Essentia, quando l’agroecologia incontra le piante officinali Foto: Canva
Innovazione

Essentia, quando l’agroecologia incontra le piante officinali

Il progetto, promosso dalla Scuola Superiore Sant’Anna insieme all’Istituto Nazionale di Ottica del Cnr e all’Università di Pisa, punta a migliorare qualità e sostenibilità della coltivazione e la tecnologia di estrazione degli oli essenziali

Redazione 2 Luglio 2026

Una filiera biologica innovativa, tecnologie estrattive a basso impatto e valorizzazione dei residui agricoli. Sono gli ingredienti di Essentia, un progetto del Gruppo di Agroecologia (GoA) dell’Istituto di Scienze delle Piante della Scuola Superiore Sant’Anna, avviato lo scorso anno e che proseguirà fino alla primavera del 2028.

Protagoniste: le piante aromatiche e officinali, sempre più di interesse in settori come nutraceutica, agroalimentare, cosmesi naturale.

Un progetto partecipativo

Essentia – Elaborazione e Sviluppo di SistEmi iNnovativi di produzione ed esTrazione di oli EssenzIali in Aziende biologiche, coordinato insieme all’Istituto Nazionale di Ottica del Cnr e al Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa, è finanziato dal Fondo per la ricerca nel settore dell’agricoltura biologica e di qualità del Masaf.

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Oltre agli enti di ricerca, il progetto coinvolge tre aziende agricole partner (in Sicilia, Toscana e Trentino), scuole e associazioni di categoria, proponendosi come piattaforma di collaborazione tra agricoltori, ricercatori e territori.

L’oggetto dello studio

Lavanda, timo, rosmarino, e poi achillea, elicriso, artemisia, tanaceto e alcuni ecotipi locali spontanei, come il pino mugo trentino, sono le specie coltivate. Le zone climatiche molto diverse delle tre aziende agricole consentiranno di misurare l’impatto delle condizioni ambientali e della gestione agronomica sulla resa e sulla qualità chimica degli oli estratti. Infatti è noto, come ha spiegato Federico Leoni, ricercatore della Scuola Superiore Sant’Anna, che «un moderato stress biotico o abiotico possa indurre una risposta metabolica della pianta, modificando sia la quantità prodotta sia il profilo chimico degli oli».

Federico Leoni. Foto: LinkedIn

Approccio agroecologico

Essentia sperimenta sistemi agroecologici innovativi basati sulla biodiversità funzionale, e li compara con i sistemi aziendali. Un esempio è la coltivazione in miscuglio di più piante officinali. Lo scopo è «creare uno stress controllato», secondo l’ipotesi che una moderata competizione tra ecotipi possa migliorare qualità e composizione degli oli.

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Altri sistemi utilizzati saranno pacciamature vive con trifoglio bianco e trifoglio sotterraneo, per una gestione delle infestanti e un ridotto uso di plastiche, e l’ottimizzazione di ombreggiatura e irrigazione per contenere i consumi idrici.

L’innovazione nel processo estrattivo

Per l’estrazione degli oli essenziali l’Istituto Nazionale di Ottica del Cnr ha sviluppato un dispositivo che velocizza il processo rispetto alla tradizionale distillazione, a fronte di minori consumi energetici. Il prototipo utilizza ultrasuoni per l’estrazione da matrici legnose e microonde sulle biomasse standard come rosmarino e salvia. In più, consente l’estrazione da biomassa destinata allo smaltimento.

Un’opportunità per valorizzare residui agricoli o agroindustriali, in una prospettiva di economia circolare.

Per saperne di più

essentia-agroecologia.santannapisa.it

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