I terrazzamenti di Amalfi diventano patrimonio agricolo della Fao Foto: Neirfy
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I terrazzamenti di Amalfi diventano patrimonio agricolo della Fao

La celebre costiera, custode di biodiversità e cultura locale, viene riconosciuta fra i territori di maggior pregio per il sistema agricolo che conserva, attraverso pratiche tradizionali e una forte attenzione all’agroecologia. Un premio che può dare ulteriore sostegno a un territorio minacciato dal clima e dalle attività antropiche

Francesca Santoro 5 Settembre 2025

Celebre meta turistica, set di film e serie, la bellissima Costiera Amalfitana ha ora ricevuto un importante riconoscimento dalla Fao. È stata inserita tra i Sistemi del Patrimonio Agricolo di rilevanza mondiale (Giahs) per i suoi terrazzamenti, che uniscono la tradizione al rispetto della biodiversità. Tutelare questo patrimonio è fondamentale poiché, come spiega il direttore per il Cambiamento Climatico, la Biodiversità e l’Ambiente della Fao, Kaveh Zahedi:

Kaveh Zahedi

Kaveh Zahedi. Fotio: Linkedin

«Ogni sito testimonia l’ingegno e la resilienza delle comunità rurali e agricole, mostrando pratiche sostenibili attentamente mantenute e adattate nel corso delle generazioni».

Cosa sono i Giahs

Diventano siti Giahs i sistemi agricoli che presentano una ricca agrobiodiversità e che sono frutto di saperi tradizionali. Paesaggi, tecniche, produzioni che nel tempo sono stati importanti per la sicurezza alimentare delle comunità locali. Comunità che, a loro volta, li gestiscono in modo sostenibile, che si tratti di agricoltura, pastorizia, pesca e gestione forestale. Ad oggi i siti Giahs sono 102, in 29 Paesi. In Italia, la Costiera amalfitana si aggiunge agli uliveti di Assisi e Spoleto e ai vigneti del Soave, riconosciuti Giahs dal 2018.

Passeggiando tra le coltivazioni

I terrazzamenti amalfitani si estendono su scale ripide. I muri a secco sono un sistema ingegnoso di coltivazione della terra, che risale al Medioevo: il terreno ne è sostenuto e l’acqua ha la possibilità di filtrare, fenomeno che previene gli smottamenti. Nelle piazzole crescono limoni, ulivi e viti di prestigiose varietà locali protetti da pergole di castagno.

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Le vigne si trovano così su pendenze quasi verticali, fino a settecento metri di quota. L’acqua, raccolta in piccole vasche, scende per gravità da un livello all’altro, attraverso canali e peschiere.

I problemi attuali

I terrazzamenti richiedono costante manutenzione. Sono diversi gli appezzamenti che non sono più coltivati, a trattenere l’acqua c’è meno vegetazione e le piogge intense concentrate in poche ore creano spesso crolli e frane. Inoltre costruzioni più recenti hanno utilizzato cemento armato e pali di fondazione, mentre la pietra è usata come rivestimento. Tali muri non possiedono capacità drenante.

Patrimonio da difendere

Il riconoscimento della Fao può diventare un’opportunità concreta per tornare a valorizzare i terrazzamenti. Per contrastare approssimazioni e abusivismi, e per formare nuove generazioni di coltivatori.

Terrazzamenti di Amalfi riconosciuto dalla Fao: un panorama della costiera

Foto: Bluejayphoto/Getty Images

Consapevoli che questi sistemi agricoli, custodi di cultura e di biodiversità, coniugano produttività e bellezza con la resilienza ai cambiamenti climatici.

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