Uno soltanto. Lo avevamo sottolineato già lo scorso anno, proprio su questa rivista: il Festival di Cannes, che si è concluso qualche giorno fa con l’assegnazione della Palma d’oro a “Yek tasādof-e sāde” dell’iraniano Jafar Panahi, non ama l’ambiente. Nel 2024 infatti in programma c’era solo un cortometraggio, “Across the water”, che toccava questo tema.
E nel 2025 si è andati poco oltre grazie alla presenza, stavolta in concorso, di “Alpha”: un lungometraggio diretto dalla francese Julia Ducournau, che ricordiamo per la Palma d’oro nel 2021 con il controverso psico-horror “Titane”.
Alpha, tra distopia e speranza

Foto: Alpha, di Julia Ducournau
Vale la pena perciò di raccontarla, questa nuova opera della Ducournau che possiede quantomeno il merito di aver tenuto alto il vessillo della questione planetaria in una kermesse che ha visto emergere tutti i grandi temi (le guerre, le dittature, le discriminazioni e le violenze tout court) della nostra epoca. Alpha, infatti, oltre che il titolo del film, è il nome della protagonista: una tredicenne che si batte per restare umana in un mondo minacciato da una misteriosa epidemia che trasforma le persone in blocchi di marmo. Queste, sgretolandosi, formano una polvere che soffoca le campagne e le città, un po’ come succede nel bellissimo Interstellar di Christopher Nolan. E sarà proprio la bambina, simbolo di una generazione che vuole restare in vita nonostante le minacce epocali che ci assediano, a farci guardare oltre l’incubo di un collasso definito del Pianeta.
Guarda il trailer di Alpha
Un tabù per il glamour della Croisette?
Ma perché questa ritrosia di Cannes verso il cinema ambientale? La risposta sta forse nel fatto che questo filone cinematografico ci pone di fronte ad una grande paura, quella di perdere il nostro ambiente di vita. Forse anche al cospetto delle nostre responsabilità perché questo non accada. E tutto ciò male si accorda con il coté glamour del Festival di Cannes.
D’altro canto i film a tematica ambientale non mancano. Prova ne è “Cinemambiente”: il festival internazionale, giunto alla 28esima edizione, che si svolge dal 5 al 10 giugno a Torino e che presenta ben 77 film, provenienti da 26 paesi in rappresentanza dei cinque continenti, come spiega la direttrice, Lia Furxhi:

Foto: Cinemambiente
«Abbiamo ricevuto più di 1.500 opere, spesso molto interessanti. A conferma della forte vitalità di questo settore, che il nostro festival ha visto crescere».
La proposta di Cinemambiente
L’inaugurazione, il 5 giugno, coincide con la “Giornata mondiale dell’ambiente” e prevede la proiezione del muto “Wonders of the Sea” (ore 20.30, Cinema Massimo): uno dei primi film nella storia del cinema, diretto nel 1922 da John Ernest Williamson, che conteneva delle riprese subacquee attraverso un’apparecchiatura progettata allo scopo. Per l’occasione il film sarà accompagnato con musica dal vivo dei Perturbazione: un evento che si annuncia molto suggestivo, peraltro alla vigilia della Conferenza delle Nazioni Unite sugli oceani di Nizza. All’inizio della serata è prevista inoltre la commemorazione di un grande del cinema, David Lynch, scomparso lo scorso 16 gennaio e autore, fra l’altro di uno spot sul tema dei rifiuti realizzato nel 1991 per il Department of Sanitation della città di New York.
Guarda i fotogrammi di “Wonders of the Sea”
Masterclass con il premio Oscar
In chiusura della manifestazione, invece, sarà proiettato 2073 – Ultima chiamata di Asif Kapadia, il premio Oscar divenuto celebre per i suoi ritratti cinematografici di Amy Winehouse, Ayrton Senna e Diego Maradona. Ispirata a La Jetée di Chris Marker, la pellicola è ambientata in una San Francisco del futuro desertificata e controllata in ogni angolo da droni, videocamere e polizia. Il film, che lancia l’allarme anche sul disastro climatico, è uscito in Inghilterra alla fine del 2024, mentre in Italia sarà distribuito il 16, 17 e 18 giugno: a Cinemambiente, il 9 giugno, ci sarà la preziosa occasione per partecipare ad una masterclass di Kapadia mentre il Museo Nazionale del Cinema gli dedicherà una personale dall’11 al 15 giugno.

Il regista iraniano Asif Kapadia. Foto: Wikimedia
Tre documentari da non perdere
E in mezzo? Fra le tante sezioni, quella sui Cortometraggi comprende 18 titoli, quella intitolata Made in Italy ne presenta 23, mentre lo spazio non competitivo, Panorama, offre nove appuntamenti (fra panel e proiezioni) intorno a tre argomenti di grande attualità: i futuri distopici, il rapporto tra l’ambiente e le guerre e infine la reintroduzione della fauna selvatica. Come sempre, però, la sezione più interessante è quella dedicata ai documentari.
E fra gli otto in cartellone ne abbiamo scelti tre, che ci sembrano da non perdere in sala o nella sessione in streaming prevista dal festival.
1. Il mondo segreto delle falene

Foto: Cinemambiente
“Nocturnes”, degli indiani Anirban Dutta e Anupama Srinivasan, è un film girato nelle foreste dell’Himalaya orientale alla scoperta del mondo segreto delle falene, una specie presente sulla Terra da 300 milioni di anni che ora è sottoposta alle sollecitazioni dell’inarrestabile crisi climatica. Si tratta di un vero e proprio viaggio immersivo in cui le falene vengono attirate da un ecologista attraverso l’uso di schermi di tela illuminati, che le trasformano in veri e propri (bellissimi, e molto cinematografici) quadri animati: queste creature, individualmente effimere eppure incredibilmente resistenti, sopravvissute come sono ai dinosauri, si fanno simbolo di una più ampia resistenza, quella dell’uomo all’innalzamento delle temperature.
- IN SALA: Cinema Massimo, venerdì 6 giugno, sala 1, ore 19.00
2. Nucleare sì, nucleare no

Foto: Fission
“Fission”, del brasiliano João Pedro e dall’ucraino Anton Yaremchuk, riapre invece il controverso dibattito sull’energia nucleare esplorando due realtà antitetiche: il piccolo comune bavarese di Gundremmingen, dove alla fine del 2021 è stato chiuso l’ultimo reattore ad acqua ancora attivo in Germania, e la cittadina polacca di Choczewo, destinata a diventare nel 2033 sede della prima centrale di energia atomica del paese. Le interviste agli abitanti di entrambe le città, unite alle dichiarazioni degli esperti e degli scienziati, consentono al film d’infiammare un dibattito reso oggi più che mai divisivo dalla crisi climatica, dall’addio della Germania al nucleare e dalla guerra russo-ucraina, che mette a rischio dei siti già di per sé pericolosi.
- IN SALA: Cinema Massimo, domenica 8 giugno, sala 1, ore 21.30
3. Ancora Elon Musk

Foto: Cinemambiente
“Shifting Baselines”, del canadese Julien Elie, ci mostra le devastazioni ambientali subite da Boca Chica, un bellissimo villaggio del Texas in cui il Rio Grande incontra il mare, da quando Elon Musk l’ha trasformato nel quartier generale di SpaceX, oggi sito-chiave dei programmi spaziali statunitensi, sia pubblici (della Nasa), sia privati. La cittadina costiera ha subito, dal 2018, una radicale trasformazione: intorno alle svettanti rampe di lancio, che ora dominano il paesaggio, le spiagge pubbliche sono state limitate, le paludi prosciugate, la flora e la fauna alterate in modo irreversibile. Il film dà voce a due schieramenti distinti: da un lato gli entusiasti dei voli interstellari e i tanti pellegrini della nuova mecca spaziale, dall’altro gli abitanti locali, marginalizzati nel loro stesso territorio.
- IN SALA: Cinema Massimo, lunedì 9 giugno, sala 1, ore 21.30
Cucina antispreco
Fra i vari Ecoeventi in programma, ne segnaliamo uno: Recuperiamo il futuro, domenica 8 giugno (ore 15.00), che prevede laboratori aperti al pubblico per evidenziare i cibi essenziali per il nostro futuro alimentare, in nome della cucina antispreco. In tutti e quattro i cooking show previsti si realizzeranno delle pizze a partire dalla fibra ricavata dai fondi di caffè, con sopra quattro topping creativi realizzati con materie prime di recupero.

Silvia, Paola e Piero Ling, fra i protagonisti di “Recuperiamo il futuro”
E infine…

Il festival, infine, potrebbe avvalersi di un ospite celeberrimo: James Cameron, il regista di Titanic ma anche della trilogia di Avatar, vero e proprio colossal animato da un forte spirito ambientale, che sarà a Torino il 9 e il 10 giugno per visitare la mostra a lui dedicata nella Mole Antonelliana. Così promette Carlo Chatrian, direttore del Museo Nazionale del Cinema:
«Cameron è molto sensibile alle tematiche ambientali, come il suo cinema dimostra. Aggiungeremo una proiezione speciale per lui nel programma di Cinemambiente».
Per saperne di più
www.cinemambiente.it
L’ingresso a tutti gli eventi è gratuito. Una selezione dei titoli sarà disponibile online, fino al 21 giugno, tramite prenotazione sul sito del festival.




