I Raee, sai cosa sono? E sai perché non possiamo permetterci di sbagliare il loro conferimento a fine vita? Partiamo da una breve premessa: gli italiani sono bravissimi a fare la raccolta differenziata di alcuni materiali come il vetro e l’alluminio. Per altri tipi di rifiuti, invece, i risultati sono assolutamente insoddisfacenti. Fra le raccolte per le quali meritiamo la bocciatura, va annoverata quella dei dispositivi elettrici ed elettronici.

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Ne esistono grandi e piccoli, durevoli e usa e getta: sono ormai ovunque intorno a noi.
Cosa significa (R)aee?
Viviamo in un’epoca dominata dalla tecnologia e ogni aspetto della nostra quotidianità è legato all’utilizzo di Apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE). Di cosa parliamo? Di smartphone, computer, cuffiette, elettrodomestici di ogni tipo, sigarette elettroniche, caricatori e tanto altro: questi dispositivi sono ormai parte integrante delle nostre vite. E cosa succede quando vanno fuori uso e non sono più riparabili? Diventano Raee, vale a dire “Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche”: una categoria in costante crescita che richiede attenzione e una gestione responsabile per evitare gravi problemi ambientali ma anche pesanti conseguenze a danno delle economie locali. È quindi essenziale che ognuno di noi conosca compiutamente le regole della corretta gestione di tali rifiuti e agisca correttamente.

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Obiettivo 86%
Sapete quanti chilogrammi di rifiuti da apparecchiature elettriche elettroniche vengono prodotti ogni anno in Italia? Secondo il Global E-waste Monitor 2024, nel 2022 l’Italia ha prodotto circa 1.100 milioni di chilogrammi di Raee, pari a 19 kg per abitante. Solo il 41% del totale è stato correttamente raccolto e riciclato: una percentuale ben lontana dall’obiettivo del 65% fissato dall’UE e ancor più distante dall’ambizioso traguardo dell’85% entro il 2030.
Il problema della dispersione dei Raee in Italia può essere attribuito a diversi fattori. Una delle ragioni di tale problematica potrebbe essere legata alla mancanza, in alcune aree del territorio nazionale, di infrastrutture adeguate e di sistemi di raccolta efficienti che rendano possibile il corretto smaltimento di questi dispositivi. Inoltre, come dimostrano diverse campagne di comunicazione in atto, probabilmente tra i cittadini esiste ancora una scarsa consapevolezza sull’importanza del riciclo dei Raee e sulle corrette modalità per il loro conferimento.

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Stop allo smaltimento illegale
Questi fattori possono incrementare il numero dei rifiuti elettronici dimenticati nei cassetti o sepolti in cantina. Ma non solo: ogni anno tonnellate di Raee vengono abbandonati o gestiti da circuiti illegali, dove spesso vengono trattati in modo inappropriato, causando gravi danni ambientali e rischi per la salute. Un esempio: i fuochi accesi a cielo aperto per recuperare metalli preziosi liberando, al contempo, sostanze tossiche nell’ambiente. In alcuni casi i manutentori che sostituiscono un apparecchio (anche all’insaputa del cliente) potrebbero tenere il vecchio esemplare per disassemblarlo ed utilizzare i pezzi usati per riparare altre attrezzature…

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Ma che fine fanno le parti rimanenti? Siamo poi sicuri che vengano disassemblati in sicurezza?
La prima regola? Evitare che un dispositivo diventi un Raee
Quando ci troviamo di fronte ad un elettrodomestico malfunzionante, prima di chiederci quale sia il modo corretto per conferirlo, probabilmente la domanda che dovremmo porci è “conviene ripararlo o è meglio sostituirlo”? La riparazione — che può in molti casi rivelarsi la scelta più economica — rappresenta solitamente la via più ecosostenibile. Prima di trasformare un apparecchio in rifiuto, è quindi importante valutare la possibilità di affrontare un intervento tecnico. Spesso, infatti, problemi apparentemente complessi possono essere risolti con interventi semplici ed economici.
Un tecnico qualificato può individuare la causa del guasto e formulare un preventivo per l’intervento. Se il costo della riparazione non supera il 50% del valore di un nuovo apparecchio, è generalmente consigliabile optare per questa soluzione. In caso contrario, la sostituzione potrebbe risultare più vantaggiosa dal punto di vista economico. Anche in tal caso, però, potreste ricorrere ad una soluzione alternativa: esistono, infatti, realtà come i “Repair Café” dove volontari esperti mettono a disposizione le proprie competenze per riparare gratuitamente (o a prezzi modici) piccoli elettrodomestici, offrendo un’alternativa sostenibile e un’occasione di apprendimento e condivisione.

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Perché non vanno nella differenziata
Se, però, l’unica via è quella del cassonetto, è fondamentale sapere una cosa: a prescindere dalle dimensioni (quindi anche ove fosse una sigaretta elettronica o un micro-ventilatore), i Raee contengono sostanze potenzialmente dannose per l’ambiente e per la salute umana, come metalli pesanti, gas refrigeranti e olii. Per questo è assolutamente vietato gettarli nei cassonetti della raccolta indifferenziata o in quelli dedicati a plastica, vetro e metalli. Attraverso il riciclo è poi possibile recuperare preziosi materiali che possono tornare ad avere una nuova vita sotto diverse e infinite forme. Ma ora che sappiamo dove non si buttano, è opportuno comprendere dove si conferiscono i Raee. Esistono diverse opzioni per smaltirli correttamente, consentire che vengano raccolti in strutture della filiera di recupero ove saranno smontati, dove le componenti pericolose saranno trattate in sicurezza e dove i materiali riciclabili saranno recuperati.

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Ma allora dove si possono portare?
Isole per lo smaltimento
Potreste cercare le isole ecologiche e gli ecocentri più vicini a voi e quindi conferire i Raee a strutture attrezzate per il loro corretto smistamento. Fate, però, attenzione e verificate che raccolgano questa particolare categoria di rifiuti. La normativa in vigore consente poi il conferimento diretto ai rivenditori in alcuni specifici casi. C’è, ad esempio, la raccolta “1 contro 1” che avviene al momento dell’acquisto di un nuovo Aee (anche qualora avvenga su piattaforme on-line).
È infatti possibile consegnare al rivenditore un apparecchio usato della stessa tipologia e dimensione senza costi aggiuntivi. Fateci caso: se, ad esempio, ordinate un frigorifero, vi verrà chiesto se vorrete far ritirare gratuitamente il vecchio. La raccolta “1 contro 0”, invece riguarda i piccoli Raee (inferiori a 25 cm) che possono essere conferiti gratuitamente ai rivenditori di Aee con superficie di vendita superiore a 400 mq, anche senza effettuare un nuovo acquisto.

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Raccolte straordinarie
Non mancano poi spesso le raccolte straordinarie. Periodicamente, infatti, i Comuni organizzano recuperi straordinari di Raee direttamente su strada. Per individuare il punto di raccolta più vicino è possibile consultare il sito web del proprio Comune, il servizio di gestione dei rifiuti locale o utilizzare app dedicate. Un esempio?
Junker che fornisce informazioni precise sulla corretta gestione dei rifiuti e consente di geolocalizzare i punti di raccolta più vicini.

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