EMILIA-ROMAGNA | Sua maestà la piadina, in tutte le sue varianti Foto: Getty Images
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EMILIA-ROMAGNA | Sua maestà la piadina, in tutte le sue varianti

Le origini risalgono addirittura all’epoca etrusca, a lungo è stato un sostituto del pane. Oggi, da quella forlivese alla riminese, rappresenta un cibo iconico della riviera

Valentina Gentile 13 Settembre 2024

Il primo documento storico conosciuto che parla della “Piada” risale al 1371. Si trova all’interno della descrizione della Romagna compilata dal Cardinale Angelico, nella quale fra i tributi che la città di Modigliana doveva pagare alla Camera Apostolica figuravano, appunto, due “piade”. Ma la piada romagnola risale almeno all’epoca degli Etruschi: ci sono infatti tracce e testimonianze dell’utilizzo di un sostituto del pane fatto con farina grezza e cereali e dalla forma circolare. Il cibo più iconico dell’Emilia Romagna, e probabilmente dell’Italia centrale, nasce così: da farina, ferro e fuoco.

Da sostituto del pane a cibo iconico

Per secoli è stata, per i romagnoli, il sostituto del pane a cui si ricorreva tra un’infornata e l’altra.  È nel secondo dopoguerra che la Piadina Romagnola inizia a diventare celebre diffondendosi dappertutto, come portata a tutti gli effetti. Secondo la tradizione ce ne sono di due tipi:

  • la piadina del Forlivese, del Cesenate e del Ravennate, più spessa.
  • la piadina riminese, più sottile.

Ma oggi la varietà di grani e di ingredienti con cui la si può trovare è infinita: dai grani antichi al farro alle farine di legumi. Stessa cosa per il ripieno, dai classici formaggi e salumi, a ripieni vegetariani o vegani.

Insomma, ce n’è per tutti i palati!

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