Giuggiole, un brodo di bontà e benefici Foto: Getty Images
Biodiversità

Giuggiole, un brodo di bontà e benefici

All’inizio era considerata una pianta ornamentale, grazie alla sua resistenza anche su terreni aridi e sassosi. Ma per coglierne il frutto occorre superare una barriera di spine. E il famoso brodo? Esiste eccome…

Valentina Gentile 8 Novembre 2024

Sin da come viene utilizzato il suo nome, sembra avere un destino comune con le sorbole: anche delle giuggiole si conosce, infatti, l’espressione comune che le cita, ossia il celebre, fantomatico “brodo di giuggiole”. E come le sorbole sono sconosciute ai più. Pianta dalla storia gloriosa, il giuggiolo (Ziziphus Jujuba) fu introdotto dai Romani nel Mediterraneo dall’Asia Centrale, ma a quanto pare la terra d’origine è l’Africa.

Stagione d’oro

La sua stagione d’oro coincide con l’epoca degli scambi commerciali tra Venezia e l’Oriente, all’inizio come pianta ornamentale, anche perché resistente e adatta a climi miti e terreni difficili, anche aridi e sassosi. Non ha bisogno di molta acqua, ma la sua raccolta non è semplice, a causa delle tante spine. I suoi frutti, piccoli e quando maturi di color rosso-marrone, hanno un sapore acidulo che diviene più dolce con la maturazione.

Utile contro l’insonnia

Secondo la medicina cinese placherebbero l’ansia e l’insonnia, di sicuro possono aiutare la digestione e l’equilibrio intestinale, hanno proprietà antiossidanti e grazie al calcio favoriscono la salute delle ossa e dei denti. Il celebre brodo di giuggiole non è mitologico, ma esiste davvero: si tratta di un liquore prodotto ad Arquà Petrarca, in provincia di Padova, dal colore ambrato, profumo intenso e dolcezza decisa, ottimo come dopocena, liscio o con ghiaccio.

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