Sensing the Climate, a Bologna il “Festival of Ecological Imagination” Foto: serra madre
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Sensing the Climate, a Bologna il “Festival of Ecological Imagination”

Fino al 6 ottobre performance artistiche, laboratori, dialoghi e listening session per attraversare le trasformazioni ambientali, sociali ed emotive che la collettività sta vivendo, Organizzato da serra madre grazie al sostegno di UniBo e di Johns Hopkins University

 

Redazione 2 Ottobre 2025

Pratiche artistiche per immaginare e costruire mondi possibili, fondate sulla cura, la rigenerazione e la reciprocità. È la proposta di Sensing the Climate, la prima edizione del Festival of Ecological Imagination. Lo organizza serra madre, centro di produzione culturale che ha sede presso Le Serre dei Giardini Margherita a Bologna, con il sostegno di Università di Bologna e Johns Hopkins University. Gli eventi del Festival si svolgeranno alle Serre dei Giardini, al Cinema Galliera, presso la Johns Hopkins e UniBo.

Comprensione sistemica

Il festival, in linea con la mission di serra madre, mette in dialogo arte e scienze per “promuovere un’immaginazione ecologica” per costruire presenti alternativi e futuri desiderabili e accessibili. Prende spunto da prospettive antropologiche, filosofiche ed ecologiche che mettono in discussione la separazione tra umano e non umano, mente e corpo, natura e cultura. La crisi ecologica viene quindi letta non solo come emergenza ambientale, ma come sintomo di una più profonda disconnessione percettiva, affettiva e culturale.

Sentire per ricostruire

La proposta è quindi quella di un cambio di paradigma e uno spazio di sperimentazione: conoscere il mondo significa entrare in relazione con esso, riparare il mondo significa restituire centralità al corpo come strumento e soglia di questa relazione. Sensing the Climate mischia linguaggi, pratiche e discipline, perché solo dall’incontro tra ecologia, humanities e capacità speculativa dell’arte è possibile avviare pratiche per fare mondo. Dichiara Pierluigi Musarò, professore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Alma Mater:

«In un momento nel quale l’evidenza scientifica viene spesso negata, è fondamentale invitare a sperimentare e a sentire, coniugando scienza e arte dentro, e soprattutto fuori, dalle aule universitarie».

I temi

Il festival si svolge lungo quattro tematiche principali: La sezione dedicata a “Come si sente il cambiamento climatico?” propone performance, laboratori ed esperienze di ascolto profondo che metteranno al centro il corpo che si fa soglia, ispirati all’assunto fenomenologico che percepire è partecipare. Il filone Chi può parlare della crisi ecologica? apre a immaginari radicali in cui alberi, montagne, animali non sono più sfondo, ma interlocutori e soggetti narranti.

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In Come possiamo praticare una cura trasformativa? la cura è esplorata come pratica politica ed ecologica, radicata nell’attenzione al vivente e nell’interdipendenza. Mentre la sezione Da dove si sente il clima? indaga i motivi per cui la crisi climatica non si sente ovunque allo stesso modo ed esplora storie e pratiche che svelano le diseguaglianze prodotte dalla cultura del fossile e il loro impatto su corpi e territori.

Per saperne di più

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