Una ragazza con un barattolo di miele Foto: Canva
Alimentazione

La salute vien dal miele

Favorisce l’idratazione della pelle, rende più luminosi i capelli. Aiuta a lenire le ferite, a ritrovare l’energia e a migliorare la circolazione sanguigna. Così il nettare degli dei può favorire il nostro benessere. Non solo mangiandolo

Valentina Gentile 21 Giugno 2023

Nell’antico Egitto era un lusso, destinato a faraoni e dignitari di corte, i Sumeri lo impiegavano in cosmesi, come Babilonesi e Assiri, che ne avevano intuito le proprietà benefiche e curative per pelle, occhi, genitali e apparato digerente. Il miele è da sempre il cibo degli dei, e si racconta che il neonato Zeus, in fasce, sia stato nutrito dalle ninfe proprio con latte di capra e la mitica sostanza viscosa. Ritenuto afrodisiaco in India, simbolo di guarigione spirituale nel Corano, il miele è noto in tutto il mondo per le sue virtù sin dalla preistoria, più o meno dal primo “incontro” dell’uomo con le api, comparse sulla Terra tra i 50 e i 25 milioni di anni fa.

Antibatterico, antibiotico, disintossicante, lenitivo, nutriente: gli usi e i benefici della sostanza ambrata sono tanti quante le sue mille sfumature e varietà.

 

Barattoli di miele

Foto: Canva

Antibatterico e antibiotico

Molti mieli contengono perossido d’idrogeno, cioè acqua ossigenata, per curare le ferite. Ecco perché è il classico rimedio della nonna contro mal di gola, tosse, naso chiuso. Se pastorizzato e sottoposto ad alte temperature perde alcune sostanza benefiche. Perciò come “battericida” è quello grezzo, non trattato. Miele di timo e d’eucalipto sono ideali per faringiti, stati influenzali, gole infiammate. Il miele di Manuka, estratto da un arbusto neozelandese e divenuto di gran moda negli ultimi anni, è un superfood con proprietà antinfiammatorie, antibatteriche, antisettiche, antivirali, antiossidanti e cicatrizzanti.

 

Camomilla e miele

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Energia e resistenza fisica

Lo sanno bene gli sportivi, che infatti lo preferiscono allo zucchero. Il nettare degli dei è fonte d’energia, ottimo per il tono muscolare e dà la carica a tutto l’organismo con zuccheri semplici, come fruttosio e glucosio, da cui è composto.

Minerali, ferro, vitamine del gruppo B sono presenti in maniera variabile a seconda della qualità e della tipologia.

Ma enzimi, vitamine, oligominerali, sostanze antibiotico-simili ne fanno un alimento rivitalizzante, ideale negli stati di convalescenza. Il miele di melata è ricco di nutrienti, sali minerali e amminoacidi, inoltre come il più comune miele d’acacia è un ottimo energizzante oltre che dolcificante. Il miele di castagno è un buon ricostituente e rimineralizzante, stimola la circolazione sanguigna e combatte l’anemia.

 

Miele sulle banane

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Via libera dopo i 12 mesi

I pediatri lo sconsigliano prima di un anno d’età, per via della possibile presenza, seppur in quantità infinitesimali, delle spore di botulino. Ma dai 12 mesi in su, via libera al miele, che può essere dato ai bambini pur senza esagerare, dato l’alto apporto calorico, glicemico e il rischio carie. Un cucchiaino o due al giorno sono perfetti al posto dello zucchero bianco, considerando inoltre le proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche l’alimento si può considerare anche un utile alleato del sistema immunitario. Ottimo per la digestione e per favorire il sonno, salvo in caso di allergie, è un alimento base per la crescita dei più piccoli. Proprio come per Winnie the Pooh.

Tutti i tipi di miele sono indicati ai bambini, a seconda dei loro gusti.

Foto: Canva

Contro l’acne e le dermatiti

È davvero oro liquido per pelle, corpo e capelli, grazie alle proprietà emollienti, idratanti, antibatteriche e seboregolatrici, motivo per cui viene usato, puro, diluito in cosmetici o in formule casalinghe varie. Zuccheri, vitamine e sali minerali da cui è composto donano al miele proprietà restitutive, mentre i polifenoli e i flavonoidi un’azione antiossidante. Non vanno dimenticare le proprietà antibatteriche, antimicotiche, antinfiammatorie, utilissime, ad esempio, in caso di acne, irritazioni cutanee, dermatiti, psoriasi.

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La ceretta araba

La leggenda parte da lontano: si dice infatti che anche Cleopatra usasse il miele per depilarsi. È una tradizione antica, diffusa in tutto il mondo arabo: si chiama sokkar o halawa, la cera araba diffusissima in Nord Africa e Medioriente e da vari anni anche in Italia, grazie ai flussi migratori. È una ricetta antica, semplicissima: zucchero, limone e soprattutto lui, il miele, elemento fondamentale per creare la sostanza caramellata che, passata abilmente su gambe, braccia, inguine o viso, è in grado di depilare perfettamente, mantenendo la pelle liscia per almeno tre settimane.

Una soluzione naturale, sana, efficace, molto meno aggressiva della cera tradizionale, ideale soprattutto per chi ha una pelle sensibile o problemi di capillari.

Miele spalmato sulla pelle

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Per una pelle più luminosa

Il miele ha qualità igroscopiche: assorbe e trattiene l’acqua, evitandone l’evaporazione. Perciò è in grado di garantire il giusto apporto di idratazione alla pelle e agli annessi cutanei, riducendo l’aridità e la secchezza e donando un aspetto più sano e luminoso. Le sue sostanze anti ossidanti ne fanno l’alleato perfetto per combattere l’invecchiamento cutaneo. Adatto a chi ha la pelle secca, è utile anche a chi ha acne o pelle impura, grazie alla sua azione antinfiammatoria e antibatterica. Ottimo come ingrediente base di creme e maschere per il viso, anche fai da te.

 

Miele sulla mano

Foto: Canva

Chiome fluenti

L’oro liquido è ideale anche per le nostre chiome, un vero toccasana per chi ha capelli secchi e sfibrati, o per chi li ha ricci e ribelli. Nutriente, idratante, emolliente, lenitivo, antibatterico, mantiene cuoio capelluto e fusto più sani, idratati e lucidi. Aiuta a eliminare le cellule morte che possono ostruire i follicoli piliferi, è un ottimo rimedio per contrastare la dermatite seborroica, previene la comparsa della forfora e allevia il prurito.

Come per i prodotti per il viso, può essere presente in shampoo, balsami e prodotti per lo stilino, oppure usato per impacchi, anche come coadiuvante per erbe tintorie e curative come l’henné.

 

Foto: Canva

 

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