Le feste sono finite e, accanto ai bei ricordi, spesso resta il maglione di un colore che non si abbina con nessuno degli outfit presenti nei nostri armadi, l’elettrodomestico che non utilizzeremo mai o il libro che abbiamo già letto.
L’affetto verso chi ci ha fatto dono dell’oggetto indesiderato e il nostro senso di colpa non devono condannare quanto riceviamo a rimanere sepolto dalla polvere nell’armadio o nel box. Esiste una soluzione elegante, divertente e incredibilmente sostenibile: il regifting.

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Lungi dall’essere un gesto scortese, è una forma di intelligenza pratica che trasforma uno spreco potenziale in una risorsa preziosa.
Regalare giocando
L’idea di rimettere in circolo un regalo, tanto per cominciare, può diventare l’occasione perfetta per una serata memorabile tra amici. Avete mai sentito parlare della Schifotombola? Il nome è volutamente irriverente, ma il concetto è geniale e consente di prolungare i giochi delle feste.
Ogni partecipante porta un regalo non gradito impacchettato a regola d’arte. Al posto dei classici premi, ad ogni ambo, terno sino alla tombola finale si vince uno di questi pacchetti misteriosi. Le risate sono assicurate e, alla fine, qualcuno tornerà a casa felice con un oggetto che desiderava davvero.

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Scambio alla pari
Un’alternativa più mirata? Organizzate un Mercante in Fiera casalingo mettendo in palio, come premi finali, i regali da riciclare. Chi resterà con le carte vincenti in mano potrà scegliere il “premio” che preferisce. È un modo simpatico per unire il divertimento di un gioco di carte tradizionale all’emozione di uno scambio alla pari, dove ogni oggetto trova finalmente il suo estimatore.

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Le vie classiche dell’economia circolare
Se il gioco non fa per voi, l’economia circolare offre vie più dirette. Il mondo digitale è il tuo primo alleato: piattaforme ed applicazioni per lo scambio di oggettistica e tecnologia permettono di vendere l’articolo, recuperando parte del suo valore e raggiungendo un pubblico vastissimo. È un’opzione a impatto quasi zero, specialmente se si opta per la consegna a mano.

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Donare con consapevolezza
Un’altra strada, dal valore inestimabile, è quella della solidarietà intelligente. Un regalo nuovo di zecca può fare la differenza per un’associazione, ma solo se risponde ad un bisogno concreto.
Prima di donare, fate una telefonata ad una casa famiglia, ad un centro di accoglienza o ad un’associazione locale e chiedete di cosa hanno realmente necessità. In alternativa, offrite i vostri oggetti come premi per le loro pesche di beneficenza: il vostro regalo si trasformerà direttamente in fondi per sostenere le loro cause.
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IL GALATEO DEL REGIFTING
Ma anche il regifting ha le sue regole. E per praticarlo con stile, senza il rischio di incorrere qualche brutta figura, bastano tre semplici accorgimenti. Eccoli…
1. Integrità dell’oggetto: si ricicla solo ed esclusivamente un oggetto in ottime condizioni e, se possibile, nella sua confezione originale. La regola che non dovete dimenticare è che deve essere desiderabile per qualcun altro;
2. Operazione “tabula rasa”: prima di re-impacchettarlo, ispezionate l’oggetto con cura e rimuovete ogni biglietto, dedica o etichetta che possa ricondurlo al donatore originale;
3. La regola d’oro (non negoziabile): non riciclare un dono all’interno della stessa cerchia di persone dalla quale proviene. Regalare al cugino un oggetto ricevuto dalla zia potrebbe rivelarsi una scelta disastrosa. Il rischio di gaffe è altissimo e trasformerebbe un gesto intelligente in un momento di grande imbarazzo (salvo scoprire che era già stato oggetto di un precedente scambio!).
Un gesto che sa di futuro
Il regifting, a pensarci bene, consente di onorare le risorse del pianeta, evitare gli sprechi e assicurarsi che ogni oggetto possa compiere la sua missione: essere utile e portare un sorriso.

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E questo, in fondo, è il regalo più bello.