È povera di zuccheri e di calorie ma ricca di vitamine, sali minerali e soprattutto fibre, dunque adatta ai regimi dietetici e negli anni di guerra, è stata, proprio per le sue proprietà, un importante sostentamento per le popolazioni montane. La pera volpina prende il suo nome dalle volpi, che ne andavano matte e il cui colore del pelo, secondo alcuni, è echeggiato nella buccia.
Tra Forlì e Cesena
È tipica dell’Emilia Romagna, in particolare della provincia di Forlì e Cesena e della zona orientale. Come gli altri frutti dimenticati, ha risentito della produzione industriale che l’ha ingiustamente accantonata. Eppure questo tipo di pero molto rustico, caratteristico dell’Appennino, per lungo tempo era presenza assidua nelle cascine e nelle abitazioni rurali, e oggi nella zona del ravennate e nella valle del Lamone, una sagra dedicata ne celebra le doti, cercando di farla tornare in auge.
Con sale e lo zucchero
Secondo la tradizione romagnola la pera volpina è ottima cotta in acqua oppure nel vino, soprattutto se Sangiovese, a cui si possono aggiungere altri ingredienti del territorio come le castagne, l’alloro, varie spezie come cannella e chiodi di garofano, lo zucchero e anche un pizzico di sale. In questo modo risulta più morbida, dolce e aromatica rispetto a quando si mangia cruda, e a quanto pare, non perde le sue molte proprietà benefiche.
Soprattutto come rimedio “antico” contro stitichezza e acidità, salute della pelle e effetto detox.