Con l’arrivo del caldo, le zanzare sono tornate puntualmente a disturbare le nostre giornate (e nottate!) con punture pruriginose e molesti ronzii. Nonostante la loro pessima fama, e l’oggettiva fastidiosità della loro presenza, questi insetti appartenenti all’ordine dei Ditteri svolgono in realtà diverse funzioni importanti per gli ecosistemi.
Ce lo spiega, partendo da una provocazione, Claudio Venturelli, a lungo referente del gruppo di entomologia sanitaria presso l’Ausl della Romagna, autore di diversi libri e tra i massimi esperti di zanzare e altri insetti infestanti: «Ragionando con la testa di una zanzara, dovremmo chiederci se è l’uomo ad avere una vera funzione per gli ecosistemi», dice.

«A differenza delle zanzare che invece ricoprono ruoli importanti in tutte le fasi del loro ciclo vitale».
Fattore d’equilibrio ecosistemico
Sia da larve che da adulti, le zanzare sono coinvolte, infatti, nella catena alimentare e contribuiscono all’equilibrio ambientale. «La larva è un biofiltratore: si alimenta prelevando dall’acqua batteri, altri microrganismi e sostanza organica in generale – precisa l’esperto – Rappresenta inoltre una preda per pesci e anfibi, mentre gli adulti hanno numerosi predatori importanti, come anfibi, rettili, rondini e chirotteri vari».

Larve di zanzare. Foto: Wikipedia
Ma perché pungono?
Normalmente, le zanzare si nutrono di polline e linfa. Ma dopo l’accoppiamento le femmine pungono per assumere, attraverso un pasto di sangue, proteine necessarie a produrre le uova. Sono attirate dall’anidride carbonica che espiriamo, dal calore corporeo e da alcune sostanze presenti nel sudore. Le ore preferite per le loro incursioni?
Alba, tramonto e crepuscolo. L’alta umidità e l’assenza di vento rendono l’ambiente ideale per i loro attacchi. «In realtà fino agli anni ’90 in Italia erano presenti circa 70 delle 3.500 specie di zanzare esistenti in natura, delle quali solo una decina pungono, peraltro solo in alcuni periodi dell’anno e ore del giorno» riprende Venturelli.

Foto: Canva
Tigri alate
Lo scenario è cambiato con l’ingresso della zanzara tigre (Aedes albopictus), che è attiva quasi tutto l’anno e anche di giorno. La sua introduzione, racconta l’esperto, è stata accidentale. Si deve, infatti, a un carico di pneumatici giunto dall’Asia alla fine degli anni Ottanta nel porto di Genova, al cui interno si trovavano alcune uova di questo insetto: «Quando la pioggia ha riempito gli pneumatici le uova si sono schiuse e sviluppate, così gli adulti hanno trovato un ambiente ideale in cui proliferare nei nostri ecosistemi urbani».
Il resto è storia: la zanzara tigre si è diffusa dall’Italia al resto d’Europa e anche alle Americhe, adattandosi perfettamente alle città e ai contesti fortemente antropizzati, dove trova le condizioni ideali per il suo ciclo vitale. «Ed è anche un vettore di malattie pericolose come la Dengue, la Zika e il virus Chikungunya» precisa lo studioso.

Un esemplare di zanzara tigre. Foto: GordZam / Getty Images
Focolai in aumento
Ma non finisce qui. Molte specie tropicali e subtropicali ancora pochi anni fa non riuscivano a sopravvivere ai nostri inverni. Adesso però, con gli sconvolgimenti climatici, alcune specie si presentano alle nostre latitudini. «È il caso della Aedes aegypti, la zanzara che trasmette la febbre gialla, ma anche la Dengue e la Zika: non è ancora stabile in Italia, ma sempre più presente, con focolai di queste malattie talvolta anche endemici».
Come proteggersi, naturalmente
In diversi paesi del Vecchio Continente, conferma il “Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie” (Ecdc), il rischio di epidemie veicolate dalle zanzare è in aumento. E anche i nostri amati animali domestici possono contrarre malattie severe a causa delle punture di zanzare e pappataci.

Foto: Odua Images
Ecco, quindi, tutto quello che c’è da sapere per proteggersi nella maniera più efficace, rispettosa dell’ambiente e del nostro corpo.

Il primo passo per combattere le zanzare consiste nel prevenire la loro proliferazione. Come? Eliminando i ristagni d’acqua, anche i più piccoli: sottovasi, bidoni, annaffiatoi, tombini non coperti. Bisogna inoltre pulire regolarmente le grondaie e i contenitori all’aperto, in cui potrebbe accumularsi l’acqua piovana. Inoltre si può installare sul muro esterno dell’abitazione una bat-box per pipistrelli, predatori naturali delle zanzare. Questi espedienti rendono giardini e terrazzi meno accoglienti per le zanzare, limitandone il numero e la diffusione.
Un altro passo sta nell’installare zanzariere fisse o mobili su finestre e porte-finestre. Non occorre per forza un investimento importante: nei negozi di articoli per giardinaggio si trovano facilmente teli, tende a rete e zanzariere con velcro facili da applicare e dal costo contenuto. Aggiungere delle tende sottili in cotone o lino, possibilmente di colore chiaro, può offrire una protezione aggiuntiva, mentre è importante prevedere anche zanzariere da lettino o da carrozzina per tutelare i più piccoli dentro e fuori casa.
Anche gli abiti possono fare la differenza, come sanno da sempre le popolazioni abituate a convivere con specie molto più pericolose come la zanzara anofele, che trasmette il plasmodio della malaria: consigliamo i colori chiari e tessuti leggeri ma coprenti, sempre in cotone e lino. In situazioni più “a rischio”, come passeggiate in natura al crepuscolo, è meglio indossare indumenti con maniche e gambe lunghe. Altri due suggerimenti utili: evitate profumi intensi, che possono attirare gli insetti, utilizzate invece i ventilatori, che oltre a essere più ecologici (ed economici) dell’aria condizionata, disturbano il volo delle zanzare.
Molti prodotti naturali possono aiutare a tenere lontane le zanzare senza ricorrere a sostanze chimiche o aggressive per la pelle e l’ambiente. Per esempio gli olii essenziali che tendono ad allontanare le zanzare sono citronella, eucalipto, tea tree, lavanda, geranio, menta piperita. Si possono usare sotto forma di diffusori, spray, candele o pomate. È possibile anche preparare in casa spray e oli a base di queste “piante anti-zanzara”, ricordandosi però di non applicare mai gli oli essenziali puri sulla pelle, ma diluendone sempre poche gocce in altri oli vegetali dermocompatibili come olio di mandorle, di cocco o di argan.
Da tempo sono disponibili sul mercato anche cerotti, braccialetti e adesivi a base di citronella o altri olii essenziali repellenti. Si tratta di formulazioni ideali per i bambini più piccoli, per i quali l’applicazione cutanea di spray o unguenti sarebbe troppo aggressiva.
Chi ha il pollice verde può coltivare direttamente le piante anti-zanzara sul balcone o in giardino, sia in vaso che in terra: citronella, basilico, geranio odoroso, menta, lavanda e rosmarino sono le più indicate. Questo permette di avere a disposizione anche erbe aromatiche fresche e fiori profumati, oltre a rendere la tua casa più verde e più invitante per insetti meno “importuni”, come coccinelle e farfalle.
Per le famiglie più “tecnologiche” potrebbero essere ideali i dissuasori a infrarossi oppure le lampade concepite per allontanare le zanzare e gli altri insetti: i modelli fotocatalitici e a luce Uv sono da preferire a quelli a emissione sonora, che di norma sono meno efficaci. I fedelissimi della moka, infine, possono provare a sistemare in qualche piattino dei fondi di caffè bruciati, utili per allontanare le zanzare dagli ambienti esterni.
Le trappole ecologiche rappresentano un altro modo efficace, economico e a basso impatto ambientale per tenere sotto controllo la presenza di zanzare in terrazzi e giardini. Molto facili da realizzare sono le classiche “bottiglie trappola”: bisogna soltanto tagliare una bottiglia di plastica, capovolgere il collo e inserirlo nella base, come se fosse un imbuto. A questo punto, basta versare sul fondo una miscela di acqua, zucchero e lievito di birra: l’anidride carbonica prodotta attirerà le zanzare, che rimarranno bloccate all’interno.
E se proprio non c’è altra soluzione…
Se i rimedi naturali non bastano, non resta che ricorrere ai prodotti sintetici, prestando la giusta attenzione. I repellenti spray o in crema a base di “Deet”, icaridina o citriodiol, per esempio, devono essere evitati almeno nei bambini sotto i 3 anni. I classici zampironi e le piastrine vanno usati solo in ambienti ben ventilati, a maggior ragione in case abitate da bimbi, cani e gatti. Per i diffusori elettrici, infine, è meglio preferire quelli formulati con ingredienti a basso impatto ambientale come l’olio di Neem, sicuro anche in presenza di animali domestici.

Foto: Getty Images
La cosa importante è ricorrere a queste soluzioni solo in casi estremi preferendo, con gli opportuni accorgimenti, i prodotti per la persona a quelli da disperdere nell’ambiente.






