La Terra mi tiene Foto: La Terra mi tiene
Cinema

“La Terra mi tiene”, sugli schermi un omaggio alle radici ritrovate dell’agricoltura

Al festival Cinemambiente di Torino una pellicola di Sara Maniera e Arianna Pagani che racconta il ritorno ai campi di un giovane che cerca, insieme ad una maniera più sana di produrre cibo, la propria identità. Nel cuore del Cilento, terra di confine e di antiche migrazioni

Valentina Gentile 6 Luglio 2023

Quante storie ci sono nel pane, proprio quello che mangiamo tutti i giorni? Storie di terra, a partire dal chicco di grano, dalla semina alla mietitura, storie di stagioni che si alternano e s’inseguono, storie di insetti e altri animali fantastici, storie di chi lavora i campi. È la terra che tiene insieme le storie, tutte. Anche quelle di Ivan e Teresa, che si intrecciano come il ciclo delle stagioni, come la vita di un chicco di grano in La Terra mi tiene: film documentario presentato nella sezione Made in Italy dell’ultima edizione del festival Cinemambiente di Torino, poche settimane fa.

 

Guarda il trailer di La Terra mi tiene

 

Contadino per scelta

Ispirato, nel titolo, ad una poesia del politico e scrittore Rocco Scotellaro («Sradicarmi? La terra mi tiene / e la tempesta se viene / mi trova pronto»), il film racconta di Ivan Di Palma, un laureato in filosofia che è tornato per scelta ad Atena Lucana, nel Cilento, dov’è nato e dove ha fondato una cooperativa sociale, per dedicarsi alla semina dei grani del futuro. La sua storia di contadino per scelta si intreccia, come una spiga di grano, con quella di Teresa Vallone, contadina anche lei che da giovane aveva abbandonato la stessa terra per emigrare in Germania.

 

Foto: La terra mi tiene

Generazioni a confronto

Due generazioni, due epoche storiche diverse che s’incontrano nello stesso luogo, in una terra di confine e di antiche migrazioni, lungo il viaggio immaginato dalle registe Sara Maniera e Arianna Pagani nel cuore del Cilento. La scelta di Ivan è opposta e complementare a quella di Teresa e va di pari passo con una tendenza che negli ultimi vent’anni ha visto molti giovani meridionali tornare nelle terre da cui un tempo si emigrava verso il miraggio industriale. Il senso è racchiuso nelle parole di Ivan:

«Poter coltivare il proprio grano, senza chimica, è una forma di emancipazione potente, per lasciare qualcosa agli altri».

 

Foto: La terra mi tiene

Una speranza per tutti

Vita, morte, rinascita: La terra mi tiene racconta il nostro equilibrio fragile con la natura in una maniera delicata ma efficace, attraverso le parole di Ivan e Teresa che si alternano come le immagini  delle campagne cilentane e dei loro volti, delle macchie agricole e delle forme di pane nel suo farsi. Progettato durante la pandemia, partendo dall’idea di “tornare a mangiare il nostro pane”, il documentario rappresenta un omaggio alla Terra, alle radici abbandonate e ritrovate, che non indulge in bucolismi scontati e tantomeno in facili scorciatoie verso verso il rifugio sicuro in un microcosmo famigliare. Anzi, La terra mi tiene  è l’esatto opposto.

È una speranza per tutti, perché la cura e il rispetto della Terra sono un dono universale.

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