Definito spesso il “Re dei Frutti”, il Mango ha origini che affondano nelle foreste dell’India e del sud-est asiatico oltre quattromila anni fa. Nella cultura indiana, l’albero di mango è sacro e i suoi fiori sono utilizzati nei rituali religiosi. Il frutto è simbolo di amore e prosperità.
La sua diffusione globale avvenne grazie ai mercanti portoghesi, che lo introdussero in Africa e Brasile nel XVI secolo.
Polpa preziosa
Botanicamente è una drupa carnosa, appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae (la stessa dei pistacchi e degli anacardi). La buccia del mango, che non è commestibile poiché contiene urushiolo (una sostanza che può causare dermatiti in soggetti sensibili), varia dal verde al rosso, al giallo o all’arancione a seconda della cultivar (come le famose Tommy Atkins, Kent o Alphonso).
La polpa è di colore giallo-arancio intenso, succosa e fibrosa, con un sapore che bilancia dolcezza e acidità, evocando note di pesca, ananas e agrumi.
Il ruolo del Beta-carotene
Proprio il colore arancione intenso della polpa rivela la sua più grande ricchezza: il beta-carotene, precursore della Vitamina A. Una porzione di mango copre ampiamente il fabbisogno giornaliero di questa vitamina, cruciale per la salute della vista, della pelle e del sistema immunitario, come documentato da ampie ricerche sulla composizione nutrizionale e i composti bioattivi del frutto.
Le virtù della mangiferina
È anche ricco di Vitamina C e polifenoli, tra cui spicca la mangiferina, un xantone bioattivo studiato per le sue potenti proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antivirali. Alcuni studi, come quello pubblicato su Biofactors, evidenziano come la mangiferina possa modulare il metabolismo glucidico, offrendo potenziali benefici contro i disturbi metabolici, sebbene la ricerca clinica sia ancora in evoluzione.
Il mango fornisce inoltre enzimi digestivi, come l’amilasi, che aiutano a scomporre i carboidrati complessi e a combattere la stitichezza.
