Acquisti bio, crescono anche fuori casa. I dati di Osservatorio Sana Foto: Getty Images
Consumi

Acquisti bio, crescono anche fuori casa. I dati di Osservatorio Sana

Nella ristorazione offerta e fiducia in aumento, ma serve più formazione. I numeri del mercato del biologico presentati da Nomisma a Rivoluzione Bio, manifestazione promossa da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e Assobio

Redazione 25 Febbraio 2026

L’anno 2025 ha visto il mercato del biologico in Italia raggiungere 6,9 miliardi di euro di vendite. Di questi, 1,35 miliardi di euro si riferiscono a consumi fuori casa. Sono alcuni dei numeri dell’Osservatorio SANA presentati da Nomisma lunedì 23 febbraio nell’ambito della fiera di settore Sana. La presentazione si è svolta in occasione di Rivoluzione Bio – Gli Stati Generali del Biologico, appuntamento istituzionale promosso da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e Assobio:

un momento di confronto tra pubblico e privato per rafforzare il ruolo del biologico nelle politiche agroalimentari nazionali ed europee.

Dove il bio è acquistato

Il primo canale di acquisto di biologico è la distribuzione moderna, in cui si concretizza il 64% delle vendite legate ai consumi domestici degli italiani, con un incremento del +6,1% rispetto al 2024 (stime Nomisma su dati Nielsen IQ – Anno 2025 perimetro omnichannel). Dai negozi bio specializzati passa, invece, il 20% dei consumi di casa, con un aumento in valore delle vendite del +7,5%.

a fiera Sana 2026

Sana 2026. Foto: sana.it

I consumi non domestici

L’indagine evidenzia che il “fuori casa” nel biologico rappresenta il 19,5% dei consumi, con un’ampia clientela: sette italiani su dieci hanno consumato alimenti o bevande bio in bar, ristoranti, hotel, mense negli ultimi 12 mesi, mentre il 35% è frequent user.

Leggi anche:  Biologico e Gdo, come crescere insieme. Il convegno di Assobio al Marca

L’80% dei ristoranti e il 70% dei bar offrono prodotti/ingredienti biologici. Le categorie più presenti sono soprattutto ortofrutta, olio extra vergine di oliva, passate, latte, miele. Molto presenti anche i vini bio proposti dall’85% dei ristoratori e dei bar.

Perché il bio si diffonde nel canale HoReCa

La volontà di conferire al locale un posizionamento premium, grazie alla qualità riconosciuta al prodotto biologico, è il motivo principale (51% dei ristoratori intervistati) dell’introduzione del bio nell’offerta.  Il bio è anche visto come una scelta etica e di sostenibilità (46%), coerente con bisogni di benessere e salute del consumatore (40%). Infine, il 38% degli operatori propone alimenti biologici perché stimolati da produttori locali.

Leggi anche:  Il biologico in Italia cresce in tutti gli indicatori. I dati del rapporto Ismea 2025

Il 26% degli operatori inoltre, inoltre, guarda con fiducia al futuro, prevedendo un incremento del valore degli acquisti di materie prime bio nei prossimi 2-3 anni. Tuttavia il 75% non dispone di informazioni sufficienti sul metodo produttivo e sulle sue ricadute positive.

Serve più formazione

Questo gap di conoscenza limita il potenziale di diffusione e consumo dei prodotti biologici. Spiega Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio: «Dall’indagine emerge come gran parte degli operatori desiderino accrescere la propria conoscenza sui metodi produttivi e sugli effetti del bio su ambiente, salute e benessere animale. Per cogliere questo obiettivo crediamo fermamente che si debbano costruire nuove relazioni tra produttori agricoli e ristorazione fuori casa:

Maria Grazia Mammuccini

Maria Grazia Mammuccini

«Per valorizzare filiere capaci di produrre qualità e identità dei territori, creando reti economiche e sociali fondamentali per la rigenerazione delle aree rurali».

Condividi questo articolo: