Settembre. L’aria si rinfresca, le giornate si accorciano e un rito immutabile si ripete: la caccia ai libri di testo. Zaini nuovi, diari immacolati e quella lunga e costosa lista di volumi che accompagnerà i nostri ragazzi per un altro anno scolastico.
Mentre ci preoccupiamo di reperire i nuovi manuali, però, guardando le nostre librerie stracolme, una domanda sorge spontanea: di quelli vecchi cosa ne facciamo? Quanti di noi conservano pile di testi di matematica, antologie e manuali di storia che non vengono sfogliati da anni? Spesso rimangono lì un po’ per pigrizia, un po’ perché ci ripetiamo “non si sa mai”.
Vediamo invece qual è la risposta più virtuosa…
Un tesoro di carta
Un libro scolastico dimenticato su uno scaffale è uno spreco. Non è solo una questione di spazio: per produrre quel volume sono state impiegate risorse preziose come alberi per la carta, acqua per la lavorazione, energia per la stampa e per il trasporto. Lasciarlo inutilizzato significa vanificare tutti questi sforzi. È come tenere un tesoro chiuso in un forziere. Dare una seconda vita a un libro è un passo di un’economia davvero circolare, un gesto attraverso cui è possibile insegnare ai nostri figli un valore che va oltre il voto in pagella: il valore delle cose.
Prima di riciclare, verifichiamo il riuso
E allora attiviamoci. Chiediamo innanzitutto ai professori se è possibile darli via o se servono ancora nel nuovo anno scolastico. Ottenuto il via libera, il riuso – quando possibile – resta la scelta più virtuosa, perché mantiene l’oggetto nella sua funzione originaria con il minimo dispendio di nuova energia.
Il primo passo è quindi verificare se quel libro ha ancora un futuro tra i banchi di scuola. Le edizioni scolastiche, si sa, cambiano a ritmo serrato, ma, fortunatamente, non accade ogni anno. Come fare? Sempre chiedendo ai docenti o analizzando gli elenchi dei libri che solitamente rendono noti gli istituti scolastici.
Se il libro è ancora buono…
Se il libro è ancora impiegato all’interno della scuola, si aprono nuove possibilità. Una premessa è d’obbligo: i libri devono essere in buone condizioni e quindi, al massimo, sottolineati e/o con scritte a matita (non certo con penne indelebili). A quel punto le strade sono due:
● Vendere: è una soluzione che fa bene al portafoglio e all’ambiente. Si possono utilizzare negozi specializzati in libri scolastici usati, gruppi Facebook, chat di classe e piattaforme online di compravendita, recuperando parte della spesa e aiutando altre famiglie a risparmiare.
● Donare: se il guadagno non è la nostra priorità, la donazione è un gesto di valore sociale. I libri possono essere offerti a famiglie che ne hanno bisogno, attraverso professori, associazioni di genitori, biblioteche scolastiche o comunali e realtà di volontariato impegnate nel sostegno allo studio. Donare un libro è donare un’opportunità.
Se il libro è ormai superato…
Ma se il libro è irrimediabilmente superato, scarabocchiato o danneggiato e nessuno può più utilizzarlo, è arrivato il momento del riciclo. Ma prima di gettarlo nel contenitore della carta, è importante prepararlo correttamente: rimuoviamo eventuali copertine di plastica e, se possibile, anche le parti metalliche come graffette o spirali.
Solo dopo questo piccolo gesto possiamo avviarlo alla raccolta della carta, permettendo alla sua materia di rinascere sotto forma di nuovi libri, quaderni o scatole di cartone, risparmiando alberi, acqua ed energia.
Una lezione pratica di sostenibilità
Quest’anno, quindi, mentre prepariamo gli zaini per il ritorno a scuola, dedichiamo un po’ di tempo a quelli vecchi: vendendoli, donandoli o avviandoli ad un corretto riciclo.
Daremo loro il finale che meritano e trasformeremo una semplice pulizia di settembre in una lezione pratica di sostenibilità.




