L’operazione “Ape Pulita” e l’importanza dei controlli nel biologico Foto: Canva
Biologico

L’operazione “Ape Pulita” e l’importanza dei controlli nel biologico

La scoperta di irregolarità in aziende produttrici di miele in provincia di Chieti solleva, per AssoBio e FederBio, la questione della tutela dei produttori onesti, dei consumatori e dell’intera filiera

Redazione 20 Novembre 2025

Il Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale (Nipaaf) di Chieti e il Nucleo carabinieri forestale di Villa Santa Maria hanno portato alla luce una frode nel settore del miele biologico. L’operazione, denominata “Ape Pulita”, ha visto il sequestro di circa 50 tonnellate di miele e 12 tonnellate di sostanze zuccherine e mangimi privi di tracciabilità e documentazione, con cui venivano alimentate api in alveari registrati come biologici, in violazione del regolamento comunitario.

Il regolamento Ue, infatti, per il miele certificato biologico consente l’uso di mangimi non bio solo in casi eccezionali.

Miele sicuro… ma non bio

Sono state riscontrate inoltre irregolarità igienico-sanitarie, con il sequestro di altri 300 chili di miele non tracciato e la sospensione di un laboratorio. Le aziende del Medio Sangro coinvolte dovranno ora declassare il miele, risultato non conforme pur restando sicuro dal punto di vista sanitario.

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Le aziende sono ora sotto indagine per aver commercializzato come “bio” un prodotto che non rispettava gli standard dell’Unione Europea.

Le frodi nel biologico

Le frodi alimentari costituiscono un serio rischio per la credibilità di un comparto in forte sviluppo come quello biologico, che vale oltre 10 miliardi tra mercato interno ed export ed è sostenuto da consumatori sempre più attenti alla sostenibilità e alla protezione degli ecosistemi.

La condanna delle associazioni

Le associazioni di categoria hanno condannato l’accaduto e ringraziato le forze dell’ordine. «Fermare le truffe è una responsabilità verso i cittadini che scelgono sempre più alimenti biologici per la propria salute e la tutela dell’ambiente» ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio. «Simili comportamenti danneggiano gravemente i produttori onesti e minano la fiducia dei consumatori nei confronti del biologico. Ancora una volta sottolineiamo l’urgenza di introdurre il Marchio del biologico italiano, fondamentale per garantire la riconoscibilità e la valorizzazione delle produzioni bio nazionali»  evidenzia Nicoletta Maffini, Presidente di AssoBio.

NIcoletta Maffini, presidente di Assobio

NIcoletta Maffini. Foto: Assobio

«Nel contempo – aggiunge – riteniamo importante rafforzare il controllo attraverso tecnologie digitali avanzate, per assicurare una tracciabilità completa, trasparente e continua anche nelle filiere più complesse».

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