«Le foreste sono sistemi dinamici nei quali la mortalità degli alberi rappresenta una componente naturale dei processi ecologici». A poche ore dalla giornata mondiale delle foreste del 21 marzo, riportiamo le parole di Alessio Collalti, ricercatore del Cnr-Isafom e coautore di uno studio internazionale, pubblicato su Science due settimane fa, dedicato alle foreste europee.

Alessio Collalti, ricercatore del Cnr-Isafom di Perugia
«Tuttavia, il cambiamento climatico sta amplificando frequenza e intensità dei disturbi forestali su larga scala».
L’aumento del danno forestale
«Negli ultimi anni, diverse regioni europee – in particolare nell’Europa centrale e meridionale – hanno registrato livelli senza precedenti di danno forestale associati a eventi meteorologici estremi, siccità prolungate e infestazione da insetti», spiega Collalti. Il nuovo lavoro realizza una previsione dei disturbi forestali, nel corso di tutto il secolo, in diversi scenari climatici.
Lo studio
Dati satellitari raccolti dal 1986 al 2020 sono stati integrati con simulazioni avanzate di ecosistemi forestali condotte in tutta Europa, in 13mila siti. Il database, costituito da circa 135 milioni di punti di simulazione, è stato usato per addestrare un modello (AI) che proiettasse l’evoluzione delle foreste e i regimi di disturbo, con una risoluzione spaziale di 1 ettaro.

Immagine: Cnr
I risultati
Secondo i modelli di simulazione, i livelli di danno attesi superano quelli osservati nel periodo di riferimento, già caratterizzato da un’elevata intensità di disturbi. Questo riguarda tutti gli scenari climatici, anche nelle aree dove il riscaldamento previsto è più moderato.
Tra le principali minacce alle foreste europee, emerge l’incidenza crescente di incendi, tempeste e infestazioni di insetti xilofagi. Negli scenari ad alte emissioni, ovvero quelli in cui la temperatura globale aumenti di + 4°C (e oltre) entro il 2100, la superficie forestale coinvolta da disturbi potrebbe più che raddoppiare.
Contenere l’impatto del cambiamento climatico
Il riscaldamento globale sugli ecosistemi forestali compromette, in varia misura, funzioni quali l’assorbimento di carbonio, la regolazione del clima, la conservazione della biodiversità, la produzione di legno. Ma il monitoraggio può aprire la strada alla prevenzione. Per Daniela Dalmonech, ricercatrice Cnr-Isfom e coautrice:
«Strategie adattative volte ad aumentare la diversità strutturale e la resilienza degli ecosistemi saranno fondamentali nei prossimi decenni».