Rigenerazione

Riciclare e riutilizzare. Quando le parole fanno la differenza

Tra gli strumenti utili a combattere la crisi climatica ed essere attori del cambiamento ci sono le nostre parole. Come avviene quando si apre una cassetta degli attrezzi, saperle riconoscere, capire anche le minime differenze

Letizia Palmisano 19 Aprile 2023

Le parole hanno un potere incredibile, possono infatti ispirare, motivare e sospingere le persone ad agire. Per questo abbiamo deciso di intraprende un viaggio nel lessico dell’ecologia a partire da un concetto chiave, quello del riutilizzo.

Perché iniziamo con “riutilizzabile” e “riuso”

Come prima parola abbiamo scelto “riutilizzabile” e con essa, ovviamente, l’azione del “riuso”. Avremmo potuto utilizzare l’ordine alfabetico, ma abbiamo deciso di dare voce ed importanza ad un lemma strategico per la transizione ecologica che oggi spesso non viene valorizzato, né dal punto di vista pratico, né da quello teorico.

Il termine “riuso” rientra fra le cinque parole della nota “strategia delle cinque R dei rifiuti” lanciata dal Decreto Ronchi nel 1997 e volta a delineare una società capace di vivere senza sprechi.

Le azioni corrispondenti alle cinque R sono: riduzione, riuso, riciclo, raccolta e recupero di energia. L’ordine in cui sono presentate ne rispecchia l’importanza: il miglior rifiuto è quello che non si produce (ridurre ciò che non serve quindi è fondamentale) mentre il riuso è una pratica più virtuosa rispetto alla parole che segue, vale a dire riciclo. Quest’ultimo concetto, però, negli anni è diventato talmente diffuso nel linguaggio comune da essere utilizzato spesso anche per indicare pratiche di riutilizzo, confondendo quindi le due espressioni e le azioni che ne conseguono.

Ecco spiegata la ragione che ci spinge a chiarire la differenza tra riuso e riciclo.

Riuso, pilastro dell’economia circolare

Il riuso consiste nell’utilizzare un prodotto o un materiale più volte in modo da prolungarne la vita utile, evitando così di doverlo conferire nella raccolta differenziata o di smaltirlo come rifiuto. In buona sostanza, riutilizzando un oggetto evitiamo che, in quel momento, giunga alla fine del suo ciclo di vita. La forma di utilizzo può essere sempre la stessa o può cambiare (in questi casi spesso impropriamente si sente parlare di “riciclo creativo”).

 

Guarda il video sul laboratorio del Rigiocattolo

 

La differenza, fra riuso e riciclo qual è?

Anche riciclando si dona una seconda vita ai materiali, riducendo l’impatto ambientale e l’utilizzo di materie prime. In questo caso però servono alcuni passaggi (la raccolta, la differenziazione, la lavorazione delle componenti…) che richiedono una quantità notevole di risorse ed energia. Inoltre per alcuni materiali, come per la ceramica di un piatto o la plastica di un giocattolo, il riciclo ad oggi, non è ancora previsto o tecnicamente possibile.

E una buona pratica che spiega la bontà del riutilizzo riguarda proprio i giocattoli con l’esperienza dei volontari e delle volontarie del Rigiocattolo di Campobasso che da diversi anni recuperano giochi rovinati e lavorano per dare loro una seconda vita riuscendo così a finanziare anche progetti solidali.

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