Ode al corbezzolo, il frutto amato da Pascoli Foto: Parchi Lazio
Biodiversità

Ode al corbezzolo, il frutto amato da Pascoli

Fiorisce a novembre e anticamente era simbolo di prosperità e buona fortuna. Scopriamo questo frutto dal sapore inconfondibile, dolce e amarognolo, ricco di vitamine. Al quale il celebre poeta romagnolo dedicò una poesia

Valentina Gentile 8 Novembre 2024

Diffusa in molte culture mediterranee, legata in antichità a simbologie di prosperità e di buona fortuna, la pianta del corbezzolo (Arbutus unedo) è oggi sottovalutata, eppure di grande valore botanico e curativo. La massima fioritura si ha in novembre, quando sbocciano i suoi fiori, piccoli, bianchi e a forma di campana, mentre le foglie sono lucide e lanceolate.

Dolce e amaro

Il frutto del corbezzolo ha un sapore molto particolare, sia dolce che amarognolo al palato, ed è ricco di vitamina C, di vitamina A, antiossidanti e pieno di fibre. Va mangiato con moderazione, perché se ingerito in quantità eccessive può portare alla costipazione e addirittura ad effetti allucinogeni simili a quelli delle ubriacature da alcol.

Pianta d’Italia

Il suo arbusto è esteticamente molto bello e forse in tempi pre e post unitari veniva chiamato “pianta d’Italia”, o “garibaldina”, perché in autunno mostra i tre colori del tricolore italiano.

Il poeta Giovanni Pascoli gli ha dedicato un’ode.

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