Pulizie di settembre, cosa fare dei vecchi libri scolastici? Tre consigli pratici Foto: Magnific
Letizia Palmisano

Pulizie di settembre, cosa fare dei vecchi libri scolastici? Tre consigli pratici

L’anno scolastico sta per ricominciare e si ripete il rito dei nuovi libri di testo, con la conseguenza di aumentare l’accumulo di volumi dimenticati sui nostri scaffali. Vediamo come evitare sprechi e trasformare questa consuetudine in una pratica educativa

Letizia Palmisano 31 Agosto 2026

Settembre. L’aria si rinfresca, le giornate si accorciano e un rito immutabile si ripete: la caccia ai libri di testo. Zaini nuovi, diari immacolati e quella lunga e costosa lista di volumi che accompagnerà i nostri ragazzi per un altro anno scolastico.

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Mentre ci preoccupiamo di reperire i nuovi manuali, però, guardando le nostre librerie stracolme, una domanda sorge spontanea: di quelli vecchi cosa ne facciamo? Quanti di noi conservano pile di testi di matematica, antologie e manuali di storia che non vengono sfogliati da anni? Spesso rimangono lì un po’ per pigrizia, un po’ perché ci ripetiamo “non si sa mai”.

Letizia Palmisano, cosa fare dei vecchi libri scolastici? Una ragazza con una pila di vecchi libri fra le mani

Foto: Magnific

Vediamo invece qual è la risposta più virtuosa

Un tesoro di carta

Un libro scolastico dimenticato su uno scaffale è uno spreco. Non è solo una questione di spazio: per produrre quel volume sono state impiegate risorse preziose come alberi per la carta, acqua per la lavorazione, energia per la stampa e per il trasporto. Lasciarlo inutilizzato significa vanificare tutti questi sforzi. È come tenere un tesoro chiuso in un forziere. Dare una seconda vita a un libro è un passo di un’economia davvero circolare, un gesto attraverso cui è possibile insegnare ai nostri figli un valore che va oltre il voto in pagella: il valore delle cose.

Letizia Palmisano, cosa fare dei vecchi libri scolastici?

Foto: Magnific

 

Prima di riciclare, verifichiamo il riuso

E allora attiviamoci. Chiediamo innanzitutto ai professori se è possibile darli via o se servono ancora nel nuovo anno scolastico. Ottenuto il via libera, il riuso – quando possibile – resta la scelta più virtuosa, perché mantiene l’oggetto nella sua funzione originaria con il minimo dispendio di nuova energia.

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Il primo passo è quindi verificare se quel libro ha ancora un futuro tra i banchi di scuola. Le edizioni scolastiche, si sa, cambiano a ritmo serrato, ma, fortunatamente, non accade ogni anno. Come fare? Sempre chiedendo ai docenti o analizzando gli elenchi dei libri che solitamente rendono noti gli istituti scolastici.

Letizia Palmisano, libri scolastici usati: libri in primo piano con due docenti sullo sfondo nell'aula professori

Foto: Magnific

Se il libro è ancora buono…

Se il libro è ancora impiegato all’interno della scuola, si aprono nuove possibilità. Una premessa è d’obbligo: i libri devono essere in buone condizioni e quindi, al massimo, sottolineati e/o con scritte a matita (non certo con penne indelebili). A quel punto le strade sono due:

 Vendere: è una soluzione che fa bene al portafoglio e all’ambiente. Si possono utilizzare negozi specializzati in libri scolastici usati, gruppi Facebook, chat di classe e piattaforme online di compravendita, recuperando parte della spesa e aiutando altre famiglie a risparmiare.

Donare: se il guadagno non è la nostra priorità, la donazione è un gesto di valore sociale. I libri possono essere offerti a famiglie che ne hanno bisogno, attraverso professori, associazioni di genitori, biblioteche scolastiche o comunali e realtà di volontariato impegnate nel sostegno allo studio. Donare un libro è donare un’opportunità.

Letizia Palmisano, libri scolastici usati: la studentessa mostra i due libri

Foto: Magnific

Se il libro è ormai superato…

Ma se il libro è irrimediabilmente superato, scarabocchiato o danneggiato e nessuno può più utilizzarlo, è arrivato il momento del riciclo. Ma prima di gettarlo nel contenitore della carta, è importante prepararlo correttamente: rimuoviamo eventuali copertine di plastica e, se possibile, anche le parti metalliche come graffette o spirali.

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Solo dopo questo piccolo gesto possiamo avviarlo alla raccolta della carta, permettendo alla sua materia di rinascere sotto forma di nuovi libri, quaderni o scatole di cartone, risparmiando alberi, acqua ed energia.

Una lezione pratica di sostenibilità

Quest’anno, quindi, mentre prepariamo gli zaini per il ritorno a scuola, dedichiamo un po’ di tempo a quelli vecchi: vendendoli, donandoli o avviandoli ad un corretto riciclo.

Letizia Palmisano, libri scolastici usati: la ragazza con un adulto fa segno di ok e prepara lo zanietto per la scuola

Foto: Magnific

Daremo loro il finale che meritano e trasformeremo una semplice pulizia di settembre in una lezione pratica di sostenibilità.

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