Miriam Capuzzo Foto: Miriam Capuzzo
Outdoor education

A scuola con le api. Un’esperienza per educare alla complessità

Un’insegnante della scuola per l’infanzia a Torino, Miriam Capuzzo, ci racconta come ha organizzato la propria attività educativa intorno al mondo dei preziosi impollinatori. Fra letture, attività sul campo, drammatizzazioni… Una ricerca educativa aperta che guarda anche verso l’inclusione

Francesca Santoro 7 Febbraio 2024

A scuola con le api? È possibile, divertente e anche istruttivo. Lo dimostra l’esperienza di Miriam Capuzzo, che lavora nella scuola dell’infanzia da 32 anni, oggi presso l’Istituto comprensivo Matteotti Pellico di Torino. Queste impollinatrici, così preziose e anche un po’ magiche, ai bambini fra i tre e i cinque anni aprono tanti percorsi: linguistico, scientifico, artistico, logico matematico e ovviamente, con un approccio trasversale, quello relativo all’educazione ambientale.

 

L'insegnante di scuola per l'infanzia Miriam Capuzzo

L’insegnante di scuola per l’infanzia Miriam Capuzzo

«I bambini si divertono, apprendono senza accorgersene, si emozionano per qualcosa che speriamo diventi per loro importante: il mondo naturale».

Metamorfosi urbana

Tutto comincia inizia nel 2007, quando il papà di un’allieva di Miriam si presta a realizzare uno stagno nella scuola. È Davide Lobue, fondatore dell’associazione “Parco del Nobile”. L’associazione sviluppa percorsi di educazione all’ambiente e alla sostenibilità nell’ambito delle aree naturalistiche cittadine. «Torino è una città molto verde – ci spiega Miriam – In un contesto urbano che si è vissuto storicamente come industriale, l’aspetto naturale a partire dagli anni fra il 2006 e il 2010 è stato sempre più valorizzato».

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Un ruolo significativo in questa sensibilizzazione l’hanno avuta i Giochi olimpici invernali del 2006, che hanno “switchato” la città dal punto di vista non solo turistico ma anche del rapporto con l’ambiente. «Tutte le aree verdi sono state rivalutate. Mobilità sostenibile, riciclo, orti, educazione ambientale sono diventati temi al centro dei progetti delle circoscrizioni e delle scuole». E allora, perché non creare un incontro tra bambini e api? Le propone Davide Lobue, che è naturalista e apicoltore. La maestra scende a patti con la propria apifobia e accetta la proposta. Da allora non ha mai smesso di costruire questo percorso.

 

Foto: Miriam Capuzzo

Dalle storie all’esperienza

Il progetto parte dalla lettura ad alta voce di albi illustrati, che avvicinano bambine e bambini alle api in modo efficace e accattivante. Sono una decina gli albi raccolti nel corso degli anni. Poi, con l’ausilio del microscopio e di tante immagini disponibili online, si passa a uno sguardo più scientifico: come è fatta un’ape, le differenza tra ape regina, fuco e ape operaia, le case delle api, i nemici delle api, le api in natura e le api accanto all’uomo.

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Ed è sull’ape che vive con l’uomo che inizia la parte esperienziale. «I bambini scoprono il telaio, l’abbigliamento dell’apicoltore, il melario. Entriamo proprio in una terminologia specifica, attraverso questo contatto concreto. In più, grazie a un conoscente apicoltore, ho potuto per un paio d’anni tenere un’arnia, non un’arnia didattica ma un’arnia vera, vissuta, che è stata smontata e “ri-vissuta” da bambine e bambini attraverso tutti e i cinque sensi».

 

L’arnia smontata e manipolata è stata infine decorata da bambine e bambini che, una volta restituita al legittimo proprietario, hanno potuto vederla piena di api. Con grande emozione.

Gioco, espressività, competenze

«È importante dare spazio alla parte emozionale di bambine e bambine, oltre che alle esperienze. Lo facciamo anche attraverso delle attività. La più divertente è una drammatizzazione, scritta da Valentina Scaltriti, artista ed ex educatrice del Parco del Nobile», aggiunge Miriam. “L’ape Bisa e l’ape Bosa e il mondo delle api” racconta di un’ape regina, Bisa, che ha finito il proprio ciclo vitale e di Bosa che deve prendere il suo posto ma non ha voglia di assumere il ruolo di regina. Anche i bambini ne sono protagonisti: diventano api, danzano quando è ora di indicare dove andare a bottinare, realizzano e indossano gli elementi di scena (ad esempio le corone, strisce colorate che indicano età differenti dell’ape regina), imparano il ciclo di vita delle api: «Poi, con le nuove informazioni acquisite, lenti alla mano bambini e bambine tornano alle arnie. E le conoscenze diventano competenze».

 

Attività educativa sul tema delle api

L’attività teatrale creata da Valentina Scaltriti e Miriam Capuzzo

Obiettivo inclusione

«Ogni attività del progetto è inclusiva – sottolinea Miriam – Spettro dell’autismo, ritardi cognitivi, tetraparesi spastica e sindrome di down sono alcune delle certificazioni di bambini con cui ho lavorato parlando di api. C’è sempre un canale comunicativo che può essere utilizzato, sapori, sensazioni tattili o suoni, che permette al bambino di essere coinvolto. Tengo molto a questo e con me le persone con cui lavoro». Valentina, l’ape Bisa, dai suoi percorsi di studio artistici è diventata docente di sostegno specializzata in Applied Behaviour Analysis (Analisi Applicata del comportamento, ndr), che si applica nei casi di autismo: «Ogni bambino può e deve essere raggiunto» sottolinea l’insegnante.

 

Una didattica sulle ali delle api

Nella gita annuale dedicata al progetto bambine e bambine incontrano gli apicoltori e scoprono i mieli e i pollini, i cui differenti colori e forme (ingranditi al microscopio ottico) sono uno spunto affascinante per laboratori artistici, che vanno dal disegno alla realizzazione di elementi col pongo, utili anche per creare video stop-motion. La maestra Miriam usa le api anche per introdurre la logica computazionale.

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Gli strumenti didattici sono le beebot e le blubot, dei robottini con cui i bambini compiono sequenze di azioni mirando a un obiettivo e imparando a risolvere “problemi” attraverso piccole operazioni. Così le api diventano unità di apprendimento per raggiungere tutti gli obiettivi didattici. Non ultimo quello dell’educazione civica. «Il nostro viaggio ci porta a parlare degli impollinatori, della biodiversità, del rispetto della natura», conclude Miriam.

 

Attività educativa sulle api

Temi grandi, grandissimi, per piccole cittadine e cittadini. Semi pronti a germogliare.

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