Chiudete gli occhi per un istante e pensate al Carnevale: l’aria ancora fredda di Febbraio, le risate dei bambini mascherati che corrono per le piazze, una pioggia di coriandoli colorati che danza nell’aria e il profumo dolce delle “chiacchiere” appena fritte.
È una festa che celebra il sovvertimento delle regole, e la trasformazione. E che per i bambini rappresenta una vera gioia.

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Festa ad alto impatto
Eppure, quando le luci si spengono e le maschere vengono tolte, cosa rimane? Spesso, un paesaggio desolante: strade trasformate in discariche a cielo aperto, costumi sintetici usati una sola volta e destinati a diventare rifiuti, tonnellate di plastica che soffocano i nostri parchi e le nostre città. Quest’anno vorremmo lanciarvi un invito ad una rivoluzione creativa che si riassume in questo motto: “No alla plastica, sì alla fantasia!”.

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Il costo occulto del divertimento
Potrebbe suonare come un modo per smorzare il divertimento? Al contrario: se guardiamo oltre la patina scintillante di un costume in poliestere o di un sacchetto di coriandoli plastificati, scopriamo un costo altissimo per il nostro pianeta e noi, da eco-ottimisti quali siamo, crediamo che si possa festeggiare in modo più autentico e, soprattutto, più intelligente.
Partiamo dal simbolo stesso del Carnevale: la maschera. Negli ultimi anni, la logica del fast fashion ha contagiato anche questa tradizione. Costumi a basso costo, realizzati in materiali sintetici come il poliestere, vengono acquistati per essere indossati poche ore e poi gettati via. Questi abiti non sono solo rifiuti difficili da smaltire: la loro produzione è energivora e, ad ogni lavaggio, rilasciano microplastiche che finiscono dritte nei nostri mari. È davvero questo il valore che vogliamo dare alla trasformazione e al gioco?

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Pioggia di plastica
Che dire poi di quella pioggia colorata che ogni anno inonda le feste in maschera? I coriandoli di plastica sono, a tutti gli effetti, microplastiche fin dall’origine. Una volta lanciati, è impossibile recuperarli completamente perché si insinuano nel terreno, finiscono nei tombini, raggiungono fiumi e mari, entrando nella catena alimentare.
A fronte di pochi attimi di allegria causano un inquinamento permanente. Lo stesso vale per le bombolette spray di stelle filanti chimiche: i loro residui appiccicosi e non biodegradabili, uniti ai propellenti contenuti nelle lattine, sono un cocktail tutt’altro che festoso per l’ambiente.
Risveglio amaro
Infine, c’è il “day after”, piatto forte del menù post-festeggiamenti: un’enorme quantità di rifiuti indifferenziati composti da maschere rotte, parrucche sintetiche, accessori di plastica, piatti e bicchieri monouso delle feste. Un esercito di oggetti, pensati per non durare, che va in direzione opposta a qualsiasi principio di economia circolare e rispetto per il decoro urbano. Generare un tale volume di spazzatura per una festa è un controsenso che non possiamo più ignorare.
CINQUE MOSSE PER UN CARNEVALE DIVERSO
Ecco perché il nostro motto “No alla plastica usa e getta, sì alla fantasia” rappresenta un cambio di paradigma. Sostituiamo l’acquisto compulsivo e lo spreco con qualcosa di molto più prezioso: il tempo, la creatività e la manualità.

Come? Ve lo spieghiamo qui sotto…

Immaginate di aprire vecchi bauli, di riscoprire abiti della nonna, di trasformare scatole di cartone in armature da cavalieri e vecchie lenzuola in gentili fantasmi. Ma anche di recuperare vestiti e travestimenti da amici che fanno teatro o da qualche travestimento messo via dei vostri familiari.
Trascorrere un pomeriggio a creare maschere con i vostri bambini usando carta da riuso, foglie, ritagli di stoffa e colori a base d’acqua può riempire le lunghe ore di freddi e piovosi pomeriggi invernali. Realizzare un costume con le proprie mani è un modo per insegnare ai più piccoli il valore delle cose e la magia del “saper fare”.
Organizzare uno swap party (festa dello scambio) di costumi con gli amici, invece di comprarne di nuovi, è un gesto che costruisce legami e promuove un consumo consapevole. È l’intelligenza delle mani contro la pigrizia dell’usa e getta.
E per i coriandoli? La natura ci offre alternative meravigliose e a costo zero. Basta una fustellatrice (lo strumento che serve a fare i buchi nei fogli di carta) e un po’ di pazienza per ottenere coriandoli completamente biodegradabili da foglie secche cadute dagli alberi o usare direttamente piccoli petali di fiori secchi, semi di lavanda o riso colorato con coloranti alimentari.
Per le decorazioni, via libera a festoni di carta di giornale, ghirlande di popcorn e maschere di cartapesta. E al posto delle stelle filanti spray, possiamo adoperare lunghi nastri di raso colorati, da riutilizzare anno dopo anno.

Comprendiamo il desiderio di colore, di esuberanza e di allegria: è l’anima del Carnevale. Tuttavia la tecnologia e la natura ci offrono alternative splendide. Al posto delle maschere di plastica, possiamo usare trucchi ecologici e atossici (face painting) per trasformare i nostri volti in opere d’arte.
A questo punto…
E allora, siete pronti a riscoprire la magia di un Carnevale che celebra la creatività e rispetta il nostro pianeta?

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Buon divertimento creativo e sostenibile a tutti!


