L’isola di Pantelleria sceglie un’offerta ecoturistica basata sull’asino pantesco. Infatti, dopo aver recuperato questa antichissima razza, ora a rischio estinzione, è stato avviato un percorso di preparazione di personale qualificato allo svolgimento di attività con gli asini e alla loro gestione. Il progetto è promosso dall’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria, in collaborazione con il Dipartimento di Sviluppo Rurale e Territoriale della Regione Siciliana. Secondo il progetto, Pantelleria potrà proporre ai visitatori attività di carattere ludico, ricreativo e di educazione ambientale. L’asino pantesco sembra il compagno ideale per valorizzare le specificità locali. Per esempio, l’isola potrà occupare una posizione di rilievo nell’ambito dell’esperienza trekking anche di più giorni, un trekking in compagnia degli asini, lungo la rete dei sentieri Cai. Si prevede anche un ambito di azione nel sociale in sinergia con enti che si occupano di persone fragili.

L’asino pantesco. Foto: Parco Nazionale Isola di Pantelleria
Un corso in trasferta
Tra le iniziative formative messe in campo per realizzare il progetto, anche un percorso di qualificazione per gli operatori, che nei giorni scorsi è atterrato a Reggio Emilia, ove si è svolto presso realtà specializzate in servizi e attività ricreative e terapeutiche, quali l’Asineria Asini, Aria Aperta snc e Pet Therapy Doctor Dog Aps. A condurre il corso Massimo Montanari, educatore ambientale ed esperto “asinaro”, Nicoletta Tesa, psicologa esperta in Interventi Assistiti con gli Animali, Manuel Savioli, guida escursionistica e coadiutore dell’asino. Alla formazione hanno partecipato sette operatori, selezionati fra le guide ufficiali del Parco Nazionale Isola di Pantelleria e altri candidati con esperienza nel settore turistico-ricreativo, sociale ed equino.

Il gruppo di Reggio Emilia. Foto: Parco Nazionale Isola di Pantelleria
Asini col pubblico e con persone fragili
Nel parco dell’Asineria Asini di Reggio Emilia si è approfondita la gestione degli asini e le attività connesse agli spazi gestiti, oltre a laboratori di relazione con il pubblico e passeggiate per famiglie. Presso il parco fattoria di animazione ambientale “L’asino dell’Ariosto” invece, è stato effettuato il percorso delle coccole e relazione con i bambini della scuola dell’infanzia, e diverse attività corporee e di contatto con gli ospiti del centro diurno per persone adulte con disabilità e con gruppi invitati al parco.
Nel centro storico di Reggio Emilia, per il progetto Reggio Emilia “Città asinabile”, si sono tenute delle passeggiate nelle vie e piazze del centro e attività di avvicinamento delle persone, in cui i corsisti hanno dovuto occuparsi della gestione degli animali in un contesto diverso da quello naturale.

Foto: Parco Nazionale Isola di Pantelleria
Il trekking con gli asini
Tra le proposte formative, un viaggio a piedi di più giorni con guida escursionistica ambientale e coadiutore dell’asino. I corsisti si sono misurati con nuove attività, tra cui la selezione degli asini, la scelta del materiale, la preparazione degli animali, il carico sui basti. Il cammino, durato tre giorni, ha interessato un percorso di oltre 60 km lungo i sentieri storici medievali del territorio reggiano, noti per la vita di Matilde di Canossa.
Slow tourism, per dare luce al territorio
«L’esperienza formativa a Reggio Emilia è stata densa e diversificata. Ha permesso ai fruitori di comprendere l’importanza di una rete di operatori che facciano sistema per l’erogazione dei servizi turistici e didattici» conclude Milko Vitale, geologo dell’Ente Parco e referente del progetto.

«Servizi ecocompatibili, a passo di asino, per meglio esaltare le specificità e i tesori nascosti del territorio».