Radici per il futuro, ricomincia la distribuzione di alberi in Emilia-Romagna Foto: Canva
Buone pratiche

Radici per il futuro, ricomincia la distribuzione di alberi in Emilia-Romagna

Avviata già nel 2020 per sviluppare il patrimonio boschivo e le infrastrutture verdi urbane, l’iniziativa gratuita della Regione ha come obiettivi principali il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria

Redazione 30 Ottobre 2025

Un “corridoio verde” che attraversa l’Italia. Questo si propone di diventare la Regione Emilia-Romagna grazie a “Mettiamo radici per il futuro”. Lanciato il 1° ottobre 2020, il progetto promuove l’ampliamento della superficie boschiva locale e, a livello urbano, la creazione di “infrastrutture verdi”, essenziali per la lotta ai cambiamenti climatici e per il miglioramento della qualità dell’aria.

Ma come si mette in atto nel concreto?

Più alberi per tutti

Il progetto vede la distribuzione gratuita di alberi ai residenti: in larga parte specie autoctone, ma con la possibilità di scegliere anche esemplari e arbusti alloctoni. Lo scorso 1 ottobre ha preso il via la quinta fase della distribuzione, che durerà fino al 15 aprile 2026. Il progetto dovrebbe chiudersi invece alla fine del 2027. Per le piante destinate ai cittadini la Regione ha realizzato un elenco di 100 specie diverse suddiviso tra alberi e arbusti e per area geografica in cui possono essere messe a dimora.

Foto: Canva

Informarsi, piantare, curare

Per conoscere le specie è anche consultabile un Abaco degli alberi: vi si trovano le caratteristiche delle specie in distribuzione (tranne il Cedro della California e il Platano orientale) e di molte altre ancora. Per assicurare efficaci operazioni di piantagione e cura degli alberi, sono disponibili webinar, video e podcast informativi sul sito dedicato.

Leggi anche:  Le piante aiutano il clima assorbendo l'anidride carbonica. Alcune meglio di altre

Cittadine e cittadini possono ritirare gli alberi presso i vivai accreditati. Le aziende devono invece rivolgersi a un Comune o un ente territoriale, che si occuperà del ritiro e della consegna.

Perché aderire

Spiega il sito del progetto che «Alberi collocati nel terreno giusto e ben curati crescono al meglio delle loro potenzialità, permettendo di immagazzinare CO2 e attenuare la crisi climatica, abbattere le polveri sottili (PM10 e PM 2,5), contenere i picchi di temperatura, attutire i rumori del traffico, produrre ossigeno e rendere più gradevole il paesaggio in cui viviamo».

Messa a dimora senza limiti

Il progetto non prevede un limite massimo al numero di piantine che possono essere richieste, se le finalità dell’intervento sono in linea con l’obiettivo di aumentare il patrimonio verde e forestale in regione. Al momento del ritiro bisogna presentare una dichiarazione d’impegno che permetterà al vivaista di registrare i dati e il luogo in cui gli alberi verranno piantati.

Mettiamo radici per il futuro: la distribuzione tramite i vivai accreditati. Fonte: Regione Emilia-Romagna

I numeri

Dall’inizio della campagna fino al 31 dicembre 2024 sono già stati 2.797.319 gli alberi piantati in tutta la Regione, cui ne vanno aggiunti altre decine di migliaia provenienti dai bandi forestazione: ovvero 76.403 alberi per i bandi dedicati ai Comuni di pianura (annualità 2021 e 2022) e 18.876 per i bandi dedicati alle imprese non agricole (bandi annualità 2022 e 2023).

Per saperne di più

radiciperilfuturoer/progetto

Condividi questo articolo: