Emmanuel Anike, Senior Product Developer e Daniel Keller, Low Carbon and Environmental Analyst Foto: Uclan
Economia circolare

Dalle conchiglie un cemento anti-inondazioni

L’università inglese del Lancashire ha sviluppato un progetto per creare del calcestruzzo permeabile utilizzando i gusci di capesante e buccine che altrimenti finirebbero in discarica. Con il duplice vantaggio di evitare lo smaltimento in discarica e produrre un materiale che favorisce l’adattamento alle piogge estreme

Valentina Gentile 17 Maggio 2024

Dal mare, o meglio da ciò che proviene dal mare, arriva anche un cemento ecosostenibile che aiuterebbe a prevenire le inondazioni. Si ottiene da gusci frantumati che normalmente finirebbero in discarica ed è un progetto pionieristico sviluppato dal team dell’Università del Lancashire Centrale (UCLan), nell’ambito del progetto triennale Circle, un programma europeo di sviluppo regionale finanziato da Interreg. L’ateneo inglese ha collaborato con Builders for Society École D’ingénieurs di Caen, in Francia, per creare il calcestruzzo permeabile utilizzabile in diversi contesti urbani come marciapiedi e piste ciclabili.

In quella di Velo 3, nella regione della Somme, ad esempio è stata già utilizzata.

 

Dalle conchiglie un cemento anti-inondazioni

Foto: Uclan

L’esperimento al People’s Pantry di Blackpool

Il calcestruzzo prodotto finora è ottenuto da conchiglie di capesante e buccini provenienti da Fleetwood, città costiera del Lancashire. I gusci, di solito scartati dai pescivendoli, sono utilizzati e lavorati, ad oggi, per essere mischiati al cemento già esistente. Che diventa così un cemento speciale, perché grazie alla presenza dei gusci l’acqua scorre e permea i gusci, disperdendosi direttamente nel terreno. Per questo, in futuro, potrebbe essere utilizzato anche in parcheggi e giardini per ammortizzare le inondazioni.

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Al momento è in fase di test a Blackpool, presso il giardino e l’orto comunitario di People’s Pantry, creato dalla comunità di artisti locali Leftcoast: un luogo è l’ideale per la sperimentazione visto che è soggetto a inondazioni.

 

 

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Come si produce

Ma come si produce questo materiale? «I gusci vengono lavati, frantumati e setacciati fino a quando raggiungono la giusta dimensione per entrare nel cemento già presente in loco» ha spiegato alla Bbc il professor Karl Williams, che guida il progetto al quale partecipano  Emmanuel Anike (Senior product developer) e Daniel Keller (Low carbon and environmental analyst, entrambi nella foto in alto). Incorporando le conchiglie di scarto nella miscela si ottiene una sostanza che agisce come una spugna, rilasciando lentamente l’acqua e migliorandone la qualità. L’acqua piovana scivola senza sforzo attraverso la superficie, infiltrandosi nei corpi idrici sotterranei. Aggiunge il professor Williams:

 

Karl Williams, dalle conchiglie un cemento anti-inondazioni,

Foto: Uclan

«Quando piove, l’acqua permea i gusci, per poi disperdersi nel terreno. In questo modo si fermano le inondazioni».

Meno rifiuti nelle discariche

Le capesante e le buccine vengono spesso rimosse dal guscio dai pescivendoli prima di essere vendute. Di solito, i gusci vengono frantumati e inviati in discarica. Quello che il team della UCLan spera è di poter dare loro una seconda vita, evitando la produzione di nuovi rifiuti nelle discariche. Le aziende ittiche, sperano i ricercatori, potrebbero considerare questo strumento come un modo per prevenire le inondazioni e per evitare che milioni di tonnellate di conchiglie scartate finiscano in discarica.

Nel frattempo, al People’s Pantry di Blackpool, c’è entusiasmo per la “nuova” pavimentazione.

 

Il cemento drenante ottenuto da calcestruzzo e conchiglie

Foto: Uclan

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