L’Artico, che nel comune immaginario fino a poco tempo fa corrispondeva a un paesaggio lontano, misterioso e incontaminato, è sempre più spesso oggetto di notizie che ci riguardano da vicino. Già la scorsa primavera una ricerca rivelava che la regione del permafrost, quasi 23 milioni di chilometri quadrati di terreno permanentemente ghiacciato tra Nord America, Siberia e Nord Europa, emetteva più carbonio di quanto ne assorbisse.
Pochi giorni fa un nuovo studio ha stimato che «Un terzo (34%) della zona artica-boreale (ABZ), ovvero la tundra senza alberi, le foreste boreali e le zone umide che costituiscono le latitudini settentrionali della Terra, è ora una fonte di carbonio per l’atmosfera».
Centralità economica
Oltre all’impatto dei mutamenti geofisici in corso sulla crisi climatica, è la politica a chiamare in causa l’Artico. Ancora prima di insediarsi alla Casa Bianca, il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha “rivendicato” la Groenlandia, territorio autonomo danese ricco di risorse minerarie, necessaria alla «sicurezza economica degli Usa». Affermazioni cui stanno seguendo dichiarazioni dei vertici danesi, telefonate e persino un investimento di 2 miliardi di euro in sicurezza da parte dello stato europeo per la regione.

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Sfide polari
Per capire meglio perché e come l’Artico e la regione sub-polare siano così importanti anche per l’Italia e il Mediterraneo, Osservatorio Artico, primo media italiano sul tema, propone la quarta edizione del suo festival annuale, “Italia chiama Artico”, il prossimo 25 febbraio. Dopo i primi tre eventi a Genova, questa edizione si svolgerà a Bologna, presso l’Auditorium Biagi in Sala Borsa. Dal 2019 Osservatorio Artico è Media Partner del programma “High North” della Marina Militare italiana, e lavora a stretto contatto con l’Istituto di Scienze Polari del CNR e con altri Enti di primo piano in Italia e all’estero.
Per addetti ai lavori e non solo
Il festival “Italia chiama Artico” offre un’occasione per analizzare la complessità delle sfide in corso nella regione polare, e per sottolineare tutte le opportunità di crescita, sviluppo e istruzione che derivano dal veloce cambiamento in atto oltre il Circolo Polare Artico. Si pone quindi come ponte di collegamento tra gli addetti ai lavori, in termini di Istituzioni, aziende e mondo della ricerca, verso un pubblico più ampio interessato ai temi della sicurezza globale, della salvaguardia ambientale e dello sviluppo sostenibile.
L’evento, a ingresso libero previa registrazione sul sito, si struttura in una giornata di incontri e dibattiti, con ospiti di primo piano a livello nazionale e internazionale, provenienti da istituzioni, università, aziende e centri di ricerca specializzati.
Il festival gode del patrocinio del Comune di Bologna, promotore dell’evento, e della Marina Militare.
