Diffusa in molte culture mediterranee, legata in antichità a simbologie di prosperità e di buona fortuna, la pianta del corbezzolo (Arbutus unedo) è oggi sottovalutata, eppure di grande valore botanico e curativo. La massima fioritura si ha in novembre, quando sbocciano i suoi fiori, piccoli, bianchi e a forma di campana, mentre le foglie sono lucide e lanceolate.
Dolce e amaro
Il frutto del corbezzolo ha un sapore molto particolare, sia dolce che amarognolo al palato, ed è ricco di vitamina C, di vitamina A, antiossidanti e pieno di fibre. Va mangiato con moderazione, perché se ingerito in quantità eccessive può portare alla costipazione e addirittura ad effetti allucinogeni simili a quelli delle ubriacature da alcol.
Pianta d’Italia
Il suo arbusto è esteticamente molto bello e forse in tempi pre e post unitari veniva chiamato “pianta d’Italia”, o “garibaldina”, perché in autunno mostra i tre colori del tricolore italiano.
Il poeta Giovanni Pascoli gli ha dedicato un’ode.