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Agricoltura

Transizione ecologica per l’agricoltura, una proposta strategica

Secondo un documento curato da alcune associazioni, il contesto internazionale rende il settore, in larga parte dipendente dall’energia fossile e insostenibile dal punto di vista sociale ed economico, ancora più vulnerabile. Occorre un percorso comune verso l’agroecologia

Redazione 16 Aprile 2026

«L’agroecologia è «la chiave di lettura con cui approcciarsi al futuro». Lo sostengono le associazioni Aida (Associazione Italiana di Agroecologia), LipuBirdLife Italia, Rete Semi Rurali e Wwf Italia, autrici di un documento presentato a Roma lo scorso 14 aprile.

Il titolo del documento è Una strategia per la transizione ecologica dei sistemi agroalimentari.

Il progetto

La presentazione è avvenuta, presso la sede della Rappresentanza del Parlamento europeo in Italia, in un evento a conclusione del progetto “Dialogo strategico per la transizione ecologica dei sistemi agroalimentari in Italia”, sostenuto da Fondazione Cariplo all’interno del programma AgriEco 2.0.

La presentazione del documento “Una strategia per la transizione ecologica dei sistemi agroalimentari”. Foto: Wwf

Obiettivo: dialogo

Il progetto è nato dall’esperienza e dai risultati della Coalizione #CambiamoAgricoltura, con l’obiettivo di promuovere un dialogo internazionale strutturato tra attori istituzionali, sociali ed economici interessati alla transizione ecologica dei sistemi agroalimentari in Italia e al loro futuro.

I temi chiave del settore

Il percorso ha coinvolto 115 esperti e attori chiave del settore agroalimentare nazionale, che hanno messo a confronto conoscenze ed esperienze su questioni centrali del sistema agroindustriale.

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Tra le criticità principali, le pratiche produttive e quelle di consumo, il rapporto con le risorse ambientali, il sistema delle conoscenze, i modelli organizzativi.

Le difficoltà degli agricoltori

Il documento evidenzia come i problemi attuali degli agricoltori dipendano dai sistemi di produzione e commercializzazione, strutturalmente insostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

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Problemi che si sommano a difficoltà storiche del settore, tra cui la progressiva chiusura di aziende agricole, la diminuzione degli addetti e l’accentramento delle superfici agricole e dei mezzi tecnici nelle mani di un ridotto numero di grandi aziende e multinazionali.

L’aggravio del contesto internazionale

Per le associazioni, «La necessità di una strategia condivisa nasce dalla constatazione che i problemi che avevano motivato il Green Deal europeo restano attuali e senza soluzioni efficaci, ma sono ulteriormente aggravati dal moltiplicarsi dei conflitti armati e commerciali, le cui conseguenze hanno reso ancora più evidente la vulnerabilità dei settori agroalimentari europeo e italiano, fortemente dipendenti dall’energia fossile e dai fertilizzanti chimici di sintesi».

Fonte: Una strategia per la transizione ecologica dei sistemi agroalimentari

La proposta delle associazioni

La Strategia parte, dunque, da un’analisi del contesto e da una visione comune di futuro per proporre obiettivi e linee di azione. Questioni centrali del documento sono: la co-creazione e condivisione della conoscenza, l’approccio One Health, gli interventi di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, la valorizzazione della biodiversità, l’equità economica e la giustizia sociale delle filiere, il consumo individuale e collettivo.

Un’agricoltura solidale

L’agroecologia propone «un diverso modo di relazionarsi fra tutti gli attori della filiera e sui territori, ispirato a principi di equità e solidarietà» concludono le associazioni, e si rivolgono sia ai decisori politici che alla società civile.

Perché, per ottenere risultati concreti, è necessario un percorso di cambiamento comune e condiviso.

 

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