La stagione fredda ormai volge al termine. La luce ha un’inclinazione diversa, le giornate si allungano, mentre le gemme e le prime fioriture sugli alberi, almeno in pianura, confermano che il riposo vegetativo è terminato. Qualche gelata, certo, non mancherà.
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Ma è chiaro che il concerto di colori, profumi e sonorità della primavera sta ormai prendendo il sopravvento.
Un ultimo sguardo sull’inverno
Proprio in questo momento di passaggio, su questo crinale che ci accompagna verso il solstizio, è ancora più affascinate rileggere i mesi che ci lasciamo alle spalle.
Lo facciamo insieme alle immagini che ci hanno inviato i lettori di “Terranea magazine” dopo l’articolo di Anna Stella Manenti Dolcetti dedicato, nel dicembre scorso, proprio alle forme di vita che si manifestano nel periodo più gelido e buio dell’anno.
Attraverso i vostri occhi
Eccoli qua i vostri scatti, che superano ogni nostra aspettativa per originalità, profondità dello sguardo, bellezza: una trama che tiene insieme le foglie di malva ricoperte da un merletto di ghiaccio immortalate da Manuela a Roma, ai tornanti innevati che ha esplorato Andrea Ortenzi sul monte Amiata, le onde che s’infrangono sul litorale di Torvajanica (Rm) nel giorno di Natale (sempre di Andrea Ortenzi) a uno splendido pettirosso che sembra sfidare la tormenta sui rami ghiacciati di un pungitopo, come ci mostra Lorenzo Biasini a Cesena.

Il mare di Torvajanica nel giorno di Natale. Foto: Andrea Ortenzi, Roma
Ad ogni età, fiato sospeso davanti alla meraviglia
Ci emoziona la diversità degli ambienti, delle latitudini e delle generazioni che si celano dietro queste rappresentazioni: si parte dagli 11 anni di Fede con il suo delizioso pupazzo di neve e dai 15 di Lorenzo, artefice di una suggestiva visione ravvicinata delle gocce pendenti da un ramoscello. Una geografia umana e naturale che attraversa città, spiagge e montagne, parchi urbani e alture innevate, restituendo uno sguardo trasversale sul paesaggio invernale.
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Attesa preziosa
Ogni immagine, dalle ragnatele sul muschio (è lo scatto di Elena Rancan da Verona) ai cardi che sbucano dalla neve del Monte Livata (Nives D’Amico, Roma), fino alle foglie rossastre che ha scovato Andrea Lenoci in un parco di Roma, rappresenta un invito a rallentare, a prenderci il tempo di capire cosa ci accade intorno anche quando nulla sembra muoversi. E soprattutto ci aiuta a comprendere che ogni rinascita affonda le radici una lunga attesa, forse anche nella nostra capacità di accettarla.
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Grazie a chi ha partecipato
Vi ringraziamo per questo primo, disinteressato dialogo attraverso le immagini. Non c’era nessun premio in palio ed è stato bellissimo trovare intorno a “Terranea Magazine” tanta sensibilità.
Perché la nostra rivista è innanzitutto questo: una comunità che osserva, condivide e semina la cultura del cambiamento.

L’ultima nevicata di quest’anno a Cesena, 6 gennaio 2026. Foto: Lorenzo Biasini











