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Nudge

Quando l’evento è green. Regole e buone pratiche per la sostenibilità

Organizzare appuntamenti pubblici, grandi o piccoli che siano, all’insegna della sostenibilità è possibile. Come indicano disciplinari e certificazioni internazionali che guardano in questa direzione. Il contributo del “nudge” nella progettazione di comportamenti utili a contenere l’impatto

Irene Ivoi 20 Dicembre 2023

Nel 2009 l’Unep, il programma ambientale delle Nazioni Unite, definiva sostenibile un evento pubblico ideato, pianificato e realizzato in modo da minimizzare l’impatto negativo sull’ambiente e lasciare un’eredità positiva alla comunità che lo ospita. Questa definizione ci dice che la sostenibilità degli eventi, dai grandi show che richiamano decine di migliaia di persone ai mercatini di Natale che si organizzano in molte città durante queste settimane, chiede di essere declinata immaginando scelte rispettose di criteri ambientali ma anche economici e sociali.

Attenti perciò alle comunità delle persone che  lavorano al loro interno e alla capacità di generare valore per il territorio.

 

Un mercatino di Natale

Foto: Getty Images

Fra impresa e pubblica amministrazione

Oggi questa necessità è diventata sempre più vera per diversi motivi visto che:

  • Fra le imprese cresce la volontà di presentarsi coerentemente con le proprie politiche green, spesso irrinunciabili, e i propri bilanci di sostenibilità. Questi ultimi hanno anche bisogno di essere allineati e nutriti di nuove azioni misurabili
  • Per le pubbliche amministrazioni esistono obblighi vigenti da dicembre 2022 in virtù dei Criteri ambientali minimi (Cam) per l’organizzazione e la realizzazione di eventi negli appalti pubblici approvati con il Dm del 19 ottobre 2022 n. 459.

 

Spiega con chiarezza quali siano le opportunità in quest’ambito Silvano Falocco, economista e direttore della Fondazione Ecosistemi che organizza anche il Forum CompraVerde:

 

Silvano Falocco, quando l'evento è green

«Lo scopo dei Cam è migliorare l’impronta ecologica degli eventi culturali di ogni genere attraverso l’applicazione di criteri sociali e ambientali nei capitolati degli appalti per eventi finanziati, promossi o organizzati direttamente dalla pubblica autorità».

Standard di gestione

Ma in realtà, ancor prima di quest’obbligo, esiste dal 2012 uno standard Uni Iso 20121 che specifica i requisiti di gestione per organizzare in maniera sostenibile gli eventi. Acquisire questa certificazione garantisce, a livello internazionale, che un evento, una location o un soggetto coinvolto nell’evento operi in maniera sostenibile. Promotori, organizzatori, strutture come fiere, palacongressi, aree concerti, teatri e singoli eventi possono ottenere questa certificazione dimostrando di aver implementato un sistema di gestione coerente con i criteri dello standard.

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 Disciplinari in campo

Ecco quindi che motivazioni dettate da obblighi e altre dettate da orientamenti volontari pongono la sostenibilità degli eventi come un ambito da esplorare e da progettare. Crescono infatti i disciplinari che propongono sui singoli territori soluzioni e accorgimenti da prendere in considerazione. E anche il Pnrr fa esplicito riferimento alla necessità che gli eventi culturali rispettino criteri ambientali e sociali che ne garantiscano la sostenibilità.

 

Foto: Canva

Oltre il marketing green

Oggi molti festival ed eventi si dichiarano sostenibili ma parecchi purtroppo si limitano a rispettare le normali regole di buon senso, come fare la raccolta differenziata e poco più. Questo è uno dei rischi del marketing green che nell’immaginario diffuso tende a farci digerire narrazioni discutibili. E allora, al netto di ciò, proviamo a chiederci come tentare anche in questo campo l’uso del “nudge”, vale a dire l’applicazione di piccoli stimoli per ottenere specifici comportamenti nella migliore direzione.

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Architettura informativa

Uno degli impatti più rilevanti, e riconosciuti come tali, quando si organizza un evento è dato dagli spostamenti di merci e persone che nello specifico devono raggiungere la meta. Coloro che si pongono l’obiettivo di ridurre questo impatto, di solito indicano un elenco di mezzi pubblici con cui arrivare al luogo dell’evento.

Tutto questo è fondamentale. Ma è sufficiente?

Adottare i mezzi pubblici e abbandonare il mezzo privato, a cui noi italiani siamo particolarmente affezionati, richiede qualche dettaglio in più. Serve cioè un’architettura informativa che guidi la scelta e spostare la decisione sul mezzo da adoperare. La mera informazione su orari e disponibilità di treni o bus non può bastare.

 

Giovani a bordo di un autobus

Effetto gregge

Applicare il nudge a questo scopo significa offrire una comunicazione integrata intorno ad un palinsesto di appuntamenti che tenga conto, negli orari di inizio e di fine, degli orari dei mezzi pubblici elencati. Diversamente, agire solo sul bias della disponibilità, vale a dire sulla polarizzazione informativa centrata intorno alle informazioni relative ai mezzi disponibili, senza allineare gli appuntamenti, rischia di non spostare i comportamenti delle persone. Questa comunicazione integrata potrebbe esser ancor più efficace se accompagnata da informazioni che attestano l’impiego del mezzo pubblico da parte di tanti. Questo attiva infatti l’effetto gregge, detto anche norma sociale, che aiuta a praticare determinate scelte se messe in atto anche da altri.

 

Platea di un concerto all'aperto, nudge e sostenibilità

Foto: Canva

Esempi di massa

Se poi il numero di persone che assumono un determinato comportamento cresce, comunicare questo dato può generare riscontri ancora migliori. È dimostrato come dire che il 15% delle persone assume un certo comportamento normalizzi il fatto che l’85 per cento non la faccia. Ma, a parità di condizioni empiriche, se la percentuale del 15 è in aumento e questo viene comunicato, l’efficacia di quel messaggio migliora e sposta decisioni. L’auspicio quindi, per chi organizza eventi e intende sostenere l’uso dei mezzi pubblici, è che si progetti la mobilità dei partecipanti.

Anche con il nudge, costruendo un processo di comunicazione che tenga conto di questi spunti, senza dimenticare di misurarne poi le evidenze.

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