Torna dal 24 al 27 settembre, da quest’anno come evento diffuso nel centro di Torino, la più importante manifestazione internazionale dedicata al cibo “buono, pulito e giusto” e alle politiche alimentari. Terra Madre Salone del Gusto celebra i 40 anni di Slow Food Italia, nel segno del ricordo e dell’eredità culturale e politica di Carlo Petrini. Il claim del 2026 è Biodiversity – Be Diversity:
per un’edizione tutta dedicata al valore della biodiversità naturale, agricola, gastronomica, culturale e sociale.

Carlo Petrini. Foto: Bruno Cordioli
Un patrimonio in crisi
Un termine, biodiversità, scriveva Petrini in “Terrafutura. Dialoghi con Papa Francesco dell’ecologia integrale” (Giunti – Slow food, 2020) «salito agli onori della cronaca in modo sempre più trasversale, in quanto emblema di un modello di sviluppo e di produzione umana distruttivo verso l’ambiente che la ospita».
A tutela della biodiversità Slow Food lavora sin dal 1986, anno della sua nascita, attraverso progetti come l’Arca del Gusto, i Presìdi Slow Food e l’Alleanza Slow Food dei cuochi.
Una rete globale
Punto d’incontro di questa rete internazionale resta proprio Terra Madre Salone del Gusto. Quest’anno l’evento accoglie oltre 1500 produttori, cuochi, pescatori, allevatori, agricoltori, studiosi, giovani e attivisti provenienti da tutto il mondo e delegati da 120 paesi che si confronteranno anche nell’ambito dell’Assemblea dei Partecipanti della Fondazione Slow Food Ets.
Gli ospiti maggiori
Tra i protagonisti dei mille eventi in programma Satish Kumar, attivista, educatore e scrittore impegnato nei movimenti per la pace, l’ecologia e la sostenibilità, Alice Waters, cuoca e saggista, attivista per l’educazione alimentare, Raj Patel, economista e analista dei sistemi alimentari globali, Eric Schlosser, scrittore e giornalista d’inchiesta, i biologi marini Roberto Danovaro ed Helen Scales, il filosofo Tommaso Greco, lo storico dell’alimentazione Massimo Montanari, il maestro panificatore Fulvio Marino, gli attori e autori Moni Ovadia e Paolo Hendel.
Educare alla (bio)diversità
Tante le attività esperienziali pensate per accompagnare il pubblico di ogni età alla scoperta di tradizioni, prodotti, varietà animali e vegetali che rischiano di scomparire. Dal Grande Gioco dell’Oca dei Presìdi Slow Food, ai laboratori per famiglie, agli incontri per insegnanti.
Fino agli spettacoli teatrali con l’attrice Lella Costa e il musicista Andrea Satta, sulla diversità di semi antichi, saperi tramandati, ma anche di lingue, confini, generazioni. «La biodiversità culturale ci insegna a leggere le vicende del mondo con un approccio aperto e umile», scriveva Carlin nel volume citato, «a cogliere l’immensità di ciò che modi di vivere diversi dal nostro possono insegnarci.
«E come la diversità sia la forza per disegnare il nostro futuro».