Quando si soffre di reflusso gastro-esofageo il cibo e i succhi gastrici dallo stomaco ritornano nell’esofago. Il reflusso è quindi una risalita di materiale acido dallo stomaco all’esofago, per malfunzionamento di una valvola (cardias) presente tra esofago e stomaco. È la presenza di acido nell’esofago che irrita la mucosa esofagea non adatta a tollerare questo livello di “ph”.

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Come riconoscerlo
I sintomi da reflusso sono molto vari: bruciore retrosternale, rigurgito acido, disfagia (difficoltà nel deglutire), dolore intercostale, tosse, bruciore in gola, in alcuni casi può dare tachicardia… Alcune persone arrivano ad avere dolori tali da dover andare al pronto soccorso. Spesso si presenta insieme a ernia jatale.

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Ma quali sono le cause? E come arginare questo sintomo? Vediamo…
Stress, cambio di stagione e cibi sbagliati
Le cause sono diverse e questo può aggravarsi in caso di stress e ai cambi stagione. Il reflusso può rappresentare sia una condizione fisiologica (normale) che patologica (quindi una malattia) e le sue conseguenze variano a seconda della frequenza con cui avviene, tanto da potersi evolvere in ulcerazione, esofago di Barrett e altro. Fattori posturali e meccanici possono esacerbare i sintomi, come stare piegati in avanti, attività fisica intensa o l’obesità. Così come alcuni cibi, ad esempio i grassi, il limone, l’alcol e il fumo.
Lo scopo dei consigli alimentari è di evitare una digestione laboriosa, che produce più succhi gastrici e peggiora la situazione, evitando inoltre alimenti che possono peggiorare l’infiammazione della mucosa esofagea. Non a tutti danno fastidio le stesse cose, il consiglio quindi è innanziutto quello di ascoltarsi e di saggiare la propria tolleranza ai diversi alimenti.
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Comportamento sano
Per combattere il reflusso gastroesofageo alcuni accorgimenti nello stile di vita possono aiutare ad alleviare i sintomi. Sovrappeso o obesità facilitano e peggiorano il problema, quindi contenere il peso è la prima misura da prendere perché può ridurre drasticamente i sintomi diminuendo la pressione a livello dello stomaco. Per favorire un giusto peso servono un’alimentazione equilibrata e attività fisica regolare.
Otto regole per abbattere i sintomi

Elaborazione: Terraneamagazine
Cosa evitare
Le scelte alimentari devono essere indirizzate verso cibi semplici per aiutare la digestione. Vanno evitati gli alimenti che possono aumentare il reflusso perché diminuiscono la pressione del cardias, aumentano la secrezione gastrica e quelli che possono irritare la mucosa esofagea. In particolare:
- Bisogna ridurre il consumo dei grassi, perché hanno una digestione più laboriosa e quindi possono peggiorare il funzionamento dello sfintere esofageo inferiore e rallentare lo svuotamento del cibo dallo stomaco
- Consigliamo di evitare o comunque ridurre il consumo del caffè, nel caso solo a stomaco pieno e mai a stomaco vuoto perché può essere un fattore irritante. Mentre vanno bene il caffè d’orzo e il caffè di cicoria. Il cioccolato e il tè vanno evitati per il contenuto in metilxantine che favoriscono il reflusso.
- Tra le bevande sono sconsigliate tutte quelle irritanti: il vino e gli alcolici/superalcolici e quelle contenenti caffeina, andrebbero consumate a temperatura ambiente non troppo calde o troppo fredde (basta pensare all’effetto che il caldo e il freddo fanno su una bruciatura). Anche l’acqua e le bibite gassate, proprio per il contenuto in anidride carbonica, possono peggiorare il reflusso.
Tolleranze da verificare
Bisogna invece verificare la propria tolleranza nei confronti dei singoli alimenti, perché non a tutti danno fastidio le stesse cose, particolare attenzione andrebbe fatta con menta, pomodoro, agrumi, cipolla e verdure aromatiche, spezie e salse piccanti (senape, tabasco, peperoncino…) Infine, sono da evitare o limitare tutti gli alimenti che hanno una digestione più lunga e laboriosa, perché aumentando la produzione dei succhi gastrici sia in termini di quantità che di tempo, fanno sì che ci siano più acidi e più a lungo presenti.
- Sono quindi da ridurre i fritti, i condimenti ricchi, i formaggi grassi, stagionati e piccanti, gli insaccati (mortadella, salame, coppa, zampone…), carni e pesci grassi.
- E ancora la frutta secca (meglio le creme di frutta secca al 100%) e i brodi di carne.
- Sono sconsigliate anche le gomme da masticare e le caramelle, perché simulano la masticazione, lo stomaco comincia a produrre succhi acidi, senza che in realtà arrivi il cibo e questo peggiora l’infiammazione a livello dell’esofago.

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Quando ricorrere ai farmaci
Oltre alle indicazioni alimentari e comportamentali, bisognerebbe sempre consultare il proprio medico o fare una valutazione gastroenterologica, perché possono servire cicli con farmaci, integratori e dispositivi medici che servono a ridurre l’acidità e a permettere alla mucosa di ritrovare la sua integrità.
Questi farmaci non vanno presi né a caso né a oltranza, perché, come tutti i farmaci, possono avere effetti collaterali. Bisogna anche escludere l’eventuale presenza di Helicobacter pylori, spesso responsabile dei sintomi di gastrite e reflusso e nel caso va applicata la specifica terapia eradicante. Questo batterio, infatti, può causare patologie oncologiche di esofago e stomaco.

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