assicurati. «In base alla mia personale esperienza di autoproduzione cominciata nel lontano 2017, posso dire di risparmiare in media il 35% sulla materia prima dei prodotti che realizzo in casa», garantisce Rancan. Il risparmio varia naturalmente in base al tipo di prodotto, agli ingredienti utilizzati e alle quantità preparate, ma secondo l’esperta può raggiungere il 25% per un chilogrammo di sapone autoprodotto, per arrivare addirittura a sfiorare il 90% per cosmetici di piccolo formato come gli stick per le labbra.
«L’importante è accettare che non sempre possiamo produrre tutto quello che vorremmo – aggiunge – Nel caso del detersivo per la lavatrice, per esempio, spesso non vale la pena realizzarlo in casa perché ci costerebbe molto di più in materie prime. E l’efficacia non è comparabile al detersivo eco-bio acquistato già pronto».
Sicurezza naturale
La consapevolezza rimane dunque la base per cimentarsi con successo nell’autoproduzione di sapone, cosmetici e detersivi. Anche e soprattutto in termini di sicurezza. Il primo consiglio è quello di utilizzare sempre guanti in lattice e mascherina su naso e bocca quando si manipolano gli ingredienti, tenendo bene a mente che naturale non è automaticamente sinonimo di innocuo.
«Anche la pulizia degli spazi e delle attrezzature è fondamentale quando si realizzano prodotti cosmetici o detergenti in casa – raccomanda l’esperta – soprattutto perché si lavora in ambienti non sterili».
Conservare con cura
La conservazione delle materie prime rappresenta l’altro fondamentale caposaldo per evitare conseguenze spiacevoli. «Gli oli vegetali, per esempio, vanno sempre conservati lontano dalla luce e da ambienti caldi, per non rischiare l’irrancidimento precoce».
I prodotti fatti in casa, infine, vanno sempre etichettati in modo chiaro e conservati lontano dalla portata di bambini e animali.
Occhio alle fake news
Alla base, insomma, resta l’invito iniziale alla consapevolezza, e la necessità di imparare a riconoscere le ricette valide e i canali autorevoli per informarsi, evitando così di incappare in guru incompetenti e consigli antiscientifici. Qualche esempio? L’uso indiscriminato dell’aceto come “anticalcare naturale” può avere in realtà conseguenze negative sugli ambienti acquatici (e sugli elettrodomestici di casa).
Guarda le immagini del laboratorio di Francesca Rancan
Rischio dipendenza
Un’altra bufala è quella che invita a mescolare l’aceto al bicarbonato per pulire o disincrostare il bagno: quando reagiscono fra loro queste due sostanze si neutralizzano a vicenda, generando una soluzione neutra e anidride carbonica, che causa la tipica effervescenza, scenografica ma inefficace ai fini della pulizia. Ma il rischio principale, secondo Francesca Rancan, resta in fondo quello di non riuscire più a smettere.

Francesca Rancan. Foto: Ecodalia
«L’autoproduzione crea una reale dipendenza – conclude l’esperta – e quando si trovano le ricette giuste è impossibile tornare indietro!»







