Gli operatori del biologico in Italia superano quota 97mila, con oltre 87mila aziende agricole impegnate nel settore. La domanda cresce, raggiungendo un valore di quasi 4 miliardi di euro nella grande distribuzione. E anche la superficie agricola coltivata senza pesticidi si avvicina agli obiettivi europei.
Sono i risultati del rapporto Ismea presentato ieri in occasione della Giornata europea del biologico, presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Il ministro Lollobrigida durante la presentazione. Foto: Masaf
Superfici in espansione
«I dati Ismea mostrano che le superfici agricole coltivate a biologico crescono del 2,5% nel 2024 rispetto al 2023, segno che ci stiamo avvicinando all’obiettivo del 25% di terreni bio entro il 2030 indicato dalla strategia europea Farm to Fork» ha commentato Nicoletta Maffini, presidente di AssoBio. Il Sud Italia, conferma il rapporto, resta trainante ma anche il Centro, con i numeri eccellenti della Toscana, e il Nord, in particolare con il contributo dell’Emilia-Romagna, rappresentano una fetta molto importante delle superfici coltivate con metodo biologico del nostro paese.
Sempre più operatori
In Italia, conferma l’Ismea, nel 2024 la Superficie agricola utilizzata (Sau) a biologico incide complessivamente per il 20,2% con 2.514.596 ettari coltivati a biologico (pari al +68% nel decennio). Aumenta anche il numero degli operatori biologici che sono complessivamente 97.170 (+2,9% sul 2023 e +62% nell’ultimo decennio). Di questi, più dell’89% (87.042) sono aziende agricole (+3,4% sul 2023).
Circa i consumi di prodotti bio, nel 2024 si è attestato sui 3,96 miliardi di euro il valore degli acquisti domestici nella grande distribuzione, con un ulteriore rafforzamento rispetto al primo semestre 2025 (+10,6% sul 2024), che segna una crescita più marcata rispetto al settore agroalimentare (+5%). E mentre il valore dei consumi alimentari nel loro insieme cresce dello 0,9%, quello del biologico aumenta del 2,9%.

Nicoletta Maffini, Presidente Assobio
«È la prova che i cittadini riconoscono al biologico un valore crescente e sono disposti a premiarlo nelle loro scelte quotidiane» ha aggiunto Maffini.
In arrivo il marchio bio
Durante l’incontro è stata sottolineata anche la centralità del Marchio del biologico italiano, che presto potrà essere apposto in etichetta dalle aziende conformi al regolamento di prossima pubblicazione. Un’innovazione che è stata sottolineata anche dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida: «Il marchio biologico italiano sarà un segno distintivo di qualità e sicurezza, a tutela delle eccellenze agroalimentari italiane e delle persone che sceglieranno di acquistare quel prodotto. La sfida dei prossimi anni sarà quella di garantire il giusto reddito agli agricoltori, contrastare la concorrenza sleale dei paesi terzi, rendere i prodotti bio più accessibili a tutti e aumentare il consumo interno».