Lo scartosso veneziano è, in italiano, il cartoccio: un cono di carta utilizzato per assorbire la frittura e riempito con pesci di piccola taglia e crostacei fritti. Da non confondere con il “cuoppo” napoletano, che negli ultimi anni la fa da padrone tra i cibi di strada più “cool”: nello scartosso ci sono i pesci tipici dell’area veneta, ossia calamari, seppie, gamberi, sarde, moeche (o moleche), cioè i granchi pescati durante il periodo della muta, quando perdono il carapace in attesa che si formi quello nuovo.
Dal Seicento con gusto
La tradizione dello scartosso è antichissima. Secondo alcuni risale al 1600, quando si consumava in appositi locali, piccoli e modesti, chiamati fritolin, tipici come i bacari.
Il pesce di giornata rimasto invenduto veniva fritto e rivenduto come “scartosso”.