Andar per erbe, le emozioni di un gesto antico. Sette piante da scoprire a maggio Foto: Vitalii Borkovskyi
Biodiversità

Andar per erbe, le emozioni di un gesto antico. Sette piante da scoprire a maggio

Camminare fra prati e sentieri, chinarsi a terra e ritrovare un sapere antico che profuma di natura, suolo e fioriture di stagione. Il mese che è appena iniziato rappresenta quello ideale per riconoscere e raccogliere le specie spontanee nel loro momento più vitale. Volete scoprirle con noi?

Francesca Santoro 4 Maggio 2026

Andar per erbe rinnovando un gesto antico, primigenio: quello di riscoprire il piacere di esplorare che conserva il bambino che è in noi e cresce con curiosità. Accostarsi alla natura e riconoscersi come sue creature. Svuotare il cuore nell’inchinarsi alla terra e permetterle di riempirlo con la sua nutriente generosità.

Andar per erbe: persone di spalle mentre camminano in un prato ricoperto di erbe selvatiche

Foto: William Edge

Tempo di raccolta

È quello che vi proponiamo in questo maggio appena iniziato, che esplode di verde, quando i prati sono ancora freschi e i fiori al massimo del loro vigore: chinarsi a raccogliere queste varietà con devozione e rispetto, spiccare qualche foglia buona o fiore da una pianta e passare oltre, senza depredarla, preservando sempre le sue radici nel ventre della terra. E ancora, tenere conto del ciclo vitale della pianta: prima le nuove foglie, poi i fiori, dopo i frutti.

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Lasciare al suolo ciò che sappiamo di non usare: le foglie secche o indurite o rovinate dal tempo. Infine, raccogliere lontano dalle strade trafficate e dai tralicci della corrente: i fiori nelle ore che li trovano in completa apertura, le foglie quando ci occorrono.

Andar per erbe: tre giovani raccolgono erbe in un prato

Foto: Magnific

Sapori e tradizioni

Andar per erbe significa porsi in ascolto ed osservazione della natura, affidarsi a chi da tempo sa riconoscere le piante, le loro caratteristiche e il loro utilizzo. Significa riscoprire le tradizioni e tramandarle. Sperimentare in cucina giocando con i colori e i  ritrovando nelle pietanze lo stesso bosco, prato, giardino in cui siamo stati. E allora, seguiteci in questa esplorazione.

Foto: Magnific

Vi portiamo a conoscere sette erbe che la natura ci offre adesso, con i sapori, le proprietà e le storie che raccontano.

1. LA SENAPE BIANCA, AROMATICA E PICCANTE

Una pianta di senape con un'ape che si avvicina

Sinapis alba. Foto: Susanne Friedrich / Getty Images

La senape bianca (Sinapis alba L.) cresce in campi e in luoghi incolti tappezzandoli di fiori gialli. È possibile raccogliere le tenere cimette e consumarle crude in insalata. Hanno un sapore pungente, piccante, aromatico, dapprima dolciastro e poi acre e persistente. Questa pianta rustica illumina il paesaggio e contribuisce a mantenere fertile il suolo.

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I suoi semi sono digestivi e stimolanti, una volta tritati venivano usati nella tradizione popolare contro reumatismi e infiammazioni mentre dalle foglie si ottiene un decotto utile come vasodilatatore e nei pediluvi.

Segno di un utilizzo che coniuga da sempre l’utilizzo alimentare con quello terapeutico.

2. LA MALVA, “CHE DA OGNI MALATTIA SALVA”

Piante di malva

Malva sylvestris. Foto: Oybekostanov

La malva (Malva sylvestris L.) si trova in luoghi erbosi, sul margine delle strade e fra i ruderi. Ha un robusto apparato radicale e un fusto poco ramificato che può raggiungere oltre un metro di altezza. Le foglie sono palmate e i fiori sono striati, nelle tonalità del rosa, lilla e porpora. Le api ne sono ghiotte. Si dice che “la malva da ogni malattia salva” e per questo è stata coltivata fin dagli inizi dell’VIII secolo negli orti dei monasteri a scopo officinale.

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Si usano tutte le sue parti a scopo terapeutico: è emolliente, addolcente, leggermente lassativa. L’infuso di fiori e foglie calma la tosse e sfiamma lo stomaco, l’intestino e i reni e lenisce la stitichezza ostinata. Quello di fiori è rinfrescante si può usare come collutorio contro le afte. Il cataplasma di foglie è consigliato per curare le infiammazioni acute delle gengive e della pelle.

In cucina si usano le foglie per prepare minestre, zuppe e ripieni, con i fiori a decorare.

3. L’ORTICA, UN SAPORE CHE PUNGE E NUTRE

Urtica dioica. Foto: Getty Images Pro

L’ortica (Urtica dioica L.) cresce lungo i muri, tra i cespugli, nei terreni incolti, trai i detriti, lungo i cigli delle strade. È urticante. Tutta la pianta – foglie, fusto, fiori e radici – conserva numerosi nutrienti e proprietà medicinali. Il succo dell’ortica arresta le emorragie. L’infuso era anticamente prescritto contro l’asma, i reumatismi e la gotta.

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In cucina si può aggiungere cruda all’insalata o sulle pietanze al posto del prezzemolo dopo averla tritata finemente. Si può usare anche per fare il pesto oppure è possibile cuocerla per realizzare ripieni, frittate, gnocchi e polpette. La lozione prodotta dal decotto delle radici, acqua e aceto previene la caduta dei capelli.

Sin dall’Età del bronzo il fusto è stato impiegato come fibra da filare per ottenere tessuti luminosi e biodegradabili.

4. LA BORRAGINE, FRESCA E DEPURATIVA

Borago officinalis. Foto: Getty Images

La borragine (Borago officinalis L.) contiene molte mucillagini e l’infuso di fiori è emolliente e rinfrescante. I fiori colorano e aromatizzano l’aceto per condire le insalate. Le foglie possono essere lessate e condite e usate per risotti e ripieni. Vengono tradizionalmente fritte in pastella, mentre in tisana curano i reumatismi e la tosse. Il decotto ha un’azione diuretica, sudorifera, depurativa ed emolliente.

Cura le infiammazioni dei polmoni e della pelle.

4. LA CALENDULA, UNA LUCE CHE PROTEGGE

Andar per erbe: la Calendula arvensis

Calendula arvensis. Foto: Mantonature / Getty Images

La calendula (Calendula arvensis L.), “fiorancio” nel linguaggio popolare, è una pianta rustica, perenne, con fiori piccoli di un giallo vivace che si aprono con il pieno sole. Ha un portamento eretto e ramificato. Le foglie, di forma lanceolata con il contorno liscio o appena dentellato, sono cerose, vischiose e aromatiche.

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Cresce nei campi incolti, nel bordo dei sentieri di campagna e vicino agli orti. In cucina i suoi petali dal sapore speziato e le giovani foglie colorano ogni tipo di pietanza. I boccioli si possono scottare due minuti in acqua bollente salata.

Poi, una volta immersi nell’aceto dentro dei barattoli di vetro, si possono consumare come saporiti sottaceti o al posto dei capperi.

6. IL PIATTELLO, DISCRETO E VIRTUOSO

Il piattello (Hypochoeris radicata L.), che non cresce in altezza ma rimane schiacciato a terra, come suggerisce il suo nome, viene consumato crudo in insalata o cotto. Le radici un tempo venivano utilizzate come surrogato del caffè.

Andar per erbe: Il piattello

Hypochoeris radicata. Foto: Getty Images

L’infuso di foglie e fiori depura l’organismo.

7. LA PIANTAGGINE, VERDE E GUSTOSA

Plantago lanceolata. Foto: Getty Images

La piantaggine (Plantago lanceolata L.) cresce lungo i sentieri, nei prati e nei pascoli. Gli erbivori ne sono ghiotti. La piantaggine maggiore ha foglie larghe, quella lanceolata ha foglie lunghe e strette percorse da cinque evidenti nervature parallele. Entrambe le varietà sono resistenti al freddo e rimangono verdi anche nella stagione invernale. Quelle tenere si possono consumare in insalata, altrimenti vanno cotte.

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È nota per le sue proprietà antinfiammatorie, emollienti ed espettoranti, utili soprattutto per le vie respiratorie. Tradizionalmente viene impiegata anche per favorire la cicatrizzazione della pelle e alleviare piccole infiammazioni o irritazioni.

Andar per erbe: una ragazza con un cesto d'erbe selvatiche in un prato

Foto: Magnific

Queste ed altre presenze selvatiche e generose ci attendono nei prati. Adesso che è primavera, possiamo uscire ad incontrarle. Buona raccolta!

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