È il più antico esempio di pizza in versione street food ed è profondamente radicata nella tradizione culinaria partenopea. È la pizza a portafoglio, che ha dimensioni più ridotte rispetto a quella al piatto e prende il nome dal fatto che viene ripiegata su stessa proprio come un portafoglio proprio affinché sia più facile mangiarla mentre si cammina. Nel romanzo “Il ventre di Napoli” la scrittrice e giornalista partenopea Matilde Serao ne esplora l’origine e ne trova riscontro nel lontano 1738 per mano dei pizzaioli dell’Antica Pizzeria Port’Alba, una delle prime pizzerie di Napoli, tutt’ora in attività anche se negli anni struttura e gestione sono cambiate.
Prelibatezza a buon mercato
La pizza a portafoglio nasce ovviamente come cibo povero, anzi poverissimo: se la pizza è piatto popolare per eccellenza, quella a portafoglio lo era ancora di più, perché si mangia camminando, andando a lavoro e soprattutto a un prezzo ancora più contenuto. Negli ultimi decenni però ha avuto la sua rivalsa a livello mondiale: nel 1994 ha goduto di altissima rilevanza mediatica, quando Bill Clinton durante il G7 di Napoli, venne fotografato in mezzo alla folla di un’antica pizzeria mentre gustava proprio questa prelibatezza pop.