Benefici sulla riduzione dello stress, sui sintomi ansiosi e sul riequilibrio dell’umore. Sono alcuni degli effetti della Terapia Forestale, ovvero l’immersione guidata e strutturata negli ambienti boschivi.
L’esperienza stimola la connessione sensoriale con l’ambiente attraverso l’ascolto dei suoni, la percezione degli aromi e l’osservazione consapevole del contesto naturale.
Effetti documentati dalla letteratura scientifica, riferiti però, finora, solo al breve periodo e alla popolazione adulta.
L’interesse del Cnr-Ibe
L’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche ha coinvolto, dal 2019, migliaia di partecipanti e oltre 50 siti italiani fra montagne, colline e parchi urbani in campagne sul tema. Ora amplia il campo di indagine, partendo da un nuovo studio-pilota nella Riserva naturale biogenetica dei Tomboli di Cecina.
Lo studio con i liceali toscani
Pubblicato su Behavioral Sciences, lo studio visto la partecipazione di 54 allieve e allevi di 17–18 anni del Liceo “Enrico Fermi” di Cecina (Li). Coinvolti nell’ambito della Formazione scuola-lavoro (Fsl) gli studenti sono stati suddivisi in due gruppi. 26 hanno partecipato al percorso forestale, 24 dei quali sono stati presenti ad almeno tre incontri. Gli altri 28, inseriti nel gruppo di controllo, si sono dedicati le consuete attività scolastiche.

Sintesi grafica della ricerca. Foto: Cnr-Ibe
Le tappe
Le quattro sessioni, di circa tre ore l’una, si sono svolte a marzo nella Riserva naturale, una volta a settimana. Le attività alternavano brevi camminate lente a soste sensoriali, terminando con un momento di condivisione e restituzione finale. A condurle Laura Sederini e Francesca Stoppa, docenti formate sul protocollo Cnr-Ibe.
I risultati
Spiega la coautrice Federica Zabini, prima ricercatrice Cnr-Ibe: «Oltre alle variazioni immediate dell’umore prima e dopo ciascuna sessione nella classe di intervento, misurati tramite il metodo POMS-A, abbiamo valutato e confrontato tramite la Spence Children’s Anxiety Scale l’andamento dei sintomi d’ansia in entrambe, prima delle sessioni e in quattro rilevazioni successive estese fino a 11 settimane dalla conclusione delle attività. Il gruppo che ha partecipato al percorso di Terapia Forestale ha mostrato riduzioni medie dei sintomi rispetto a quello di confronto in tutte le rilevazioni».
Limiti e potenzialità
Dai risultati, sottolinea il comunicato del Cnr-Ibe, emerge l’importanza di differenziare le reazioni nell’immediato dall’andamento nel medio periodo successivo con un confronto che però, fra due sole classi, non permette ancora di attribuire le differenze alla Terapia Forestale.
Lo studio apre a verifiche più ampie con più classi e scuole, assegnazione casuale, protocollo definito preventivamente e maggiore confronto con attività equivalenti per durata, movimento e attenzione ricevuta.
Collaborazioni per ricerche future
Queste indicazioni sono raccolte nella proposta Forest School, “Foresta e benessere a scuola”, che il Cnr-Ibe e il consorzio pubblico LaMMA, Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile (Regione Toscana – Cnr), presentano oggi proprio presso il Liceo Enrico Fermi, in un «confronto per uno studio più ampio sul benessere degli adolescenti» sottolinea Francesco Meneguzzo, primo ricercatore Cnr-Ibe, autore della ricerca e commissario LaMMa.
«L’eventuale sviluppo sarà definito con scuole e Servizio sanitario toscano».