Una scena di "A casa tutti bene"
Cinema

Buone feste tra lo schermo e la tavola. Sei film per vivere il Natale… con gusto

I pranzi del periodo festivo sono momenti di gioia e convivialità. Ma qualche volta, inutile nasconderlo, anche di relazioni non sempre facili da gestire. Come fare? Alcuni film contengono le ricette per restituire il sapore giusto al Natale. Scopriamole insieme al creatore della “cinegustologia”

Marco Lombardi 21 Dicembre 2023

Il pranzo di Natale e quelli che seguiranno durante tutte le feste, si sa, sono croce e delizia per le famiglie italiane. Se potenzialmente è bellissimo ritrovarsi tutti insieme, visto che (forse) non ci si vedeva proprio dallo scorso Natale, essendo passato così tanto tempo senza incontrarsi… un motivo (probabilmente) ci sarà.

 

Una scena di Parenti serpenti di Mario Monicelli

Al cinema con Terranea

Insomma, come insegna un film di Mario Monicelli, Parenti serpenti, il rischio che il pranzo natalizio si risolva in una tenzone nella quale si deve dimostrare qualcosa, oppure aver la meglio su qualcuno, è elevato. E  questo al netto della stanchezza lavorativa che, in questo periodo dell’anno, normalmente tutti ci portiamo dietro. Se a tutto ciò si aggiunge la sfortuna di dover essere voi a organizzarlo e prepararlo, quel pranzo, rilassatevi. Perché con la Cinegustologia® vi sarà fornito qualche consiglio utile a contrastare, o almeno coccolare, quella piccola o grande manciata di negatività.

 

Terreanea al cinema

Basta che, in relazione al vostro sentimento istantaneo, immaginiate il piatto giusto per voi, seguendo la falsa riga di alcuni celebri film, come se fossimo nella sala cinematografica di Terranea.

  1. 1. Prima delle feste di fine anno avete litigato con uno degli invitati

Big night, il film di Stanley Tucci uscito nel 1996, suggerisce una frittata: i due fratelloni protagonisti, immigrati negli States per aprire un ristorante, sono sull’orlo del fallimento. Con i caratteri antitetici che hanno, continuano a darsi reciprocamente la colpa, fino a innescare un litigio furioso, di quelli che parrebbero irrecuperabili. Eppure, quello dei due che lavora in sala, prepara per l’altro (che è il vero chef del ristorante) una frittata, la cui morbida e grassa dolcezza serva a lenire quel disastro. In più, avendola fatta allusivamente prima, la “frittata”, attraverso il loro disastro imprenditoriale, il fatto di “mangiarsela” simboleggia l’intendimento di dimenticare tutto, perché l’amore fra loro è più forte.

Attenzione, però: il filtro magico della frittata e del film funzionerà solo se in passato c’è stato almeno qualche momento in cui, voi e quella persona, vi siete voluti bene

 

Una scena di Big night di Stanley Tucci

 

  1. 2. Vi sembra che il pranzo di Natale sia una recita e che a voi sia stata assegnata una parte nella quale non vi riconoscete più

Come insegna il penultimo film di Gabriele Muccino, A casa tutti bene (vedi la foto in apertura, ndr), nei ritrovi familiari è importante mantenere l’immagine che gli altri hanno di voi, anche se nel frattempo sono passate decine di anni come fossero noccioline, e siete cambiati.  Se volete provare a sfuggire da questa recita annunciata, preparate un semplicissimo piatto di spaghetti al pomodoro.

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Il motivo? Semplice: come il groviglio di quel piatto consente a Totò (in Miseria e nobiltà, del 1954) di sfuggire al groviglio sociale del film (nel quale i ricchi fanno finta di essere poveri, e lui – povero – deve far finta di essere ricco), così voi potrete viaggiare sulla scivolosità dell’amido e illudervi (almeno questo!) di poter scappare via da quella tavolata e dal vostro personaggio.

 

MIseria e nobiltà

 

  1. 3. Vi sentite diversi da tutti, ma avete voglia di pace

Nel celebre film di Ferzan Ozpetek, Le fate ignoranti, Margherita Buy scopre che il marito, appena morto per un incidente stradale, ogni domenica fingeva di andare allo stadio e invece si recava in una casa piena di persone diverse da lui (emigrati, trans, profughi, artisti, omosessuali e gente di bassa estrazione sociale, mentre lui era borghesissimo) per frequentare l’amante (uomo, non donna) e consumare con lui e con tutti il consueto pranzo domenicale, il cui piatto forte erano le polpette di carne. Quel meraviglioso assemblaggio di materie prime fra loro diversissime (carne di maiale, carne di vitello, pane imbevuto nel latte, uova, parmigiano reggiano, prezzemolo, pepe e volendo altro ancora) rappresentava il meraviglioso assemblaggio di quelle diversità umane.

Ecco, se volete amalgamarvi coi vostri parenti, anche con quelli che non vi piacciono, cominciate con il preparare delle polpette: aiuteranno.

 

Una scena del film "Le fate ignoranti" di Ferzan Ozpetek

 

  1. 4. Non sopportate le ipocrisie intorno a voi

Se avete paura di soccombere alle tante recite di affettuosità che vanno in scena durante i pranzi e i cenoni di Natale, cucinate delle lumache alla bourguignonne, quelle che sfuggono a razzo, in direzione di un altro tavolo del ristorante, in Pretty woman (1990) quando Julia Roberts è in imbarazzo per le tante moine dei commensali (che sanno che lei è una “disdicevole” escort, ma fanno finta di rispettarla). Guardando quelle lumache, e sentendo tutto il loro viscidume, magari i vostri commensali si vedranno allo specchio.

E proveranno ad “autospurgarsi”!

 

Una scena del film Pretty woman di Garry Marshall

 

  1. 5. Il pranzo di Natale vi piace un sacco, ma vi vergognate a dirlo

Avrete di certo del coraggio se, di fronte al pianto collettivo dei colleghi in ufficio che descrivono il pranzo di Natale come il peggior giorno dell’anno, riuscirete a dire “veramente io sono contento che si faccia”. Se non siete la controfigura di voi stessi, perché non vi chiamate Tom Cruise, potrete cercare di dirlo a tavola cucinando la Ratatouille dell’omonimo film del 2007: i colori vivi di quel piatto fanno sciogliere il cuore anche a un critico inacidito dalla vita, che di nome fa Ego, perché quella versione di ratatouille è fresca e croccante, non stufata (dalla vita). Chi la pensa al contrario da voi, cambierà idea!

Parola del topolino-chef protagonista.

 

Una scena del film Ratatouille

 

  1. 6. Capisci che tutti abbiamo bisogno di tutti

E basta con i lamenti, il Natale è una festa meravigliosa. E noi che abbiamo la fortuna di poterlo festeggiare, in questa parte del mondo, abbiamo il dovere morale di urlarlo a gran voce. Ecco perché tutti noi, “natalescontenti” o “natalecontenti” che si sia, dobbiamo chiudere il pranzo con dei bignè alla crema, per affogare in quel mare di soffice cremosità. È quello che ha fatto Jasmine Trinca in Nessuno si salva da solo, il film di Sergio Castellitto uscito nel 2015, quando capisce – pur essendo anoressica – di avere bisogno di quei bignè, cioè degli altri, in particolare di Riccardo Scamarcio. Vabbè, a partire da quei bignè le cose fra loro non andranno poi a finire così bene.

Ma quella è un’altra storia: quella che scriverete voi, durante questo Natale, sarà a lieto fine. Promesso?

 

Una scena di Nessuno si salva da solo di Jasmine Trinca

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