Raccogliere, valutare e condividere le migliori pratiche per la produzione biologica in serra attraverso un approccio pratico e transdisciplinare. È questo l’obiettivo del progetto Biogreenet, finanziato dall’Unione Europea e dal Segretariato svizzero per l’Istruzione, la Ricerca e l’Innovazione.

Foto: Firab, Facebook
I referenti delle sedici organizzazioni partner si sono riuniti per la prima volta a dicembre a Fürstenfeldbruck, Germania.
Le serre in Europa
Biogreenet nasce per rafforzare l’agricoltura biologica realizzata in ambiente protetto. Le serre, infatti, che contribuiscono in modo significativo alla produzione orto-floro-vivaistica in Unione Europea (ricoprono circa 175.000 ettari), pongono al biologico diverse sfide.
Dal controllo degli insetti dannosi a quello dei patogeni fungini, fino alla protezione della biodiversità del suolo. I costi elevati minacciano la sostenibilità economica dei produttori.
Diffondere strumenti e prassi
Tuttavia, negli ultimi anni, la ricerca ha messo a punto pratiche agronomiche e strumenti digitali innovativi. Il progetto intende, dunque, facilitarne la diffusione tra gli addetti ai lavori. Le attività innovative, individuate e selezionate, verranno valutate con un’analisi costi/benefici sotto ogni aspetto: tecnico, economico, sociale, ambientale. In seguito, saranno sviluppate nell’ambito di prodotti e strumenti per la disseminazione della conoscenza.
I partecipanti
Per promuovere la produzione biologica in serra dentro e oltre i confini dell’Unione Europea, saranno coinvolti oltre 3.000 produttori e tecnici attraverso workshop e piattaforme digitali. Il progetto durerà fino al 2029, con il coordinamento di Naturland, la più grande associazione di produttori biologici della Germania. In Italia, partecipa il Crea, in collaborazione con Firab e Aiab.